01 Ottobre 2020
News

Culto di Natale in eurovisione dalla chiesa luterana di Venezia

20-12-2017 18:04 - Fede e spiritualità
A conclusione del Cinquecentenario della Riforma protestante (1517-2017) celebrato in tutto il mondo, il culto di Natale in eurovisione quest´anno arriva da Venezia e avrà un carattere volutamente ecumenico.

A cura della rubrica televisiva "Protestantesimo", andrà in onda il 25 dicembre alle 10 su RaiDue, e vedrà celebrare insieme cattolici, ortodossi e protestanti nella chiesa evangelica luterana della città lagunare.

Il culto sarà presieduto dal pastore Bernd Prigge, titolare della chiesa luterana di Venezia in Campo SS. Apostoli. La predicazione della Parola è stata affidata al cardinale Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, a padre Evangelios Yfantidis, vicario della Sacra Arcidiocesi ortodossa d´Italia e Malta del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, nonché al pastore Davide Mozzato della chiesa avventista del settimo giorno. I canti saranno a cura del Vocal Skyline Gospel Choir, con la partecipazione del coro dei seminaristi di Venezia e dei cantori dell´arcidiocesi ortodossa. Al cembalo Martino Piani, al flauto Nicolò Dal Fabbro, e all´organo Vicenzo Piani.

Venezia è stata insignita dalla Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE), in accordo con l´amministrazione locale, del titolo di "Città europea della Riforma". Si tratta dell´unica città in Italia dove, sin dal 1517, è esistita una presenza evangelica ininterrotta, seppur a tratti esercitata in clandestinità nel "Fondaco dei Tedeschi" sul Canal Grande. Oggi, la piccola comunità luterana di Venezia è composta da 120 persone in tutto, metà residenti in laguna e l´altra metà distribuite tra Padova, Vicenza, Treviso e Abano Terme.

La rubrica religiosa "Protestantesimo Raidue" è a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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