29 Settembre 2020
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Corridoi umanitari: altri arrivi dal Libano

24-11-2016 12:11 - News
Paolo Naso, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia: «Guardiamo anche ai migranti dimenticati»

Il 1° e il 2 dicembre, grazie ai "corridoi umanitari" realizzati dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant´Egidio, arriveranno all´aeroporto di Roma Fiumicino altri cento profughi, in massima parte siriani, provenienti dal Libano.

A meno di un anno dall´avvio di questo progetto, realizzato nell´ambito di un protocollo d´intesa che i promotori hanno sottoscritto con i Ministeri dell´Interno e degli Affari Esteri, si raggiunge così la prevista quota dei 500 arrivi in totale nel 2016.

«Ė un risultato di grande importanza – commenta Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope-Programma rifugiati e migranti della Fcei – Lo abbiamo raggiunto grazie al convinto sostegno dei Ministeri interessati, dei nostri vari partner internazionali e della generosità con cui la Diaconia valdese, numerose chiese evangeliche e parrocchie cattoliche si sono impegnate in un eccezionale lavoro di accoglienza e di integrazione dei profughi. A meno di un anno dall´avvio del progetto, in un´Europa che tace o si barrica alzando muri e chiudendo le frontiere, l´Italia indica una strada diversa e alternativa che ha raccolto ampi consensi nella società civile di altri paesi dell´Unione europea ai quali chiediamo di adottare il modello dei corridoi umanitari, trasformando così una buona pratica nazionale in uno strumento condiviso di gestione dei flussi di profughi in condizioni di vulnerabilità. Non è la soluzione complessiva al fenomeno migratorio - prosegue Naso - ma, nell´ambito delle norme vigenti, è una strategia efficace e di dimostrata sostenibilità per garantire protezione ai soggetti più vulnerabili».

Nei giorni scorsi anche la Conferenza episcopale italiana (Cei), d´intesa con la Caritas e la Fondazione Migrantes e Sant´Egidio, ha annunciato l´impegno a sostenere nuovi corridoi umanitari per 500 profughi. «È un risultato importante – commenta Naso - che valutiamo con soddisfazione per almeno due ragioni: la prima è che altri seguono la strada che abbiamo individuato e battuto; la seconda è che una coraggiosa esperienza ecumenica è stata in grado di attivare l´impegno diretto della Chiesa cattolica. Questo esempio dà la misura della forza e delle potenzialità del movimento ecumenico che, quando trova coraggio, ha la possibilità di precedere e anticipare scelte che poi adottano anche le istituzioni ecclesiali».

Come previsto dal Protocollo d´intesa con i ministeri interessati, nei prossimi mesi si potranno aprire altri corridoi da paesi come il Marocco e l´Etiopia: «Entriamo così in una nuova fase del progetto - spiega Naso - che ci metterà in contatto con situazioni diverse da quella dei profughi siriani concentrati in Libano. Purtroppo le persecuzioni e le distruzioni subite dai siriani non sono affatto un´eccezione e, tra gli obiettivi del nostro progetto, vi è la tutela e la protezione di soggetti particolarmente vulnerabili come quelli che provenendo dall´Africa occidentale o dal Corno d´Africa che si concentrano in Marocco ed Etiopia. Come cristiani non possiamo farci limitare dalle logiche dell´opportunità geopolitica e dobbiamo guardare anche a chi, tra i profughi, i rifugiati e i migranti, è più debole e dimenticato».


Fonte: Riforma.it
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2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Lunedì 28 Settembre

Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere» (Ecclesiaste 12,3)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe», Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere» (Giovanni 1,45-46)

O Dio, Creatore e Signore dell’universo, anima del mondo e fonte della vita, ti lodiamo e ti ringraziamo per tutto ciò che esiste. Tutto è un segno della tua grandezza, della tua potenza, di una genialità che l’uomo può solo completare stupito. Veramente, Signore, tutto è molto bello e noi ci sentiamo avvolti nel mistero infinito della tua presenza.
Sergio Carrarini

Romani 6, 16-23; II Corinzi 10, 12-18




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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