23 Luglio 2019

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Comunicato Stampa

12-08-2018 20:42 - Sinodo
dal 26 al 31 agosto si svolgerà a Torre Pellice (Torino), capoluogo delle "Valli valdesi" del Piemonte, l´annuale Sinodo delle chiese metodiste e valdesi.

Tra i temi all´attenzione dei 180 sinodali, pastori e "laici" in numero uguale, ci saranno il ruolo della chiesa fra presenza pubblica e vita comunitaria, il bilancio sociale, la diaconia fra servizio e predicazione, migrazioni e accoglienza, l´ecumenismo. Fra l´altro, è prevista la presentazione di una ricerca sociologica sulle risorse e le statistiche ecclesiastiche.

Il Sinodo si aprirà alle 15.30 del 26 agosto con un culto solenne nel tempio di via Beckwith. La predicazione è stata affidata al pastore Emanuele Fiume.

Attesi numerosi ospiti e autorità religiose e istituzionali, che come ogni anno giungono dall´Italia e da diversi continenti. Saranno presenti, fra gli altri, il vescovo di Lodi, mons. Maurizio Malvestiti per la CEI, don Cristiano Bettega, direttore dell´Ufficio nazionale ecumenismo e dialogo interreligioso (UNEDI), il presidente della Chiesa evangelica dell´Hessen-Nassau, Volker Jung, il vice presidente della Comunione mondiale delle chiese riformate (WCRC) per la regione africana, pastore Samuel Ayete-Nyampong, e la vice presidente del Consiglio mondiale metodista, Gillian M. Kingston.

La consueta serata pubblica del lunedì, in agenda il 27 agosto presso il tempio di Torre Pellice, avrà per titolo "Comunione, missione, giustizia: essere chiesa oggi in Europa".

L´Assemblea sinodale, che è di fatto il massimo organo decisionale dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi, si chiuderà venerdì 31 agosto con l´elezione del moderatore e delle altre cariche amministrative.

L´Agenzia stampa NEV-notizie evangeliche sarà presente come Ufficio stampa del Sinodo sin da sabato 25 agosto presso la "Casa Valdese" di Torre Pellice, in via Beckwith 2, tel. 0121.950035, cell. 342 113 4700 - www.nev.it


Fonte: chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

L U G L I O
VERSETTO DEL MESE

Ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ ira (Giacomo 1,19)


Lunedì 22 Luglio

A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida (Isaia 26,3)
Desideriamo che ciascuno di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza (Ebrei 6, 11)

Signore, nostro Dio, lasciaci esprimere la nostra lode e il nostro ringraziamento a te per il tuo amore e la tua benevolenza, che ci hai comunicato mediante il tuo prezioso evangelo. Noi siamo felici di poterci chiamare cristiani; facci anche diventare dei veri cristiani. Dacci la forza di sperimentare la tua forza in mezzo a noi. Purifica i nostri cuori e rendili limpidi come cristallo, affinché noi ti vediamo e lo Spirito santo possa abitare in noi.
dalla Thailandia

Galati 1, 13-24; Matteo 5, 33-37


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi
da “I Salmi della consolazione”




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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