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Dialogo. Papa Francesco ai metodisti: insieme sulla via della piena comunione

19-10-2017 20:49 - Ecumenismo
L´invito del Papa: non possiamo "crescere nella santità senza crescere in una comunione maggiore". "La fede diventa tangibile soprattutto quando si concretizza nell´amore" nel servizio ai poveri

Facendo riferimento al libro del Levitico (Lv 25,10) in cui il Signore annuncia a Mosè che il cinquantesimo anno prevede la liberazione degli schiavi, e con la citazione del Decreto Unitatis redintegratio del Vaticano II - l´incoraggiamento ad un dialogo tra i cristiani di diverse confessioni condotto "con amore della verità, con carità e con umiltà" - papa Francesco ha aperto il suo discorso alla Delegazione del Consiglio Metodista Mondiale.

A riportare la notizia è la Radio Vaticana.

L´occasione è stata l´anniversario dei 50 anni dall´inizio del dialogo teologico metodista-cattolico, un cammino in cui "siamo fratelli che, dopo un lungo distacco, sono felici di ritrovarsi e riscoprirsi a vicenda".
"Gli altri familiari di Dio possono aiutarci ad avvicinarci ancora di più al Signore - ha proseguito il Papa, ricordando l´invito alla santità del teologo John Wesley, fondatore del movimento protestante metodista - e stimolarci a offrire una testimonianza più fedele al Vangelo". Fede tangibile che "si concretizza nell´amore" e in particolare "nel servizio ai poveri", come risposta all´antico invito della Parola: Proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti".
Si tratta della "stessa chiamata alla santità che, essendo chiamata alla vita di comunione con Dio - ha evidenziato papa Francesco - è necessariamente chiamata alla comunione con gli altri".

Da qui l´esortazione di papa Francesco a "cresce in una comunione maggiore", di proseguire il cammino "con la nuova fase di dialogo che sta per avviarsi sul tema della riconciliazione", nella certezza dell´opera dello Spirito di Dio che sempre crea carismi nuovi e "il miracolo dell´unità riconciliata".
Il dono della Grazia che "abbiamo scoperto gli uni negli altri", il conseguente arricchimento reciproco e la consapevolezza di essere "fratelli e sorelle in Cristo", segnano quel tempo nuovo - spiega il Papa - in cui "prepararsi, con speranza umile e impegno concreto", al "riconoscimento pieno che avrà luogo, con l´aiuto di Dio, quando finalmente potremo ritrovarci insieme nella frazione del Pane".


Fonte: Avvenire.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Lunedì 9 Dicembre

Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio (Deuteronomio 1, 17)
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati (Matteo 7,1-2)


Il Sole di giustizia sorga nella chiesa in ogni momento e tutto il mondo lo possa vedere. Coinvolgi tutta la cristianità. La tua luce e magnificenza ci trasformino in messaggeri per tuta l’eternità.
Christian David

Isaia 25, 1-8; Isaia 44, 21-28



Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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