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Corridoi umanitari: altri arrivi dal Libano

24-11-2016 12:11 - News
Paolo Naso, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia: «Guardiamo anche ai migranti dimenticati»

Il 1° e il 2 dicembre, grazie ai "corridoi umanitari" realizzati dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant´Egidio, arriveranno all´aeroporto di Roma Fiumicino altri cento profughi, in massima parte siriani, provenienti dal Libano.

A meno di un anno dall´avvio di questo progetto, realizzato nell´ambito di un protocollo d´intesa che i promotori hanno sottoscritto con i Ministeri dell´Interno e degli Affari Esteri, si raggiunge così la prevista quota dei 500 arrivi in totale nel 2016.

«Ė un risultato di grande importanza – commenta Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope-Programma rifugiati e migranti della Fcei – Lo abbiamo raggiunto grazie al convinto sostegno dei Ministeri interessati, dei nostri vari partner internazionali e della generosità con cui la Diaconia valdese, numerose chiese evangeliche e parrocchie cattoliche si sono impegnate in un eccezionale lavoro di accoglienza e di integrazione dei profughi. A meno di un anno dall´avvio del progetto, in un´Europa che tace o si barrica alzando muri e chiudendo le frontiere, l´Italia indica una strada diversa e alternativa che ha raccolto ampi consensi nella società civile di altri paesi dell´Unione europea ai quali chiediamo di adottare il modello dei corridoi umanitari, trasformando così una buona pratica nazionale in uno strumento condiviso di gestione dei flussi di profughi in condizioni di vulnerabilità. Non è la soluzione complessiva al fenomeno migratorio - prosegue Naso - ma, nell´ambito delle norme vigenti, è una strategia efficace e di dimostrata sostenibilità per garantire protezione ai soggetti più vulnerabili».

Nei giorni scorsi anche la Conferenza episcopale italiana (Cei), d´intesa con la Caritas e la Fondazione Migrantes e Sant´Egidio, ha annunciato l´impegno a sostenere nuovi corridoi umanitari per 500 profughi. «È un risultato importante – commenta Naso - che valutiamo con soddisfazione per almeno due ragioni: la prima è che altri seguono la strada che abbiamo individuato e battuto; la seconda è che una coraggiosa esperienza ecumenica è stata in grado di attivare l´impegno diretto della Chiesa cattolica. Questo esempio dà la misura della forza e delle potenzialità del movimento ecumenico che, quando trova coraggio, ha la possibilità di precedere e anticipare scelte che poi adottano anche le istituzioni ecclesiali».

Come previsto dal Protocollo d´intesa con i ministeri interessati, nei prossimi mesi si potranno aprire altri corridoi da paesi come il Marocco e l´Etiopia: «Entriamo così in una nuova fase del progetto - spiega Naso - che ci metterà in contatto con situazioni diverse da quella dei profughi siriani concentrati in Libano. Purtroppo le persecuzioni e le distruzioni subite dai siriani non sono affatto un´eccezione e, tra gli obiettivi del nostro progetto, vi è la tutela e la protezione di soggetti particolarmente vulnerabili come quelli che provenendo dall´Africa occidentale o dal Corno d´Africa che si concentrano in Marocco ed Etiopia. Come cristiani non possiamo farci limitare dalle logiche dell´opportunità geopolitica e dobbiamo guardare anche a chi, tra i profughi, i rifugiati e i migranti, è più debole e dimenticato».


Fonte: Riforma.it
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D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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