12 Dicembre 2019

News

Come voglio che sia la mia chiesa?

16-05-2018 10:42 - Fede e spiritualità
La Chiesa metodista inglese ogni anno propone ai suoi giovani un weekend formativo e ludico per riflettere sul proprio ruolo nella chiesa e su come questa dovrebbe essere

Che cos´è la chiesa per me, come voglio che sia? Che cosa voglio ricevere dalla mia chiesa? Sono queste a grandi linee le questioni su cui, da diversi mesi, si stanno interrogando le chiese valdesi del primo distretto (valli valdesi), in primis.

Non siamo ovviamente gli unici a farlo, ma c´è qualcuno che ha reso questa riflessione sistematica, e soprattutto incentrata sui giovani e i giovanissimi. Si tratta della Chiesa metodista inglese, che dal 2013 organizza annualmente un raduno che riunisce quasi 1000 giovani da tutto il paese; è l´assemblea dei bambini e dei giovani della Chiesa metodista che, tra le altre cose, in questa occasione eleggono il loro presidente e i rappresentanti negli organi che li prevedono (Conferenza metodista, Consiglio metodista, British Youth Council) e a livello ecumenico.

L´evento, dal titolo 3Generate, è organizzato dai giovani per i giovani, affiancati da un team di facilitatori della Connexion, la Chiesa metodista nazionale nel suo complesso, ma la partecipazione è aperta anche alle famiglie, che possono partecipare come gruppo, così come i gruppi giovanili delle chiese.

3Generate gioca sul numero 3, quello delle fasce di età coinvolte (8-11, 11-18, 18-23 anni) e regenerate, rigenerare, che è l´obiettivo di fondo: rinnovare e dare nuova linfa alla chiesa. L´aspetto interessante, infatti, è che la Chiesa metodista ha creato questo strumento per raccogliere le opinioni, gli umori dei più giovani riguardo alla chiesa stessa. Il riscontro su queste esperienze viene poi riportato alla Conferenza metodista e contribuisce a orientare il lavoro del Connexional Team e delle comunità locali.

Ogni anno inoltre viene prodotto un manifesto (negli anni passati, uno per ognuna delle tre fasce d´età) che risponde alla domanda Noi vogliamo una chiesa che.... Il manifesto elaborato nel 2017 indica sette punti (prendere nota): una chiesa che abbia Dio al centro, dove ci si ami gli uni gli altri, in cui la preghiera e la lettura della Bibbia siano centrali, dove si incoraggi e valorizzi la condivisione delle storie di fede; una chiesa che non abbia paura di affrontare questioni spinose e temi difficili; una chiesa attiva e impegnata (giustizia sociale, povertà, ambiente, disarmo...); una chiesa moderna e attrezzata per affrontare le sfide di oggi, con i suoi linguaggi, le sue tecnologie, i suoi problemi (si ribadisce l´impegno ambientale); e ancora, una chiesa che sia davvero comunità, in cui gli adulti valorizzino e sostengano i giovani, in cui si costruiscano relazioni umane migliori, in cui ognuno possa imparare e capire la propria e le fedi altrui; una chiesa inclusiva e sicura, che accolga e rispetti ognuno nelle sue differenze, con i suoi problemi (con specifico riferimento a quelli psicologici e mentali); e infine, una chiesa che coinvolga bambini e giovani in tutti gli aspetti della sua vita, che si fidi di loro, li ascolti e risponda, che dia loro l´opportunità di essere leader, di guidare il gioco.

Il tema dell´incontro di quest´anno è «Essere coraggiosi»: un argomento che di sicuro fa presa sui più giovani, e che sarà declinato nelle sue sfaccettature, in particolare sull´andare contro corrente, sull´essere se stessi, anche se significa essere in minoranza, diversi.

Questa è la politica di 3Generate: lavorare su un tema di interesse per i giovani, nella loro vita di chiesa ma anche nel mondo della scuola e del lavoro, dando loro un´occasione di dialogo e confronto con i loro coetanei, creando e consolidando amicizie.

Si affiancheranno attività ludiche e sportive all´aperto (dal tiro con l´arco allo skateboard, dal go-kart al golf, dall´arrampicata all´arte circense) ad attività al chiuso, teatro, musica, discussioni, incontri di preghiera. Il periodo potrebbe sorprenderci, ma si sa che a nord delle Alpi il concetto di "cattivo tempo" non esiste: e quindi appuntamento dal 23 al 25 novembre prossimi a Southport, vicino a Liverpool.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Mercoledì 11 Dicembre

Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Genesi 6, 8)
Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede (Colossesi 2, 6-7)

Dio donaci un cuore che arda di amore per te fino alla fine della vita e che nulla mai ci separi da Te.
Charles Wesley

Apocalisse 2, 1-7; Isaia 45, 9-17


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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