04 Luglio 2020
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Diaconia valdese: una borsa dà lavoro

30-01-2018 09:27 - News
Lanciata a Torino nel corso del convegno "Tutti a casa" la campagna nazionale di raccolta fondi per l´inserimento lavorativo di migranti

"Una borsa dà lavoro", ma si può leggere anche "Una borsa da lavoro", è lo slogan scelto da Diaconia valdese (CSD) per la campagna di raccolta fondi destinati all´inserimento lavorativo di migranti. Partecipando al progetto di fundraising, lanciato in occasione del convegno nazionale della CSD "Tutti a casa" lo scorso 25 gennaio a Torino, si sostiene una "borsa lavoro" e si riceve in cambio la borsa di stoffa cucita dalla sartoria del servizio migranti. I fondi raccolti andranno ad aggiungersi a quelli già stanziati dalla Diaconia e amplieranno le occasioni di integrazione per i 600 migranti già accolti.

"Su 160 migranti ospitati dalla CSD sul territorio piemontese nel 2017 abbiamo attivato 106 tirocini in borsa lavoro – spiegano i promotori dell´iniziativa –. 9 si sono trasformati in un contratto, 23 sono stati prorogati a carico dell´azienda, 10 tirocinanti hanno trovato successivamente lavoro in altre aziende. I tirocini sono stati attivati nei settori più diversi: ristorazione, industria e carpenteria meccanica, servizi, agricoltura, commercio, cultura e turismo. Crediamo che il lavoro sia lo strumento giusto per costruire inclusione, offrire opportunità e favorire la conoscenza e la coesione sociale".

La raccolta fondi è rivolta a singoli e gruppi che intendano con un piccolo contributo sostenere l´inserimento lavorativo di migranti. Per ulteriori informazioni, si può scrivere a sostienici@diaconiavaldese.org o consultare il sito www.diaconiavaldese.org.


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
Tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio (II Corinzi 1, 20)

Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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