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Corridoi umanitari. Beirut-Fiumicino: 81 profughi atterrati oggi con un regolare volo di linea

16-06-2016 20:48 - News
Arrivati questa mattina a Fiumicino 81 profughi, in maggioranza siriani, con un regolare volo di linea da Beirut. E´ il quarto gruppo che giunge in Italia senza rischiare la vita sui gommoni degli scafisti
Mario Giro: "Il prossimo 21 giugno il progetto italiano dei corridoi umanitari verrà presentato all´Assemblea generale delle Nazioni Unite"
I promotori: Ci auguriamo che il nostro progetto venga adottato anche in altri paesi europei


I profughi muniti di "visto umanitario" hanno avanzato richiesta di asilo. Saranno accolti in diverse località della penisola da strutture messe a disposizione dai promotori del progetto

"Abbiamo dimostrato che si può fare, quindi facciamolo anche in altri paesi europei" e "un messaggio per l´Europa: c´è fretta di adottare questo modello positivo, di pace, che salva vite umane": sono gli inviti lanciati dai promotori del progetto in una conferenza stampa al Terminal 5 degli Aeroporti di Roma, in occasione dell´arrivo con i "corridoi umanitari" di 81 profughi per lo più siriani dal Libano.

Il progetto pilota portato avanti dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Comunità di Sant´Egidio e dalla Tavola Valdese, in collaborazione con i Ministeri dell´Interno e degli Esteri, a oggi ha portato quasi 300 profughi in Italia, tra cui molti bambini. Questa mattina alle 7 sono sbarcati muniti di visto per "motivi umanitari" dal volo Alitalia proveniente da Beirut, accompagnati poi dalla Polizia di Frontiera in un´area dello scalo appositamente dedicata per affrontare le pratiche individuali, compresa l´identificazione e la presa delle impronte digitali. Tutti hanno avanzato regolare richiesta di asilo.

Ad accoglierli a Fiumicino non solo lo staff ecumenico composto dagli operatori di "Mediterranean Hope-FCEI" e di Sant´Egidio, ma anche Paolo Naso, in rappresentanza della FCEI e della Tavola valdese; Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant´Egidio; Mario Giro, vice ministro degli Esteri, Domenico Manzione, sottosegretario del Ministero dell´Interno e Daniela Rotondaro, ambasciatrice in Italia della Repubblica di San Marino.

A chi dice "aiutiamoli a casa loro" la risposta è: non c´è più una casa "per tutelare i diritti umani, i vostri diritti - ha detto Paolo Naso -, è questa ora la vostra casa!". "Istituzioni e chiese, ecumenicamente, hanno indicato all´Europa una via da intraprendere, una prassi da replicare – ha concluso Naso -, noi diciamo ´si può fare!´". L´invito è stato accolto dalla Repubblica di San Marino, primo stato dopo l´Italia ad aderire al progetto, che ha portato il proprio sostegno con le parole dell´ambasciatrice Rotondaro. "Siamo soddisfatti e riconoscenti per l´adesione di San Marino – ha aggiunto Marco Impagliazzo - questo è un modello per tutta l´Europa, e lo sosteniamo con forza". "Abbiano indicato un´altra strada, alternativa ai barconi dei trafficanti di esseri umani" ha aggiunto il sottosegretario Manzione. Il vice ministro degli esteri Mario Giro ha anticipato che "il progetto italiano dei corridoi umanitari verrà presentato all´Assemblea generale della Nazioni Unite il prossimo 21 giugno".

Fonte: NEV Notizie Evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62


Giovedì 21 Ottobre


Ma Rut rispose: «No pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anche io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio sarà il mio Dio» (Rut 1, 16)
Non vi è qui né Giudeo né Greco; non vi è né schiavo né libero; non vi è né maschio, né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù (Galati 3, 28)


Il gran comandamento del patto in Cristo è triplice: mantenere l unità nelle cose fondamentali, concedere spazi di libertà nelle cose meno fondamentali, e lasciare sempre spazio all amore verso ciascuno.
Giovanni Amos Comenio


I Corinzi 14, 26-33; Luca 13, 1-9























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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