21 Maggio 2019

News

Dio c´è, ma non sei tu. Rilassati!

29-09-2018 18:11 - Bibbia e attualità
Un giorno una parola - commento a Osea 11, 8-9

Come farei a darti in mano altrui, o Israele? Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni si accendono. Io non sfogherò la mia ira ardente, non distruggerò Efraim di nuovo, perché sono Dio, e non un uomo, sono il Santo in mezzo a te
Osea 11, 8-9

Dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata
Romani 5, 20

Su magliette, gadget e social network, spesso circola la frase «evangelica»: "Dio c´è, ma non sei tu. Rilassati!". E menomale! Questa sì che è una buona notizia! Noi non siamo Dio e quindi questo ci libera dall´ansia di controllo, dal senso del dovere, dalle nostre presunzioni e tendenze narcisistiche che ci inducono a voler essere al centro dell´attenzione e alla pretesa di conoscere come va il mondo.

La consapevolezza di non essere Dio pone anche tutti e tutte noi davanti alla nostra capacità di peccare, di distruggere, di fare del male, qualità che sembrano appartenere a Dio, che attraverso Osea dice: «non sfogherò la mia ira ardente, non distruggerò Efraim di nuovo», ma che in realtà appartengono all´uomo. L´uomo è capace di dare un altro uomo in mani altrui. A l´uomo appartiene il naturale istinto di vendetta, il rancore, il risentimento, ma a Dio no. La misericordia, questa sì che invece gli appartiene: «D´immenso eterno amore mi amasti o mio Signor!» canta un inno cristiano, a ricordarci che Dio è misericordioso, che Egli prova compassione per noi, fin nelle sue viscere, e non guarda al nostro peccato, ma si commuove e prova tenerezza per noi sue creature.

Egli è misericordioso al punto tale da dare, per sola grazia, il suo unico figlio Gesù Cristo a questo nostro mondo per mostrarci chi è Dio e chi siamo noi, cioè sue creature bisognose del Suo amore.

L´apostolo Pietro dice al centurione Cornelio che gli si getta ai piedi per adorarlo: «Alzati, anch´io sono un uomo» (Atti 10, 26), a ricordarci, con il profeta Osea, che solo Dio è il Santo e l´unico degno di lode e adorazione.

Possiamo quindi in questo giorno, come uomini e donne, porci davanti all´unico nostro Dio, santo e misericordioso, con umiltà e spirito di lode, nella certezza che Lui ha già fatto tutto e che noi non possiamo far altro che ringraziarLo.

di Noemi Falla


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

MAGGIO
Versetto del mese
Nessuno è pari a te e non c’è altro Dio fuori di te
(II Samuele 7, 22)

Salmo della settimana: 108

Lunedì 20 Maggio

Egli è l’ oggetto delle tue lodi, é il tuo Dio
(Deuteronomio 10,21)
Gesù dice: «Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo,il principio e la fine»
(Apocalisse 22,13)

Signore Gesù, tu devi rimanere la corona del mio cuore, il sole della mia gioia. Non permettere che per vanità mi allontani dalla tua luce. Resta il mio premio, la tua parola mi nutre, resta il mio onore, la tua parola mi insegna a credere sempre fermamente in te.
Georg Weissel

Esodo 15, 1-21; II Samuele 16, 1-14




PREGHIERA

Signore, che io possa con il tuo aiuto,
far convergere, in fraterna collaborazione,
l’intera comunità
in una visione unitaria
della nostra testimonianza.
Che io possa favorire,
con chiara apertura di spirito,
ogni iniziativa;
ravvivare in tutti il senso
di responsabilità che
le varie mansioni conferiscono.
Impegnare tutti alla ricerca
di quegli elementi
che possono far progredire
la nostra testimonianza.
O Signore, nelle tue mani
metto il mio diuturno lavoro,
benedicilo e santificalo
perché possa sempre più
rilucere la fiaccola della
mia elevazione spirituale
Edizioni Paoline




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it