04 Luglio 2020
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Conclusi i lavori del sinodo

29-08-2016 17:54 - News
Terremoto, Europa e dialogo interreligioso nel discorso conclusivo del pastore Eugenio Bernardini, confermato dal Sinodo moderatore della Tavola valdese . Eletta la nuova presidente dell´Opera delle Chiese evangeliche metodiste d´Italia (OPCEMI), la pastora Mirella Manocchio

"Questo Sinodo si è svolto nei giorni terribili del terremoto che ha colpito il Centro Italia, l´ennesimo terremoto distruttivo che ha colpito questo paese": Corre alle vittime e agli abitanti di Amatrice e dintorni il primo pensiero del pastore Eugenio Bernardini, che il Sinodo riunito a Torre Pellice dal 21 al 26 agosto ha confermato per il quinto anno consecutivo moderatore della Tavola valdese (l´organo esecutivo dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi). Nel discorso che ha chiuso i lavori dell´assemblea, la preoccupazione per la ricostruzione dei comuni italiani interessati dal sisma è sfumata nell´analisi del difficile momento internazionale vissuto anche dai protestanti italiani: scossa alle fondamenta da incertezze politiche e terrorismo "temiamo che la nostra casa europea non ci protegga più".

Bernardini ha ribadito che quella in atto "non è una guerra di religione". Tuttavia, ha specificato il pastore, "di fronte all´abuso del nome di Dio non basta rivendicare la propria diversità, si impongono parole e gesti che condannino ogni ermeneutica religiosa del terrore e della violenza. Per questo – prosegue il moderatore – ci sentiamo impegnati a rafforzare il dialogo con tutti i credenti, musulmani e di tutte le fedi, pronti a condividere la ricerca e l´impegno per una convivenza vissuta nel dialogo e nella ricerca del bene comune. L´unità cristiana – ha concluso Bernardini, riprendendo un documento sinodale sull´ecumenismo – non è solo un´unità nella diversità ma anche tramite la diversità". Prendendo spunto dal versetto biblico "Dio ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d´amore e di autocontrollo" (II Timoteo 1,7) Bernardini ha messo l´accento sul "nuovo inizio" necessario al cristianesimo europeo: "un nuovo inizio non partorito dalla violenza e dalla divisione (come vorrebbe una certa apocalittica religiosa o politica) ma dal dialogo e dalla riconciliazione, doni di Dio per l´intera umanità".

Al termine dei lavori, il sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha eletto come ogni anno i propri organi esecutivi e amministrativi. Oltre al moderatore e al vicemoderatore (il pastore metodista Luca Anziani), la Tavola valdese è composta da Jens Hansen, Greetje van der Veer, Aldo Lausarot, Italo Pons e Manuela Vinay.
Come neo-presidente dell´Opera delle chiese evangeliche metodiste d´Italia (OPCEMI) il Sinodo ha eletto Mirella Manocchio, pastora di Parma, che succede ad Alessandra Trotta, che ha concluso il suo mandato settennale.
Ad essere confermato Decano della Facoltà valdese di teologia è il professor Fulvio Ferrario.
Come da tradizione, il Sinodo si chiude con un culto liturgico di Santa Cena presso il tempio di Torre Pellice.

26 agosto 2016

L´Agenzia stampa NEV-notizie evangeliche ha curato l´Ufficio stampa del sinodo presso la "Casa valdese" di Torre Pellice, in via Beckwith 2, (tel. 0121.950035, fax 0121.91604, +39 335 52 50 593), organizzando conferenze stampa quotidiane sui principali argomenti in discussione.

Fonte: Chiesa Valdese

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
Tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio (II Corinzi 1, 20)

Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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