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Culto di Natale in eurovisione

21-12-2016 17:21 - News
Appuntamento su Raidue alle ore 10 del 25 dicembre

La mattina di Natale, domenica 25 dicembre alle ore 10 la Rai Radio Televisione Italiana trasmetterà in eurovisione sul canale Rai2, nell´ambito di uno speciale della trasmissione "Protestantesimo", il culto evangelico di Natale dal tempio valdese di Torino.

Prima del culto verrà fatta una presentazione della Chiesa valdese di Torino, delle attività di servizio sociale rivolte ai poveri e alle persone in stato di bisogno, e del centro sociale "Il Passo Social-Point" di via Nomaglio, in precedenza luogo di culto della chiesa ed ora gestito in collaborazione con la Diaconia Valdese, in cui si incontrano i richiedenti asilo siriani giunti in Italia attraverso i Corridoi umanitari del progetto Mediterranean Hope, una iniziativa ecumenica gestita dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia insieme alla comunità di Sant´Egidio e sostenuta con l´Otto per Mille valdese.La predicazione sul testo del Vangelo di Luca è a cura del pastore Paolo Ribet e della pastora Maria Bonafede, con le testimonianze di alcuni fratelli e sorelle sui temi della precarietà e della fragilità della condizione umana: attraverso il testo di Luca, infatti, si coglie il forte messaggio che Dio riveste nell´incarnazione del Cristo tutta la fragilità e la precarietà umana per portare le sue creature alla gioia di un rinnovato rapporto con sé ed un futuro di pace.
Durante il culto si alternano diversi momenti di musica e di canto corale: all´organo Walter Gatti, al pianoforte Gianpaolo Torchio, al flauto traverso Massimo Long, alle percussioni Niccolò Gallo; partecipano il Coro Valdese di Torino, il Coro Semincanto, i bambini della Scuola domenicale e tutta la comunità della Chiesa evangelica valdese di Torino.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A R Z O
Versetto del mese:
Gesù rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
(Luca 19: 40)

Salmo della settimana: 10


Venerdì 5 Marzo



Il nome del Signore è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio (Proverbi 18,10)
Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti (Filippesi 4,6)


La forte rocca è il mio Signor, il difensor verace! Se cruda angoscia strazia il cuor, è Lui la nostra pace. L antico tentator, armato di furor e inique frodi, mai cessa il suo tramar; nessun quaggiù lo può domar
Innario cristiano, n.45


II Corinzi 13, 1-9; Luca 19, 1-10



Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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