09 Maggio 2021
News
percorso: Home > News > News

Diritto d´asilo, un nuovo richiamo dopo la Circolare Salvini

24-07-2018 11:23 - News
In una lettera, la presidente della Commissione nazionale per il diritto d´asilo ha invitato esplicitamente le commissioni territoriali a ridurre i numeri della protezione umanitaria

Meno protezione umanitaria: a chiederlo non è soltanto il ministro dell´Interno, Matteo Salvini, ma anche la presidente della Commissione nazionale per il diritto d´asilo. Lo scorso 4 luglio il Viminale aveva inviato una circolare a tutti i prefetti, i questori, la Commissione nazionale per il diritto d´asilo e i presidenti delle commissioni territoriali con l´obiettivo principale di ridurre il numero di permessi di soggiorno concessi per motivi umanitari, la forma più diffusa di protezione per cittadini stranieri in difficoltà. Guido Savio, avvocato di Asgi, l´Associazione per gli studi giuridici sull´immigrazione, aveva criticato il documento, definendolo «inopportuno ed errato nei suoi presupposti e nelle sue finalità», aggiungendo poi che «sembra voler dare un indirizzo politico a una decisione di tipo amministrativo, come è quella sull´accoglimento delle richieste di asilo».

Lunedì 16 luglio, a poco più di una settimana di distanza, è stata Sandra Sarti, la presidente della Commissione nazionale per il diritto d´asilo, a rinforzare la posizione ministeriale e a chiedere l´attuazione della circolare.

Al centro di questa richiesta sono ancora una volta i numeri della protezione umanitaria: in quello che la Prefetta Sarti definisce "Report alla data del 13 luglio u.s.", un documento settimanale prodotto dal ministro dell´Interno, vengono infatti citati due dati: il primo riguarda i "pendenti", il cui numero «è rimasto invariato rispetto alla data del 6 luglio», mentre il secondo è relativo alla percentuale dei permessi riconosciuti per motivi umanitari, «ferma ancora al 28%». Secondo la presidente della Commissione nazionale per il diritto d´asilo, dunque, «emerge che la direttiva del Ministro non ha ancora trovato attuazione» e che anzi il dato numerico relativo alle domande «è addirittura aumentato da 14.032 a 14.471».

Dopo aver sottolineato i numeri considerati più critici, la lettera, inviata a tutti i presidenti delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, prosegue con una considerazione più ampia: «si tratta di due aspetti molto significativi sui quali si gioca il nostro livello di produttività ed efficacia». Un invito all´efficienza che assume un tono diverso nell´ultima riga e mezza: nella conclusione, infatti, si sottolinea che questi dati vanno tenuti in considerazione «affinché dalla prossima settimana il trend degli stessi subisca la necessaria, improrogabile e doverosa modifica».

Necessaria, improrogabile, doverosa: su questi tre aggettivi si costruisce una presa di posizione che, esattamente come quella della Circolare Salvini del 4 luglio, è più politica che tecnica. La richiesta della Prefetta Sarti è quella di ridurre i numeri dell´asilo, andando quindi a incidere ancora una volta sulla protezione umanitaria, a prescindere dagli individui e dalle loro storie personali, da quello che si sono lasciati alle spalle e dal percorso che hanno attraversato.

A questo punto per Asgi «la citata circolare ministeriale diviene prevalente sui fondamenti costituzionali (tra cui artt. 2, 3, 10 e 117), oltre che sulle norme di legge nazionale (ad es.: art. 5, co, 6, d.lgs. 286/98) e sovranazionale (tra i quali va richiamata la Convenzione europea dei diritti umani e delle libertà fondamentali) su cui si fonda la protezione umanitaria», assumendo una valenza nettamente superiore a quella che normalmente viene attribuita alle circolari, una valenza politica.

Tuttavia, secondo Asgi la Commissione non dovrebbe avere questo compito, ma quello di «monitorare la corretta attuazione delle normative internazionali, dell´Unione Europea e interne in materia di diritto d´asilo anche alla luce degli orientamenti giurisprudenziali prevalenti». La commissione nazionale d´asilo, quindi, deve coordinare l´operato delle commissioni territoriali, fornendo atti di indirizzo in materia di protezione, ma sempre all´interno del quadro normativo esistente. Deve dunque diffondere informazioni sui Paesi d´origine e dare indicazioni sui fenomeni emergenti, dando quindi indicazioni su come affrontare l´esame delle domande. Inoltre, Asgi sottolinea che «l´articolo 4 comma 3 bis del decreto legislativo 25/2008 tuttora in vigore e che regola la procedura e l´esame della domanda d´asilo dice che "ogni commissione territoriale opera con indipendenza di giudizio e di valutazione"», un´indipendenza che con questa lettera viene messa in discussione.

«Tale autonomia e l´indipendenza di giudizio – ribadisce in un comunicato l´Associazione per gli studi giuridici sull´immigrazione – è stata gravemente compromessa attraverso l´ordine, impartito da un Prefetto della Repubblica, di sostanzialmente eludere la legge nazionale che impone l´obbligo per le commissioni territoriali di procedere a un esame delle domande di protezione internazionale "su base individuale", ovverosia caso per caso alla luce delle dichiarazioni del richiedente e delle specifiche e pertinenti informazioni sul suo Paese di origine». Per gli avvocati dell´Associazione per gli Studi giuridici sull´immigrazione,insomma, si tratta di un atto così grave da concludere affermando che «la Prefetta Sarti debba assumersene ogni responsabilità e, dunque, dimettersi con effetto immediato».

Esaminando le decisioni delle Commissioni territoriali degli anni scorsi, non è chiaro quanto sia possibile ridurre i numeri dei visti umanitari: nel 70% dei casi, infatti, l´autorità giudiziaria ha accolto i ricorsi contro i dinieghi delle Commissioni, ampliando quindi il numero dei beneficiari e contraddicendo la lettura del governo, secondo cui finora si è avuto un approccio troppo permissivo. A questo proposito, in realtà, va ricordato che il decreto Minniti-Orlando del 2017 aveva ridotto i margini per l´accesso al ricorso, riducendo di fatto l´accesso a forme di protezione per via giuridica.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
[<<] [Maggio 2021] [>>]
LMMGVSD
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it