18 Ottobre 2021
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DIRETTI ALLA LUCE (GIOVANNI 1,1-5)

19-01-2016 09:39 - Bibbia e attualità
La Bibbia inizia con la creazione della luce che si contrappone alle tenebre. E all’inizio del suo evangelo, Giovanni ci parla di Gesù Cristo come la Parola di Dio creatrice, che splende nelle tenebre.

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta. (Giovanni 1:1-5)

Ogni cosa è stata fatta per mezzo di Gesù Cristo, dunque. Il Signore è allora Creatore e Salvatore insieme. La potenza del suo creare è strettamente collegata alla sua attività di salvezza. Dobbiamo ricordarlo specie quando siamo sottoposti ai colpi delle tenebre, le cose problematiche, tristi e a volte atroci che capitano, e ci sembra che la sua salvezza sia troppo debole. Ma il Dio che mantiene l’universo con la sua potenza, è anche il nostro Salvatore. Dunque quando siamo contenti per un lavoro ben riuscito, per i frutti della terra, per una nascita, per la gioia di essere in compagnia, quando facciamo festa grazie alle benedizioni che il Creatore ci dona, non dobbiamo preoccuparci come se poi perdessimo tutto, infatti tutto ciò che è bene è parte dell’azione continua del nostro Signore, insieme alla sua redenzione, alla sua presenza in mezzo a noi e nella storia umana, insieme alla creazione dei nuovi cieli e la nuova terra che saranno la nostra casa con il Signore. Questa Parola, non è la luce fisica da essa creata, ma è come fosse la luce per gli esseri umani. È fondamentale come la luce per vivere, per questo essa è anche detta dall’evangelista: la vita. Alcune volte però si sente dire qualcosa del tipo: “Dio ci ha creati e poi ci ha abbandonati”. Oppure si sente dire una specie di battuta: “Dio si sarà distratto!” Ciò è per me quanto di più disperato e blasfemo si possa dire ad una persona che soffre. In questo mondo ci sono anche le tenebre, non lo sappiamo forse? Forse la troppa ricchezza ci ha abituati a pensare che tutto vada sempre bene? Abbiamo un conflitto che si rinnova in ogni tempo fra le tenebre e la luce. Nella sensibilità e religione orientale questa lotta fra tenebre e luce è oggetto di riflessione e visione del mondo, ma anche per noi cristiani è importante, con la differenza che le tenebre non sopraffanno la luce che è il Cristo che illumina gli esseri umani. Noi non siamo la luce, ma la nostra luce è Gesù Cristo, quindi è seguendo e affidandoci al Cristo che possiamo essere nella luce. Ingiustizia, sofferenza, disperazione, morte, tutto questo ci parla della forza delle tenebre. Noi possiamo anche essere vinti, ma Gesù Cristo che le vince, risplende come luce per ognuno di noi. Quando siamo nelle tenebre più scure, quando siamo nella debolezza estrema e non sappiamo più rialzarci, quando la cappa dell’ingiustizia pesa su tutto un paese, quando vediamo andar via come sogni i nostri cari, guardiamo alla luce che splende sul volto di Gesù Cristo, puntiamo sulla luce che splende nelle tenebre, a volte così pesanti come una pietra tombale, guardiamo alla luce che nessuno vince e sapremo dove stiamo andando: verso la giustizia e la pace, verso la gioia e il nuovo. Allora avremo la certezza che le tenebre non spegneranno quella luce, che niente e nessuno ci potranno far restare nel buio infernale. Possiamo avere fiducia e speranza perché quella luce è sempre splendente. Ecco perché non ci arrendiamo e anche se ci arrendessimo sappiamo che c’è chi ci rialzerà, il nostro Signore e Salvatore, Colui che ci illumina, ci dà vita e nuova vita. Ecco perché lottiamo contro le tenebre dell’ingiustizia e del dolore, ecco perché possiamo avere il cuore saldo in mezzo a quella tempesta che alle volte è la vita. Ed è questo che vogliamo annunciare ai giovani e ai vecchi, ai sani e ai malati, agli speranzosi e ai disperati, rendendo sempre lode al Signore.

Stefano D´Archino -
Pastore della Chiesa evangelica riformata nella Val Bregaglia

Fonte: voceevangelica.ch
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62


Lunedì 18 Ottobre

Dio dice: «Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai» (Salmo50, 15)
Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (I Pietro 5, 7)

Signore, nella nostra stanchezza poni su di noi la tua mano che ridona vigore; Fà soffiare il tuo Spirito che dona vita nuova. Non lasciare che la nostra esistenza si spezzi in mille frammenti e disperda il suo senso in mille incombenze quotidiane. Con te, Signore, c’è sempre una parola nuova da imparare, una nuova speranza in cui porre fiducia. Amen
Luca Baratto

II Tessalonicesi 3, 6-13; Luca 12, 35-48























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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