18 Ottobre 2021
News

Come «essere chiesa insieme»?

28-01-2018 18:18 - Il Vangelo ci parla
«Voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c´è qui né giudeo né greco; non c´è né schiavo né libero; non c´è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.» (Galati 3,27-28)

Quando richiama questa tradizione battesimale, Paolo prende di petto le grandi appartenenze che determinano l´esistenza di tutti e di ciascuna/o, dal punto di vista di un ebreo del primo secolo. Sono come i binari di un destino che determinano tutta una vita. Paolo non si limita a proclamare l´universalismo della comunità dei battezzati, non dice in modo generale: "non ci sono differenze tra di voi, perché siete uno in Cristo". Nomina le differenze: giudeo, greco, schiavo, libero, maschio, femmina. E potremmo continuare. Afferma, però, che le discriminazioni sulla base di queste differenze, sono ormai escluse per il credente. La prima cosa è che ciascuno considera se stesso e gli altri come delle persone, indipendentemente delle loro qualità o appartenenze.

Quando Paolo dice che non ci sono più differenze, Paolo sa che nella chiesa ci sono giudei e pagani, schiavi e liberi, uomini e donne e che queste differenze possono portare a forti tensioni. Infatti, i primi conflitti nella chiesa nascono da queste appartenenze. Ma appunto, i membri della comunità sono invitati ad accogliersi come sorelle e fratelli, amati e riconosciuti da Dio, senza condizioni. Accolto senza condizioni però, ciascuno lo è tale quale com´è, con le sue differenze: giudeo, greco, schiavo, libero, donna, uomo, africano o italiano, sudamericano o asiatico, ma anche abituato ad esprimere la fede in un modo diverso ... e non gli viene chiesto di cambiare per essere accettato. Le differenze possono essere riconosciute. In Cristo le persone con le loro differenze e contrasti sono costituite in una nuova unità. L´accoglienza reciproca non è solo un invito o un´esortazione, è una questione di identità: "avete rivestito Cristo" con il battesimo, esprime questa nuova identità. La comunità del vangelo è "aperta indiscriminatamente a tutti, donne e uomini, non privati delle loro diversità culturali e storico-sociali". Le diversità non sono annullate, sono disinnescate come destino, e ridimensionate, relativizzate; quello che è tolto di mezzo è il privilegio degli uni e l´handicap degli altri.

Allora come "Essere Chiesa Insieme"? che è la vera identità di battesimo, di coloro che hanno rivestito Cristo. Paolo ci ricorda che la chiesa non è un raduno elettivo, per quelli che hanno già delle affinità in comune, non è un club a numero chiuso di gente che si assomiglia. Paolo ci ricorda anche che non possiamo dire, per evitare i conflitti, che nella chiesa non esistono più tensioni, che sono superate. Ma, appunto in quanto le differenze e i contrasti sono relativizzati e non più determinanti in ultima istanza, allora i conflitti possono essere affrontati e essere portatori di liberazione. Rivestire Cristo non è indossare una divisa, ma è apertura a nuove relazioni senza paura, senza chiusura, senza recinti, con il riconoscimento delle differenze e particolarità di ciascuna e ciascuno, valorizzate nella vitalità del corpo di Cristo.

di Yann Redalié


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62


Lunedì 18 Ottobre

Dio dice: «Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai» (Salmo50, 15)
Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (I Pietro 5, 7)

Signore, nella nostra stanchezza poni su di noi la tua mano che ridona vigore; Fà soffiare il tuo Spirito che dona vita nuova. Non lasciare che la nostra esistenza si spezzi in mille frammenti e disperda il suo senso in mille incombenze quotidiane. Con te, Signore, c’è sempre una parola nuova da imparare, una nuova speranza in cui porre fiducia. Amen
Luca Baratto

II Tessalonicesi 3, 6-13; Luca 12, 35-48























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
keyboard_arrow_left
Ottobre 2021
keyboard_arrow_right
calendar_view_month calendar_view_week calendar_view_day
Ottobre 2021
L M M G V S D
27
28
29
30
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
7
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it