01 Agosto 2021
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Corridoi umanitari. Fervono i preparativi in attesa del prossimo gruppo

21-02-2016 09:03 - Bibbia e attualità
Paolo Naso: “Con questo progetto si vuole lanciare una provocazione alla coscienza dell´Europa”

Roma (NEV), 17 febbraio 2016 - Il 29 febbraio è atteso all’aeroporto di Fiumicino il primo cospicuo gruppo di profughi dal Libano che grazie al progetto ecumenico dei “corridoi umanitari” entrerà in tutta sicurezza e legalmente in Italia. I componenti delle 24 famiglie, 93 persone in tutto, di cui 41 minori – il più piccolo dei quali è Omar che ha visto la luce 5 giorni fa - non appena toccheranno terra, potranno avanzare regolare richiesta di asilo, senza essersi esposti ai viaggi della morte sui gommoni dei trafficanti. La maggior parte proviene da Homs, città siriana ormai rasa al suolo - altri sono iracheni, tutti in fuga da guerra e persecuzione, tutti in condizione di particolare vulnerabilità.

Lo scorso 4 febbraio già la piccola Falak, malata di tumore, con la sua famiglia era giunta grazie ad un visto per motivi umanitari rilasciato dall’ambasciata italiana a Beirut, aprendo di fatto il primo varco legale verso l’Europa. Si tratta di un progetto-pilota che nel quadro di un accordo raggiunto a metà dicembre tra governo italiano, Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), comunità di Sant´Egidio e Tavola valdese, prevede l’arrivo di un migliaio di casi non solo dal Libano, ma presto anche dal Marocco e dall’Etiopia. A proposito Paolo Naso della FCEI non nasconde che “con questo progetto si vuole anche lanciare una provocazione alla coscienza dell´Europa, che mostra di avere disponibilità e risorse, ma che non riesce a concepire una soluzione ‘politica’ alla sfida dell´accoglienza dei profughi”.

Una volta in Italia, le famiglie saranno dislocate in diverse parti della penisola, ospiti delle strutture messe a disposizione dai promotori del progetto e dai loro partner: tra le mete figurano Trento, Reggio Emilia, Torino, Aprilia (RM). In attesa dell’imminente arrivo del prossimo gruppo fervono i preparativi per l’accoglienza. Ed è già partita la macchina della solidarietà: non solo l´Alitalia, ad esempio, ha offerto i voli per i profughi, ma l’Associazione “Bimbi in gamba” coprirà le spese per la protesi e la riabilitazione di un ragazzino siriano colpito da una bomba.

La FCEI ospiterà 22 persone presso “Casal Damiano”, la struttura di accoglienza ad Aprilia, alla quale la casa editrice Laterza ha inviato due scatoloni pieni di libri per ragazzi. Altre offerte sono pervenute, come calze e intimo, ma anche peluche per bambini, da donatori che tuttavia preferiscono non comparire. Sempre per Casal Damiano è stata anche lanciata una raccolta di vestiario - abiti per uomo, donna, bambino in buono/ottimo stato (Per chi volesse contribuire: srm@fcei.it).

Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
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A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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