23 Agosto 2019

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Cristo è la porta santa e non ve ne sono altre

15-12-2015 09:15 - Bibbia e attualità
La questione delle indulgenze è superata perché oggi non si vendono più? No, non è questione di soldi ma di fede

«Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio» (Efesini 2,8)

Avvento: ricordo della venuta di Cristo e annuncio del suo ritorno. Perché Gesù è venuto fra gli uomini e le donne, come uno di loro? Tutti i cristiani concordano nel dire che Lui è stata la dimostrazione più grande della misericordia di Dio verso l´umanità. Ma questa misericordia va gestita o annunciata?

In questi giorni abbiamo visto aprirsi un altro anno santo, una chiesa che spalanca porte che avrebbero il grande potere di veicolare il perdono di Dio a chi le attraversi. Una chiesa che si sente obbligata a gestire l´amore di Dio, una chiesa che si sente depositaria della grazia divina e stabilisce regole sul come possa essere dispensata. Ma il vangelo non dice così!

Anzi, più e più volte ripete che la salvezza è un dono gratuito, dato direttamente da Cristo all´umanità. Nessuno può ergersi come mediatore tra Lui e gli uomini e le donne su questa terra; nessuno, neppure una chiesa, nessuna chiesa, grande o piccola che sia.

Cristo è venuto per essere questo immenso dono, che parla di un interessamento diretto di Dio per ogni persona, del Suo farsene carico con un progetto di amore. Un progetto che nulla può fermare, un progetto che, nella Resurrezione di Cristo, abbiamo visto andare persino oltre la morte.

Il quotidiano La Stampa di martedì 8 dicembre pubblicava un inserto di molte pagine con tutte le istruzioni per ottenere l´indulgenza. In un articoletto intitolato «1517», ricordava che Lutero si era arrabbiato perché le indulgenze erano vendute per denaro e concludeva che questo oggi è superato.

Ci permettiamo di obiettare: non è questione di soldi, ma di fede! La Riforma, rifacendosi al tema della salvezza gratuita di Dio, osò affermare, e lo fa ancora oggi, che la chiesa ha un solo compito: annunciare la misericordia di Dio in Cristo. Annunciare e non gestire, predicare e non mediare, dire che Cristo è la porta santa e non ve ne sono altre e che l´unico pellegrinaggio che ci viene richiesto è quello di andare a Cristo col cuore e con la mente.

In una parola fidarsi di Lui ed a Lui affidarsi: questa è la fede, che ci permetterà anche di compiere tante opere buone. Senza temere nulla, perché il Gesù venuto a Natale e risorto a Pasqua è stato il grande dono della misericordia di Dio.

Fonte: Riforma - Claudio Pasquet

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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