27 Gennaio 2021
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Comunicazione digitale. Quali sfide per le chiese?

27-11-2014 10:55 - News
Il messaggio finale del Comitato annuale KEK-CCEE

Roma (NEV), 26 novembre 2014 - "Essere nel mondo digitale non è un´opzione, ma una realtà, ed è il contesto della missione della Chiesa": questa la convinzione dei partecipanti all´incontro annuale del Comitato congiunto della Conferenza delle chiese europee (KEK) e del Consiglio delle conferenze episcopali europee (CCEE) svoltosi dal 17 al 19 novembre a Hannover (Germania) sul tema: "La comunicazione del Vangelo nell´Europa di oggi". Nel loro messaggio congiunto - che si apre con un ricordo dei cento anni dall´inizio della Prima Guerra mondiale e dei 25 dalla caduta del muro di Berlino senza dimenticare i conflitti del nostro tempo - gli esponenti cristiani di diverse tradizioni confessionali e culturali d´Europa vedono in Gesù Cristo "l´esempio di tutta la nostra comunicazione, anche quando ci addentriamo in un terreno sconosciuto e inesplorato. Egli è il nostro Salvatore e la nostra guida, e ci ricorda che gli esseri umani sono molto di più della somma delle nostre impronte digitali". Tuttavia, l´evoluzione delle tecnologie "pone delle sfide alla Chiesa e alla sua testimonianza nel mondo. Molti sono preoccupati per l´uso improprio e banale delle tecnologie digitali e di internet. Ci sono serie sfide antropologiche, spirituali, teologiche ed etiche che devono essere affrontate dalla Chiesa perché l´umanità possa rifiorire". In questo contesto una priorità per le chiese è l´educazione ad un "uso generatore di vita e liberatorio di queste tecnologie. Si tratta di un´enorme opportunità di creare e alimentare la comunità ed essere testimoni della vita in Cristo".

Il Comitato congiunto, che si riunisce annualmente sin dal 1972, sovrintende alla collaborazione tra la KEK, che riunisce 114 chiese protestanti, anglicane, ortodosse e vecchio cattoliche del continente, e il CCEE, che include le 33 conferenze episcopali cattoliche. Si tratta dunque di un luogo strategico per la collaborazione ecumenica fra le chiese europee. L´incontro è stato presieduto dal presidente della KEK, il vescovo anglicano Christopher Hill, e dal vicepresidente del CCEE, card. Angelo Bagnasco. Il prossimo incontro del Comitato congiunto si svolgerà a Roma nel 2015.

Fonte: NEV
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6

Salmo della settimana : 16

Mercoledì 27 Gennaio


I traviati di spirito impareranno la saggezza e i mormoratori accetteranno l’istruzione (Isaia 29,24)
Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data (Giacomo 1, 5)


Quando il passato ci opprime, quando il presente ci angustia, quando il futuro ci spaventa, alziamo gli occhi verso di te. Donaci, Signore, i segni della tua presenza in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite! Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno

Helmut Gollwitzer



Rut 1, 1-21; Luca 6, 47-49



Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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