18 Agosto 2019

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Dio e gli extraterrestri

04-03-2018 09:29 - News
Teologo domenicano, esperto di etica, Jacques Arnould è capomissione presso il Centro nazionale francese di studi spaziali (CNES)

Che conseguenze avrebbe, dal punto di vista teologico, la scoperta di civiltà extraterrestri? Cambierebbe la nostra immagine di Dio? E l´immagine che abbiamo del ruolo dell´umanità nella storia dell´universo? Intervista con Jacques Arnould.

La questione della "pluralità dei mondi", l´idea che altri pianeti oltre la terra possano essere popolati, ha appassionato e diviso i teologi cristiani nel corso dei secoli. Quali sono state le linee generali di questi dibattiti?
Fino al 16.esimo secolo la questione controversa è la seguente: per essere un Creatore onnipotente Dio deve creare altri mondi oltre al nostro? È inutile, risponde la maggior parte dei teologi, che sottolineano che il nostro pianeta è sufficientemente diversificato per "provare" l´onnipotenza divina e che una pluralità di mondi potrebbe introdurre l´idea, inaccettabile, di un ruolo lasciato al caso. Ma altri teologi non esitano a parlare di abitanti sulla luna o persino di una infinità di mondi. Nel 1277 Étienne Tempier, vescovo di Parigi, ricorda che non sta agli uomini decidere ciò che Dio può o non può creare. A partire dal 17.esimo secolo, con lo sviluppo delle scienze astronomiche, l´esistenza di altri mondi si impone. La questione dibattuta diventa allora: sono abitati? Se lo fossero, Cristo dovrebbe incarnarsi più volte per salvarne gli abitanti? I pareri sono ovviamente discordi!

Nel 16.esimo secolo i Riformatori, sia Lutero sia Calvino, erano piuttosto ostili alla pluralità dei mondi...
È proprio la questione cristologica con il conseguente rifiuto di incarnazioni multiple che induce i Riformatori a opporsi all´idea di pluralità dei mondi (come del resto si oppongono all´eliocentrismo di Copernico adducendo argomenti biblici); il ruolo redentore di Cristo è troppo importante perché possa essere "relativizzato". In seguito i teologi della Riforma, come quelli delle altre chiese, saranno più moderati: la questione della salvezza degli extraterrestri e persino del loro battesimo resta aperta. I dibattiti mescolano spesso argomenti teologici e ipotesi scientifiche e offrono l´occasione di riflettere sull´idea stessa di redenzione per gli esseri umani ma anche per tutte le creature di Dio.

Che cosa dice o non dice la Bibbia della possibilità di una vita extraterrestre?
La Bibbia non si occupa della questione della vita extraterrestre in senso stretto. Certo, c´è la questione delle "molte dimore nella casa del Padre", ma nulla permette di affermare che Cristo pensasse a creature extraterrestri. E neppure che il carro di Elia fosse un disco volante! Tuttavia, non dimentichiamo che fino all´inizio del 20.esimo secolo la parola "extraterrestre" significava "soprannaturale". In questo senso gli angeli possono essere definiti extraterrestri. Nella tradizione cattolica ci sono stati autori che hanno parlato del carattere terrestre ed extraterrestre di Maria. Pertanto, senza fare riferimento a quelli che oggi chiamiamo "marziani" o esseri extraterrestri, possiamo dire che la Bibbia, evocando una realtà o esseri soprannaturali, ci educa all´idea di altre forme di vita oltre la nostra. Per la Bibbia non siamo soli in questo universo creato da Dio.

L´esistenza accertata di extraterrestri susciterebbe una buona dose di grandi interrogativi da parte dei cristiani: Dio può creare più esseri diversi a sua immagine? Cristo può incarnarsi in altri mondi oltre la Terra? Come considerare la questione del peccato e della redenzione al di fuori del nostro pianeta?
Non si tratta di fare della "fantateologia"! Per il momento non abbiamo modo di risolvere la questione dell´esistenza di esseri viventi in un posto che non sia la Terra. Possiamo però fare un esperimento mentale, assumere l´ipotesi di una tale esistenza e studiarne le conseguenze sulla nostra comprensione della fede cristiana. Riscopriremo allora come l´atto della creazione sia un´alleanza tra Dio e tutte le sue creature - rileggiamo il racconto del diluvio! Potremo anche riflettere nuovamente sul fatto che siamo creati a immagine di Dio, e non il contrario. Perché aver paura per Dio? Ci interrogheremo sul senso che diamo alla dimensione cosmica della salvezza operata da Dio, come confessato dai padri della chiesa e che, nella nostra troppo limitata preoccupazione per la sola salvezza delle nostre anime, abbiamo forse dimenticato.


L´esistenza accertata degli extraterrestri costituirebbe una minaccia o un´opportunità per il cristianesimo?
Sta a ognuno di noi rispondere, nella fede e nell´intelligenza della tradizione cristiana che possiamo avere. Una tale esistenza stravolgerebbe molte delle nostre certezze, delle nostre conoscenze, delle immagini che ci facciamo di noi stessi, della nostra singolarità e infine di Dio. Sperimenteremmo ciò che tutti i fratelli o sorelle maggiori vivono quando arriva un fratellino o una sorellina: e adesso come mi ameranno i miei genitori? Sarò ancora il prediletto, il loro preferito? Allora, un´opportunità o una minaccia? Sta a noi deciderlo, non agli extraterrestri né a Dio.
(intervista a cura di Louis Fraysse; da Réforme; trad. it. G. M. Schmitt)



Fonte: voceevangelica.ch

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 4

Sabato 17 Agosto

Così dice il Signore: «Fino a quando rifiuterai di umiliarti davanti a me?» (Esodo 10, 3)
Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi (Giacomo 4,7)

Dio immenso ed irraggiungibile, a volte guidi la nostra vita a grandi altezze, doni successo, salute, benessere. Fa che non diventiamo presuntuosi. A volte precipitiamo, sprofondiamo, soffriamo sotto il peso della malattia, della sconfitta e della tristezza. Fa che non disperiamo. Manda il tuo Spirito per poter fare ciò che ascoltiamo, e che perda potere su di noi, tutto ciò che ti resiste.
Jochen Denker

Filippesi 2, 12-18; Matteo 10, 5-15


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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