23 Settembre 2020
News

Degni di lodare Dio - commento a Salmo 148, 3; 5

21-02-2015 12:46 - Bibbia e attualità
Lodatelo, sole e luna; lodatelo voi tutte, stelle lucenti! Tutte queste cose lodino il nome del Signore, perch´egli comandò, e furono create
(Salmo 148, 3;5)

Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente
(Apocalisse 15, 3)

Ma alla fine, che cos´è la vita se non una lode al Signore? A cos´altro siamo destinati?

Il compito della parola di Dio è di invitare tutta la creazione a unirsi per elevare la lode al Signore.

Tutto - ma proprio tutto - deve lodare il Signore! Terra e corpi celesti; cose animate ed inanimate; animali del cielo, della terra e del mare; uomini e donne; creature umane e ed eserciti celesti. Tutto è chiamato a lodare il suo nome.

Creare non è semplicemente portare all´esistenza, ma anche far vivere, conservare, rinnovare. Creare significa rimanere accanto e godere della cosa creata. Dio desidera la lode del suo creato, non per l´autocompiacimento, ma per la gioia.

Anche l´umanità è chiamata a lodare il Signore, ma in questo, non ha un ruolo particolare. Questo invito mette tutta la creazione sullo stesso piano. Ognuno loda il Signore in modo diverso, ma tutti lo fanno insieme agli altri e allo stesso livello degli altri, perché il Signore è l´Unico lodato e tutti gli altri sono i lodatori.

Come si loda il Signore? Ognuno essendo, rimanendo ed agendo per lo scopo per cui furono creati: il vento con il suo impeto, i fiumi battendo le mani, i mari esultando, i monti saltando, le foreste gridando.

Ma una posizione distinta esiste: quella del popolo di Dio. Perché a loro ha dato il potere e la dignità di lodarlo. I credenti sono insigniti della lode. Per loro la lode non è una azione, ma il posto a loro assegnato nella creazione. Per loro, la lode diventa un canto melodioso e nuovo, e - nella lode - il nome del Creatore viene pronunciato come Signore.

Padre e Signore, suscita in noi la lode e poi accoglila per la tua gioia. Che tu sia benedetto per la dignità che ci hai assegnato di lodarti insieme a tutto il tuo creato e per il nome che ci hai rivelato per farlo: Abbà.
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Mercoledì 23 Settembre

Annienterà per sempre la morte (Isaia 25, 89)
Siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita (II Corinzi 5,4)

Alla sera di questa vita, apparirò a mani vuote davanti a te; non ti chiedo, infatti, Signore, di tenere conto delle mie opere. Ai tuoi occhi hanno macchie tutte le nostre giustizie. Per questo mi voglio rivestire della tua sola Giustizia e ricevere dal tuo Amore l’eterno possesso di Te stesso. Non voglio altro Trono e altra Corona che Te , o mio Diletto!
Teresa di Lisieux

Ecclesiaste 4, 4-12; II Corinzi 8, 10-24


Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




Eventi
[<<] [Settembre 2020] [>>]
LMMGVSD
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930    
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it