19 Dicembre 2018
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Come «essere chiesa insieme»?

28-01-2018 18:18 - Il Vangelo ci parla
«Voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c´è qui né giudeo né greco; non c´è né schiavo né libero; non c´è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.» (Galati 3,27-28)

Quando richiama questa tradizione battesimale, Paolo prende di petto le grandi appartenenze che determinano l´esistenza di tutti e di ciascuna/o, dal punto di vista di un ebreo del primo secolo. Sono come i binari di un destino che determinano tutta una vita. Paolo non si limita a proclamare l´universalismo della comunità dei battezzati, non dice in modo generale: "non ci sono differenze tra di voi, perché siete uno in Cristo". Nomina le differenze: giudeo, greco, schiavo, libero, maschio, femmina. E potremmo continuare. Afferma, però, che le discriminazioni sulla base di queste differenze, sono ormai escluse per il credente. La prima cosa è che ciascuno considera se stesso e gli altri come delle persone, indipendentemente delle loro qualità o appartenenze.

Quando Paolo dice che non ci sono più differenze, Paolo sa che nella chiesa ci sono giudei e pagani, schiavi e liberi, uomini e donne e che queste differenze possono portare a forti tensioni. Infatti, i primi conflitti nella chiesa nascono da queste appartenenze. Ma appunto, i membri della comunità sono invitati ad accogliersi come sorelle e fratelli, amati e riconosciuti da Dio, senza condizioni. Accolto senza condizioni però, ciascuno lo è tale quale com´è, con le sue differenze: giudeo, greco, schiavo, libero, donna, uomo, africano o italiano, sudamericano o asiatico, ma anche abituato ad esprimere la fede in un modo diverso ... e non gli viene chiesto di cambiare per essere accettato. Le differenze possono essere riconosciute. In Cristo le persone con le loro differenze e contrasti sono costituite in una nuova unità. L´accoglienza reciproca non è solo un invito o un´esortazione, è una questione di identità: "avete rivestito Cristo" con il battesimo, esprime questa nuova identità. La comunità del vangelo è "aperta indiscriminatamente a tutti, donne e uomini, non privati delle loro diversità culturali e storico-sociali". Le diversità non sono annullate, sono disinnescate come destino, e ridimensionate, relativizzate; quello che è tolto di mezzo è il privilegio degli uni e l´handicap degli altri.

Allora come "Essere Chiesa Insieme"? che è la vera identità di battesimo, di coloro che hanno rivestito Cristo. Paolo ci ricorda che la chiesa non è un raduno elettivo, per quelli che hanno già delle affinità in comune, non è un club a numero chiuso di gente che si assomiglia. Paolo ci ricorda anche che non possiamo dire, per evitare i conflitti, che nella chiesa non esistono più tensioni, che sono superate. Ma, appunto in quanto le differenze e i contrasti sono relativizzati e non più determinanti in ultima istanza, allora i conflitti possono essere affrontati e essere portatori di liberazione. Rivestire Cristo non è indossare una divisa, ma è apertura a nuove relazioni senza paura, senza chiusura, senza recinti, con il riconoscimento delle differenze e particolarità di ciascuna e ciascuno, valorizzate nella vitalità del corpo di Cristo.

di Yann Redalié


Fonte: Chiesavaldese.org

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UN GIORNO UNA PAROLA

BUONA DOMENICA

DOMENICA 30 SETTEMBRE - 19ª DOPO PENTECOSTE

Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello (I Giovanni 4,21)

Salmo della settimana: 56
Testi per il culto pubblico: Marco 12,28-34; Romani 14,17-19
Predicazione: Giacomo 2,1-13

Testi del giorno:

Nella mia angoscia invocai il Signore; il Signore mi rispose e mi portò in salvo (118,5)

In Cristo Gesù abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui (Efesini 3,12)

Se ero assillato da una forte angoscia, la tua fedeltà mi è stata promessa. Tu hai sorretto chi inciampava e lo strapperai sempre al precipizio. Anche quando non vedevo la strada, la tua parola me l´ha indicata. La meta era vicina.

Jochen Klepper

PREGHIERA

Signore nostro Dio,
dacci di guardare al mondo in
cui ci hai messi con gratitudine,
come allo spazio che ci hai dato
perché ne gioissimo insieme a
tutti gli umani. Dacci di guardare
al mondo in cui ci hai messi
con responsabilità, e non come
padroni che non conoscono
limiti. Dacci di guardare agli
altri umani come esseri solidali
accomunati a noi dai nostri errori
e dalla tua promessa di vita.
Amen

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