24 Gennaio 2021
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Corridoi umanitari. Il presidente FCEI scrive al Presidente della Repubblica

04-03-2016 18:32 - News
Il presidente della FCEI, pastore Luca Maria Negro, ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

“Grazie per le parole di apprezzamento che ha profuso a favore dei corridoi umanitari che gli evangelici italiani stanno realizzando insieme alla Comunità di Sant’Egidio”

Il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, pastore Luca Maria Negro, ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ringraziandolo per le parole di apprezzamento profuse a favore dei corridoi umanitari che la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) sta realizzando insieme alla Comunità di Sant’Egidio, nell’ambito di un protocollo concordato con i Ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri.

Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti affermato: “Il nostro Paese in questi anni è stato, e continua ad essere, all’avanguardia nella solidarietà. Lo è anche in questi giorni con i corridoi umanitari, accogliendo migranti e profughi che giungono da Paesi, da zone e da territori tormentati dalla guerra. Non ne facciamo un titolo di vanto, ma sappiamo che in questo modo osserviamo la nostra Costituzione, le varie Carte dei Diritti dell´Uomo, i principi di umanità che sono alla base della convivenza”.

Il presidente della FCEI, Luca Maria Negro ha commentato: “Come evangelici italiani facciamo nostro il Suo richiamo ai principi costituzionali e alle Carte per i diritti umani che legittimano questa buona pratica che speriamo possa allargarsi, sia in Italia che nel resto dell’Europa”.
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6

Salmo della settimana : 40
Sabato 23 Gennaio


Così parla il Signore: «Metterò la mia gioia nel far loro del bene» (Geremia 32, 41)
Il Figlio dell uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto (Luca 19,10)


L amore di Cristo non conosce limiti, non finisce mai, non si ritrae davanti a bruttezza e sporcizia. Egli è venuto per i peccatori e non per i giusti, e se l amore di Cristo vive in noi dobbiamo fare come lui e metterci alla ricerca della pecorella smarrita.

Edith Stein


Deuteronomio 33, 1-16; Luca 6, 27-35





Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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