23 Agosto 2019

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Corridoi umanitari: integrazione profughi a “Casal Damiano”

10-04-2016 09:19 - News
Grandi e piccoli tutti sui banchi. E Diya che ora cammina senza stampelle

5 giorni su 7, 4 ore al giorno: con questo ritmo è iniziato la scorsa settimana il corso intensivo di lingua italiana per una decina di profughi siriani giunti in Italia lo scorso 29 febbraio grazie ai corridoi umanitari, e ospitati presso la casa accoglienza “Casal Damiano”, vicino Aprilia, Roma, gestita dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) nell’ambito del suo progetto “Mediterranean Hope” (MH). Il corso durerà fino a maggio per un totale di 120 ore.

“Per questa delicata fase di avviamento dell’integrazione dei profughi, la FCEI si avvale del sostegno della ‘Fondazione Adecco per le Pari Opportunità’, organizzazione senza scopo di lucro, che non solo offrirà corsi di lingua, ma anche programmi di formazione e orientamento professionale. Di particolare interesse per le persone ospitate a ‘Casal Damiano’ è il fatto che la Fondazione Adecco ha già un’ampia rete di collegamento con aziende e industrie proprio nella zona. La nostra speranza è che nei prossimi mesi i ‘nostri’ beneficiari possano iniziare a fare ingresso nel mercato del lavoro”, spiega Giulia Gori, del coordinamento accoglienza per i corridoi umanitari della FCEI.

Per quanto riguarda gli ospiti minori di “Casal Damiano”, 8 bambini figli dei diversi nuclei famigliari, sono stati tutti inseriti nelle scuole di Aprilia, riscontrando tra l’altro una “calorosa accoglienza da parte della stessa popolazione locale”, assicura Gori. Tra loro c’è Diya, 11 anni, che ha cominciato a frequentare la scuola media camminando sulle proprie gambe: il 29 febbraio era giunto a Fiumicino con le stampelle, quelle con le quali era fuggito da Homs insieme alla sua famiglia. Cinque anni fa, mentre giocava sotto casa a pallone con gli amici, è stato sorpreso da una bomba aerea che gli ha portato via la gamba sinistra. Grazie all´associazione “Bimbingamba”, l´officina ortopedica RTM di Budrio vicino Bologna, ha ora una protesi personalizzata. “L’associazione continuerà ad accompagnarlo, assecondando il suo processo di crescita - afferma Gori che a Bologna ha seguito il ragazzo accompagnato dal padre -. Imparare a camminarci è faticoso, e richiede tempo - commenta l’operatrice di MH - ma Diya non è nuovo alle sfide. E quando l’ho visto camminare per le vie di Bologna, in attesa di salire sul treno che lo avrebbe riportato a ‘Casal Damiano’ dalla mamma e dal fratello, mi sono resa conto che dopo anni tornava a passeggiare mangiando un gelato e tenendo per mano il suo papà”.

Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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