26 Novembre 2020
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«Corridoi umanitari»: 400 rifugiati «volano» in Italia

25-10-2016 10:12 - News
Sono atterrati questa mattina all´aeroporto di Fiumicino 72 rifugiati grazie ai «Corridoi umanitari». 400 le persone arrivate fino a oggi, saranno 1000 al termine del progetto

Sono atterrati questa mattina all´aeroporto di Fiumicino 72 rifugiati grazie ai Corridoi umanitari". Domani all´alba ne arriveranno altri 56 e dunque saranno 400 le persone giunte in Italia fino ad oggi con un regolare volo di linea e munite di visto umanitario, grazie al progetto pilota in Italia e in Europa dei «Corridoi umanitari» promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), dalla Comunità di Sant´Egidio e sostenuto dalla Tavola valdese.

In conferenza stampa, all´aeroporto romano, per accogliere gli ospiti siriani giunti dal Libano si sono dati appuntamento il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il fondatore della Comunità di sant´Egidio Andrea Riccardi, il presidente della Fcei, pastore Luca Maria Negro, Filippo Bubbico, viceministro degli Interni e la responsabile dell´Otto per mille valdese Susanna Pietra.

«Pochi giorni fa è nata a Torino la prima figlia dei "Corridoi umanitari" e si chiama Shamsa, "raggio di sole" nata da una coppia di siriani arrivata dal Libano a Fiumicino, tra i primi arrivi, e dove ora ci troviamo – ha dichiarato stamane a Riforma.it il presidente della Fcei, pastore Luca Maria Negro – per questo nuovo arrivo di profughi grazie al progetto ecumenico dei Corridoi; una buona pratica e un esempio ad oggi unico e pilota, ma auspichiamo, replicabile. Shamsa è un "raggio di sole" nel buio di una guerra che continua a mietere vittime in tanti, troppi paesi; un "raggio di sole" nella tempesta delle tragedie che continuano a perpetrarsi nel "mare nostrum". Con gli arrivi di oggi e di domani saranno 400 i soggetti vulnerabili strappati al racket dei trafficanti e che, grazie ai Corridoi umanitari, hanno intrapreso un percorso di integrazione che ha già visto alcuni rifugiati trovare lavoro o iscriversi all´università». «Quattrocento sono una goccia nell´oceano – ha detto ancora il pastore Negro – per questo, come promotori dell´iniziativa insieme alla Comunità di Sant´Egidio e alla Tavola valdese, non ci stanchiamo di chiedere alle chiese sorelle all´estero di tentare di replicare il progetto. Oggi siamo lieti di annunciare che sono in corso trattative avanzate sia in Francia e in Olanda, mentre in Germania e in Svizzera è stato dimostrato vivo interesse per l´iniziativa. Un grazie voglio rivolgerlo a tutti coloro che hanno sempre sostenuto l´iniziativa: dal Governo italiano alle associazioni alle comunità che, ovunque, nei luoghi in cui i nostri rifugiati sono accolti, si prodigano per sostenere e facilitare il processo di integrazione».

«Nell´Europa di oggi – ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa – non si può essere figli di un paese solo. Il messaggio di questa iniziativa è un messaggio rivolto a tutta l´Europa è un messaggio di un paese, come l´Italia, che profonde il suo impegno per tutta l´Europa. Questa è la nostra idea di civiltà. Un sentiero sperimentale quello dei Corridoi, ma certamente importante. Questo lavoro continuerà ma ha bisogno di essere sostenuto e condiviso».

In conferenza Andrea Riccardi ha aggiunto che «Sono anni che guardiamo la guerra in Siria e contempliamo la nostra impotenza. I Corridoi sono una risposta della società italiana».

Susanna Pietra ha infine ribadito l´impegno della Tavola valdese, perché questo progetto dimostra che «un´altra politica è possibile; una politica dal volto umano».

Sono molti i minori arrivati nel gruppo di stamane insieme alle loro famiglie: «spesso i minori sono accompagnati solo dalle madri – ha detto Cesare Zucconi della Comunità di sant´Egidio, all´alba di stamane all´aeroporto - ed è arrivato anche un gruppo di persone provenienti da Aleppo», tutti cristiani in questo caso.

«Oggi è una bella giornata – ha ricordato anche Francesco Piobbichi, l´operatore di Mediterranean Hope della Fcei che ha accompagnato il gruppo dal Libano all´Italia –. Profughi dalla guerra arrivano in Italia per esercitare il diritto d´asilo. In sicurezza. Senza mafie che lucrano, senza emergenza. Questi profughi siriani nelle loro valigie portano la loro dignità» .


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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