07 Maggio 2021
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Colloquio religioso di Worms: pronti per il pluralismo religioso

26-04-2016 10:29 - Ecumenismo
di Giuseppe Platone

«Se non sarò convinto mediante la testimonianza della Scrittura e chiare ragioni - poiché non credo né al papa né ai concili da soli, poiché è evidente che hanno errato e si contraddicono - io sono vinto dalla mia coscienza e prigioniero della Parola di Dio... perciò, non posso né voglio ritrattare, poiché non è sicuro né salutare fare alcunché contro la coscienza. Dio mi aiuti... non posso altrimenti!». Dopo questa dichiarazione davanti alla Dieta imperiale, Carlo V mise Lutero al bando dall´impero. Ma non tutti i rappresentanti degli stati tedeschi furono d´accordo. E in quel giorno di primavera del 1521, molto più che quattro anni prima con l´affissione delle famose 95 tesi contro le indulgenze all´università di Wittenberg, fu subito Riforma. Vinse il primato della coscienza radicata nella Parola di Dio.

«Oggi noi che siamo qui a Worms in rappresentanza dei quattrocento milioni di protestanti sparsi nel mondo intero - ´Colloquio religioso´, Worms 15 - 17 aprile 2016ha osservato il giurista Gerhard Robbers in rappresentanza del comitato del Giubileo del 500mo anniversario della Riforma in apertura dei lavori del “Colloquio religioso” svoltosi a Worms dal 15 al 17 aprile - ci riconosciamo ancora in questo primato della Parola e della coscienza?». L´interrogativo ha innervato i lavori del convegno regionale dell´Assia e Nassau (complessivamente 1.300 partecipanti) articolato in tre grandi momenti.

Il primo appuntamento ha visto la preghiera delle religioni. I rappresentanti di varie tradizioni religiose (per i musulmani erano presenti sciiti e sunniti) hanno trasportato simbolicamente borsoni di plastica come quelli dei migranti, sui quali erano scritti i propri desideri.

I lavori si sono quindi concentrati sui temi della pre-Riforma luterana. Ovvero - come è stato specificato - sulla “Prima Riforma”. Chi scrive queste note ha tratteggiato la spiritualità del valdismo medioevale alla vigilia dell´adesione alla Riforma nel 1532 ricordando come ´Colloquio religioso´, Worms 15 - 17 aprile 2016il “Sola Scriptura” e il “Solus Christus” furono i tratti convergenti nel confronto con i Riformatori.

Nella seconda giornata del “Colloquio” i convegnisti hanno partecipato al culto nella chiesa della Santissima Trinità in cui ha predicato il presidente della Chiesa evangelica dell´Assia e Nassau, il pastore Volker Jung.

I lavori si sono poi conclusi con una tavola rotonda a carattere interreligioso. Dal Libano era presente la teologa islamica Nayla Tabbara, che ha descritto i fermenti femministi all´interno del mondo islamico di cui lei stessa è, con altre teologhe, promotrice. Dal Camerun è intervenuto il politologo Emmanuel Mabe, che ha illustrato la forza e il valore della trasmissione orale nella cultura africana, che in Occidente abbiamo sostanzialmente perduto.

Ho anche potuto Il pastore Giuseppe Platone a Worms vicino al monumento a Pietro Valdo (aprile 2016)dialogare con non pochi amici ed amiche della nostra chiesa valdese in Italia, e ho avvertito un forte interesse nei confronti sia del progetto dei “corridoi umanitari”, sia per l´apporto che il mondo valdese potrà prossimamente offrire sui temi della pre-Riforma.

Il pastore Friedhelm Pieper, tra i principali organizzatori di questo convegno (i cui atti verranno prossimamente pubblicati), alla fine dei lavori era visibilmente soddisfatto che il “Colloquio” non si fosse risolto in un´autocelebrazione della Riforma di Lutero ma avesse registrato un passo in avanti sul terreno del dialogo interreligioso. «Essere riformati - mi ha confessato - significa cogliere lo spirito del tempo, che oggi si chiama: migranti. E dentro questo problema epocale riuscire a far risuonare la voce del tuo cuore che, una volta ancora, come la Riforma mise in luce nella primavera del 1521, racconta il primato della coscienza».

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Venerdì 7 Maggio

Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno (Salmo 25,5)
Sappiamo che egli ci esaudisce (I Giovanni 5, 15)


Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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