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Corridoi umanitari. Il premio "Terra e Pace" 2016 ai promotori del progetto pilota

31-07-2016 08:29 - News
Il 5 agosto a Roma la consegna del riconoscimento, nel giorno del 71° anniversario di Hiroshima

Sono i promotori dei "corridoi umanitari" – la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), la Tavola Valdese e la Comunità di Sant´Egidio – i vincitori del premio "Terra e Pace" 2016, un riconoscimento che l´omonimo comitato assegna il 5 agosto, anniversario della bomba atomica su Hiroshima (5 agosto 1945). La cerimonia ufficiale si terrà a Roma, dalle 9.30 di venerdì 5 agosto, in Piazza della Rotonda al Pantheon. Impossibilitato a partecipare alla premiazione, il Presidente della FCEI Luca Maria Negro ha affidato a queste parole la sua personale soddisfazione: "Il premio ´Terra e Pace´ nasce sulla memoria di uno dei più tragici eventi del XX secolo per richiamarci alle nostre responsabilità di esseri umani. L´idea che sottende ai corridoi umanitari è che, come cristiani e come cittadini, siamo chiamati ad accogliere chi fugge dalla guerra, la scommessa che li anima è che sulla terra la pace si dimostri più contagiosa della guerra. Che il senso di questo nostro progetto ecumenico sia stato colto ci riempie il cuore di speranza per il futuro". La delegazione evangelica sarà composta dalla vicepresidente della FCEI, la luterana Christiane Groeben e dal vice moderatore della Tavola Valdese pastore Luca Anziani. Alla presenza delle autorità di Stato e dei rappresentanti della società civile saranno letti i messaggi del Presidente della Repubblica e dei Presidenti di Camera e Senato, cui seguiranno, prima della consegna del premio, i saluti dell´Ambasciata del Giappone. Sono diciannove anni che il premio del Comitato "Terra e Pace" viene assegnato ad organismi e personalità che si sono distinte per attività di pace. Nel 2015 il riconoscimento andò alle associazioni dei Consoli Onorari in Italia e nel mondo, mentre due anni fa a essere premiata fu la Marina militare italiana, per l´impegno umanitario profuso durante le operazioni "Mare Nostrum". Quest´anno "Terra e Pace" porta nuovamente al centro il tema delle migrazioni, riconoscendo un gesto di pace nel progetto pilota dei Corridoi Umanitari nati nell´ecumenismo italiano. Dal febbraio scorso a oggi il progetto#CorridoiUmanitari ha permesso a quasi 300 cittadini siriani e iracheni – muniti di visto umanitario rilasciato dall´Ambasciata italiana di Beirut – di raggiungere il nostro paese attraverso un regolare volo di linea dal Libano.

Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Mercoledì 30 Settembre

Ho creduto, perciò ho parlato. Io ero molto afflitto (Salmo 116,10)
Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano (Giacomo 1,12)

Le prove sono abbracci di Dio.
Martin Lutero

Genesi 16,5-14; II Corinzi 11,16-33




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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