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Corridoi umanitari: La soddisfazione della Farnesina, l´interesse del CNR

01-12-2016 08:59 - News
L´esperienza dei "corridoi umanitari" promossi dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant´Egidio, è stata al centro del seminario che l´ambasciatrice Cristina Ravaglia ha presieduto nell´ambito di "Farnesina Porte Aperte - VIII Giornata della Trasparenza" (28-30 novembre 2016), iniziativa quest´anno dedicata a "Dialoghi, culture e Mediterraneo". "Quella dei corridoi umanitari – ha dichiarato l´ambasciatrice, direttrice generale per gli italiani all´estero e le politiche migratorie del ministero Affari Esteri – è un´iniziativa che ha avvicinato istituzioni e società civile". Tra gli intervenuti della prima tavola rotonda, Stephane Jaquemet dell´Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha espresso "profondo apprezzamento per un progetto che non è affatto ´piccolo´, perché indica una strada strategica per la gestione di alcune quote dei flussi migratori". Gli ha fatto eco Federico Soda dell´Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) che ha premesso di temere un dibattito sempre più tossico attorno al tema delle migrazioni globali, "di fronte alle quali, invece, dobbiamo ripensare le tradizionali definizioni di rifugiati e migranti economici". "I corridoi umanitari – ha proseguito Soda – rappresentano una risposta applicabile su larga scala, in sinergia con i progetti di resettlement. Auspico quindi un rafforzamento della collaborazione tra l´OIM e i soggetti che gestiscono questo progetto". Alla tavola rotonda conclusiva sono intervenuti il prefetto Angelo Malandrino del Dipartimento per le libertà civili e l´immigrazione – che ha ricordato l´impegno diretto del suo ministero nella gestione del progetto e ha definito i corridoi umanitari "un contributo originale dell´Italia ai partner europei che dimostra come esistano vie d´ingresso sicure e sostenibili per i richiedenti asilo nell´area Schengen" – Susanna Pietra, responsabile dell´ufficio Otto per mille della Tavola valdese, Daniela Pompei della Comunità di Sant´Egidio, e Paolo Naso, coordinatore del progetto Mediterranean Hope della FCEI. "E´ stato un seminario di grande importanza – ha dichiarato Naso – che se conferma, ancora una volta, l´interesse delle istituzioni e della società civile attorno ai corridoi umanitari, pone dall´altro lato serie premesse affinché da semplice buona pratica il nostro progetto pilota si configuri come strumento di gestione di più rilevanti flussi migratori, tanto in Italia quanto in Europa".
Il 24 novembre scorso, presso il CNR di Roma, si era svolto un seminario sui corridoi umanitari rivolto ad alcuni esperti delle politiche migratorie: "Anche in quella sede – ha aggiunto Naso – abbiamo avuto un chiaro riscontro dell´interesse che i corridoi umanitari suscitano non soltanto come azione umanitaria, ma come modello d´intervento sul tema delle migrazioni globali. Sono risultati incoraggianti, che ci spronano a riproporre la nostra iniziativa in sede europea, rinnovando l´appello alle chiese sorelle perché non si limitino a sostenere il progetto ma promuovano iniziative di carattere politico per il loro sviluppo anche nei loro paesi".



Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Martedì 10 Dicembre


Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io farò davanti a tutto il popolo meraviglie, quali non sono state mai fatte su tutta la terra» (Esodo 34, 10)
Gesù andava attorno per tuta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo (Matteo 4, 23)

Fede è quell’uccello che canta nella notte, quando è ancora buio.
Rabindranath Tagore

Isaia 26, 7; Isaia 45, 1- 8


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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