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Conoscere i propri diritti: uno strumento fondamentale per i migranti

10-04-2018 09:47 - News
"Sapere è potere", dice il detto. Una massima che nel caso di chi ha bisogno di protezione internazionale è forse ancora più pertinente. Ma come chiedere protezione? Quali sono i criteri? Come soddisfare effettivamente tali criteri? Non essere in grado di formularli può rendere vano un viaggio spesso lungo e pericoloso intrapreso verso un porto sicuro, alla ricerca, appunto, di protezione.

Di questo si è parlato ad un recente incontro europeo svoltosi a La Valletta (Malta), promosso dall´Ufficio europeo di sostegno per l´asilo (EASO), a cui hanno partecipato una trentina di organizzazioni per condividere strumenti, storie di successo, e le numerose sfide da affrontare. Scopo dell´incontro, a cui ha partecipato Fiona Kendall per il Programma rifugiati e migranti Mediterranean Hope della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), era quello di scambiare buone pratiche messe in campo in tutta Europa.

"La realtà – spiega Kendall – è che molti migranti hanno poca o nessuna comprensione della protezione a cui possono avere diritto, né delle sue limitazioni. Dato che, nella maggior parte dei casi, viene loro richiesto di illustrare la propria posizione a pochi giorni, o addirittura a poche ore dal loro arrivo in Europa, tale mancanza di conoscenza può rivelarsi fatale".

Nonostante esistano linee guida sovranazionali, spesso le informazioni fornite dai funzionari non sono uniformi. La società civile svolge un ruolo significativo nell´attrezzare coloro che arrivano con le informazioni di cui avranno bisogno per avanzare le loro richieste di protezione, e cominciare una nuova vita in Europa. "Strumenti eccellenti, come App per smartphone, video di YouTube e materiali a misura di bambino sono stati sviluppati da diverse organizzazioni ma, fino ad ora, queste iniziative sono state frammentarie", aggiunge Kendall, che a Malta ha presentato il progetto dei "corridoi umanitari". "L´esperienza delle vie sicure e legali dal Libano portata avanti da più di due anni offre un´opportunità unica al fine di fornire informazioni ai beneficiari prima di intraprendere il viaggio – afferma Kendall -. L´equipe ecumenica operativa a Beirut ha sviluppato sessioni informative pratiche e legali per garantire che ogni partecipante al progetto abbia una comprensione completa di ciò che dovrà affrontare prima di partire e appena arrivato. Il meeting dell´EASO ha riconosciuto che si trattava di un raro esempio di buone pratiche reso possibile dalla struttura del programma dei corridoi umanitari", ha concluso Kendall.


Fonte: Nev.it - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

A P R I L E
Versetto del mese
Cristo è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura
(Colossesi 1,15)


Salmo della settimana: 23

Martedì 20 Aprile
Dio disse a Noè: «Ecco, io stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi; non ci sarà più diluvio per distruggere la terra» (Genesi 9,9-10.11)
Perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo (Colossesi 1, 23)

Quando l Evangelo è predicato e ascoltato si rivela una potenza che afferra e impegna l uomo sino alle radici del suo essere e imposta in modo radicalmente diverso tutta la sua vita e tutto il so pensiero, rinnova tutta la sua mentalità, ponendola nella situazione nuova di u9mo che guarda tutte le cose nella prospettiva di Cristo e della potenza della sua salvezza, di uomo sottoposto all’esigenza di Dio, che lo reclama interamente per sé .
Vittorio Subilia

Matteo 9,35; Colossesi 4, 2-6









Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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