26 Luglio 2021
News

Culto di Natale in eurovisione dalla chiesa luterana di Venezia

20-12-2017 18:04 - Fede e spiritualità
A conclusione del Cinquecentenario della Riforma protestante (1517-2017) celebrato in tutto il mondo, il culto di Natale in eurovisione quest´anno arriva da Venezia e avrà un carattere volutamente ecumenico.

A cura della rubrica televisiva "Protestantesimo", andrà in onda il 25 dicembre alle 10 su RaiDue, e vedrà celebrare insieme cattolici, ortodossi e protestanti nella chiesa evangelica luterana della città lagunare.

Il culto sarà presieduto dal pastore Bernd Prigge, titolare della chiesa luterana di Venezia in Campo SS. Apostoli. La predicazione della Parola è stata affidata al cardinale Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, a padre Evangelios Yfantidis, vicario della Sacra Arcidiocesi ortodossa d´Italia e Malta del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, nonché al pastore Davide Mozzato della chiesa avventista del settimo giorno. I canti saranno a cura del Vocal Skyline Gospel Choir, con la partecipazione del coro dei seminaristi di Venezia e dei cantori dell´arcidiocesi ortodossa. Al cembalo Martino Piani, al flauto Nicolò Dal Fabbro, e all´organo Vicenzo Piani.

Venezia è stata insignita dalla Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE), in accordo con l´amministrazione locale, del titolo di "Città europea della Riforma". Si tratta dell´unica città in Italia dove, sin dal 1517, è esistita una presenza evangelica ininterrotta, seppur a tratti esercitata in clandestinità nel "Fondaco dei Tedeschi" sul Canal Grande. Oggi, la piccola comunità luterana di Venezia è composta da 120 persone in tutto, metà residenti in laguna e l´altra metà distribuite tra Padova, Vicenza, Treviso e Abano Terme.

La rubrica religiosa "Protestantesimo Raidue" è a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 11


Domenica 25 Luglio
Ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità (Efesini 5, 8-9)


Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all afflitto e al povero! (Salmo 82, 3)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità (I Giovanni 3, 18)

In primissimo ordine dovremmo volgere il nostro zelo all amore in sé, che è il fine di ogni comandamento divino e l adempimento di tutta la legge. La chiesa, gli ordinamenti, le opere esteriori di ogni genere, perfino tutte le sante disposizioni dell animo sono inferiori a esso, e crescono di valore solo a mano a mano che si avvicinano; questo è dunque il nobile oggetto dello zelo cristiano. Che ogni sincero credente lo dedichi al Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo con tutto il fervore dello spirito, affinché il suo cuore possa espandersi nell amore di Dio e per tutto il genere umano, e tutto il suo agire sia solo questo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.
John Wesley


Matteo 5, 13-16; Efesini 5, 8b-14; Isaia 2, 1-5














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
keyboard_arrow_left
Luglio 2021
keyboard_arrow_right
calendar_view_month calendar_view_week calendar_view_day
Luglio 2021
L M M G V S D
28
29
30
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
7
8
Foto gallery

Realizzazione siti web www.sitoper.it