03 Luglio 2020
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Corridoi umanitari. Beirut-Fiumicino: 81 profughi atterrati oggi con un regolare volo di linea

16-06-2016 20:48 - News
Arrivati questa mattina a Fiumicino 81 profughi, in maggioranza siriani, con un regolare volo di linea da Beirut. E´ il quarto gruppo che giunge in Italia senza rischiare la vita sui gommoni degli scafisti
Mario Giro: "Il prossimo 21 giugno il progetto italiano dei corridoi umanitari verrà presentato all´Assemblea generale delle Nazioni Unite"
I promotori: Ci auguriamo che il nostro progetto venga adottato anche in altri paesi europei


I profughi muniti di "visto umanitario" hanno avanzato richiesta di asilo. Saranno accolti in diverse località della penisola da strutture messe a disposizione dai promotori del progetto

"Abbiamo dimostrato che si può fare, quindi facciamolo anche in altri paesi europei" e "un messaggio per l´Europa: c´è fretta di adottare questo modello positivo, di pace, che salva vite umane": sono gli inviti lanciati dai promotori del progetto in una conferenza stampa al Terminal 5 degli Aeroporti di Roma, in occasione dell´arrivo con i "corridoi umanitari" di 81 profughi per lo più siriani dal Libano.

Il progetto pilota portato avanti dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Comunità di Sant´Egidio e dalla Tavola Valdese, in collaborazione con i Ministeri dell´Interno e degli Esteri, a oggi ha portato quasi 300 profughi in Italia, tra cui molti bambini. Questa mattina alle 7 sono sbarcati muniti di visto per "motivi umanitari" dal volo Alitalia proveniente da Beirut, accompagnati poi dalla Polizia di Frontiera in un´area dello scalo appositamente dedicata per affrontare le pratiche individuali, compresa l´identificazione e la presa delle impronte digitali. Tutti hanno avanzato regolare richiesta di asilo.

Ad accoglierli a Fiumicino non solo lo staff ecumenico composto dagli operatori di "Mediterranean Hope-FCEI" e di Sant´Egidio, ma anche Paolo Naso, in rappresentanza della FCEI e della Tavola valdese; Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant´Egidio; Mario Giro, vice ministro degli Esteri, Domenico Manzione, sottosegretario del Ministero dell´Interno e Daniela Rotondaro, ambasciatrice in Italia della Repubblica di San Marino.

A chi dice "aiutiamoli a casa loro" la risposta è: non c´è più una casa "per tutelare i diritti umani, i vostri diritti - ha detto Paolo Naso -, è questa ora la vostra casa!". "Istituzioni e chiese, ecumenicamente, hanno indicato all´Europa una via da intraprendere, una prassi da replicare – ha concluso Naso -, noi diciamo ´si può fare!´". L´invito è stato accolto dalla Repubblica di San Marino, primo stato dopo l´Italia ad aderire al progetto, che ha portato il proprio sostegno con le parole dell´ambasciatrice Rotondaro. "Siamo soddisfatti e riconoscenti per l´adesione di San Marino – ha aggiunto Marco Impagliazzo - questo è un modello per tutta l´Europa, e lo sosteniamo con forza". "Abbiano indicato un´altra strada, alternativa ai barconi dei trafficanti di esseri umani" ha aggiunto il sottosegretario Manzione. Il vice ministro degli esteri Mario Giro ha anticipato che "il progetto italiano dei corridoi umanitari verrà presentato all´Assemblea generale della Nazioni Unite il prossimo 21 giugno".

Fonte: NEV Notizie Evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Venerdì 3 Luglio

Le tue mani mi hanno fatto e formato; dammi intelligenza e imparerò i tuoi comandamenti (Salmo 119, 73)
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri (I Giovanni 3,23)

Si può comandare di credere? Si può comandare di amare? A viste umane, la risposta è no a entrambe le domande. Nel primo caso, la fede deve essere una libera adesione a una parola che ci interpella e vogliamo con forza rivendicare la nostra possibilità di scelta, soprattutto quella di sottrarci e di dire no, la risposta che ci fa sentire autonomi e maggiorenni. Nel secondo caso, riteniamo forse ancora più assurdo ordinare di provare un sentimento, l’amore, il più alto dei sentimenti, che secondo noi sfugge addirittura al controllo della nostra razionalità, come il bambino capriccioso, Cupido, con cui lo rappresentavano gli antichi. Eppure la parola di Dio ci smentisce clamorosamente, riproponendoci sia il comandamento della fede in Cristo Gesù, sia il comandamento dell’amore per il prossimo. Quando Cristo Gesù ci afferra totalmente, saremo obbligati a divenire suoi schiavi, come successe fra tanti a Paolo di Tarso, servi suoi, privati del loro libero arbitrio, persone che non potranno non pregare quotidianamente «sia fatta la Tua volontà». E anche se il prossimo, magari ostile, o ributtante, antipatico, spregevole, odioso ci apparirà tutto meno che amabile, al nostro agire si imporrà perentorio l’ordine di amarlo, e non tanto a parole, ma a fatti, sull’esempio di Colui che fu capace di amare chi lo inchiodò sulla croce del Golgota.

Galati 3, 6-14; I Re 13, 1-10




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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