02 Luglio 2020
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Dialogo. Per la prima volta il moderatore della Chiesa valdese al Meeting di Sant´Egidio

28-09-2013 11:59 - Ecumenismo
Dal 29 settembre a Roma 400 esponenti religiosi, culturali e politici per parlare di speranza

Il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, sarà uno dei 400 partecipanti alla XXVII edizione dell´incontro internazionale per la pace "Uomini e religioni" promosso dalla Comunità di Sant´Egidio da svolgersi a Roma dal 29 settembre al 1° ottobre. Centinaia di leader religiosi e personalità della cultura e della politica da più di 60 paesi convergeranno quest´anno nella capitale per confrontarsi con numerosi panel pubblici sul tema "Il coraggio della speranza: religioni e culture in dialogo".

"Ho accolto volentieri l´invito della Comunità di Sant´Egidio - ha dichiarato Bernardini all´Agenzia NEV - apprezzando l´attenzione nei confronti di una piccola comunità protestante quale la chiesa valdese, da secoli presente e radicata in Italia ma troppo spesso ignorata nei grandi eventi ecumenici internazionali che si svolgono a Roma, in base al pregiudizio per cui il protestantesimo è un fatto del centro o del nord dell´Europa, magari degli USA, che però non ha rilevanza nel contesto dei paesi latini. Non è così, tanto più nel quadro della globalizzazione anche delle religioni. Ho anche apprezzato - prosegue il moderatore della Tavola valdese - il tema che mi è stato proposto, e cioè la sfida della povertà. Valdo fece della povertà il primo elemento della sua predicazione e della sua testimonianza: anche per noi valdesi, la sfida è comprendere e tradurre nel mondo di oggi il senso di quella scelta e di quella radicalità evangelica". Tra gli altri protestanti interverranno nei panel il pastore riformato francese Jean-Arnold de Clermont, già presidente della Conferenza delle chiese europee (KEK), l´anglicana Mary Tanner, co-presidente del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC); il mennonita Larry Miller, segretario del Global Christian Forum.

Tra i partecipanti non solo ci saranno decine di rappresentanti di chiese cristiane, ma anche esponenti ebrei e musulmani e delle altre fedi mondiali, nonché politici come il premier Enrico Letta, i ministri Cécile Kyenge, Mario Mauro, Graziano Delrio, Flavio Zanonato, il pachistano Paul Bhatti, il sindaco di Roma Ignazio Marino e tanti altri. Tra i numerosi temi trattati dai panel - oltre a quello su "Dio ama i poveri" a cui interverrà il moderatore Bernardini (lunedì 30 settembre alle 16.30 nella Sala Conferenze di Palazzo Leopardi, Vicolo Santa Maria in Trastevere 23) - anche le religioni e la violenza sulle donne; essere cristiani nel XXI secolo; cristiani e musulmani: la cultura del convivere; l´immigrazione dall´accoglienza all´integrazione.

(Per il programma completo vedi: http://www.santegidio.org/downloads/FLYER%20ROMA%202013.pdf).

Fonte: NEV

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23


Mercoledì 1° Luglio

«Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto in modo che io non lo veda?» dice il Signore. «Io non riempio forse il cielo e la terra?», dice il Signore (Geremia 23,24)
Se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui (I Corinzi 8,3)

Lo scopo della religione è tenere sempre presente la verità sconcertante che il mondo intero è pieno di Dio. La spiritualità è quella dimensione della vita nella quale diventiamo consapevoli della presenza di Dio. E’ preoccuparsi di come ciò che facciamo riguardi Dio e di come ciò che fa Dio riguardi noi. E’ una possibilità sempre presente per ogni individuo. Riguarda l’immanenza di Dio ovunque, riguarda la pazienza e l’attenzione, il vedere, sentire e ascoltare cose che fino a un momento prima erano inaccessibili.
Lawrence Kushner

Michea 7, 7-20; I Re 12, 1-19



Preghiera


Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro,
non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo,
sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te.
Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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