22 Gennaio 2020

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Colloquio religioso di Worms: pronti per il pluralismo religioso

26-04-2016 10:29 - Ecumenismo
di Giuseppe Platone

«Se non sarò convinto mediante la testimonianza della Scrittura e chiare ragioni - poiché non credo né al papa né ai concili da soli, poiché è evidente che hanno errato e si contraddicono - io sono vinto dalla mia coscienza e prigioniero della Parola di Dio... perciò, non posso né voglio ritrattare, poiché non è sicuro né salutare fare alcunché contro la coscienza. Dio mi aiuti... non posso altrimenti!». Dopo questa dichiarazione davanti alla Dieta imperiale, Carlo V mise Lutero al bando dall´impero. Ma non tutti i rappresentanti degli stati tedeschi furono d´accordo. E in quel giorno di primavera del 1521, molto più che quattro anni prima con l´affissione delle famose 95 tesi contro le indulgenze all´università di Wittenberg, fu subito Riforma. Vinse il primato della coscienza radicata nella Parola di Dio.

«Oggi noi che siamo qui a Worms in rappresentanza dei quattrocento milioni di protestanti sparsi nel mondo intero - ´Colloquio religioso´, Worms 15 - 17 aprile 2016ha osservato il giurista Gerhard Robbers in rappresentanza del comitato del Giubileo del 500mo anniversario della Riforma in apertura dei lavori del “Colloquio religioso” svoltosi a Worms dal 15 al 17 aprile - ci riconosciamo ancora in questo primato della Parola e della coscienza?». L´interrogativo ha innervato i lavori del convegno regionale dell´Assia e Nassau (complessivamente 1.300 partecipanti) articolato in tre grandi momenti.

Il primo appuntamento ha visto la preghiera delle religioni. I rappresentanti di varie tradizioni religiose (per i musulmani erano presenti sciiti e sunniti) hanno trasportato simbolicamente borsoni di plastica come quelli dei migranti, sui quali erano scritti i propri desideri.

I lavori si sono quindi concentrati sui temi della pre-Riforma luterana. Ovvero - come è stato specificato - sulla “Prima Riforma”. Chi scrive queste note ha tratteggiato la spiritualità del valdismo medioevale alla vigilia dell´adesione alla Riforma nel 1532 ricordando come ´Colloquio religioso´, Worms 15 - 17 aprile 2016il “Sola Scriptura” e il “Solus Christus” furono i tratti convergenti nel confronto con i Riformatori.

Nella seconda giornata del “Colloquio” i convegnisti hanno partecipato al culto nella chiesa della Santissima Trinità in cui ha predicato il presidente della Chiesa evangelica dell´Assia e Nassau, il pastore Volker Jung.

I lavori si sono poi conclusi con una tavola rotonda a carattere interreligioso. Dal Libano era presente la teologa islamica Nayla Tabbara, che ha descritto i fermenti femministi all´interno del mondo islamico di cui lei stessa è, con altre teologhe, promotrice. Dal Camerun è intervenuto il politologo Emmanuel Mabe, che ha illustrato la forza e il valore della trasmissione orale nella cultura africana, che in Occidente abbiamo sostanzialmente perduto.

Ho anche potuto Il pastore Giuseppe Platone a Worms vicino al monumento a Pietro Valdo (aprile 2016)dialogare con non pochi amici ed amiche della nostra chiesa valdese in Italia, e ho avvertito un forte interesse nei confronti sia del progetto dei “corridoi umanitari”, sia per l´apporto che il mondo valdese potrà prossimamente offrire sui temi della pre-Riforma.

Il pastore Friedhelm Pieper, tra i principali organizzatori di questo convegno (i cui atti verranno prossimamente pubblicati), alla fine dei lavori era visibilmente soddisfatto che il “Colloquio” non si fosse risolto in un´autocelebrazione della Riforma di Lutero ma avesse registrato un passo in avanti sul terreno del dialogo interreligioso. «Essere riformati - mi ha confessato - significa cogliere lo spirito del tempo, che oggi si chiama: migranti. E dentro questo problema epocale riuscire a far risuonare la voce del tuo cuore che, una volta ancora, come la Riforma mise in luce nella primavera del 1521, racconta il primato della coscienza».

Fonte: Chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Mercoledì 22 Gennaio

Se voi non avete fede, certo, non potrete sussistere (Isaia 7,9)
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni (I Timoteo 6,12)

Ricomporre l’unità tra il tempo e la strada, ritrovare il legame tra la fede e la vita, ricondurre la Parola di Dio dal margine al centro, riscoprire la realtà della chiesa nel mondo: non è questa la consegna del mondo presente?
Vittorio Subilia

Galati 5, 1-6; I Corinzi 1, 18-25




Liberi dal peccato
commento a Galati 5, 1
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù

Mai come in questo periodo storico, l’uomo occidentale ha potuto godere di piena libertà: di pensiero, di parola, di stampa. Può vivere (o cercare di vivere) la vita che più lo attrae, senza dover superare troppi ostacoli esterni. Pur nella consapevolezza di tutte le problematiche politiche, sociali, legate alla comunicazione, ma anche interiori e psicologiche che rappresentano dei freni oggettivi per la nostra libertà, dobbiamo constatare che mai come ora, abbiamo, almeno potenzialmente, la possibilità di scegliere liberamente la nostra vita, di pensare con la nostra testa e di fare scelte ponderate.
E dunque Paolo non si rivolge a noi? Ha scritto per altri uomini e donne? E poi perché dice “state saldi”? Chi di noi vorrebbe rinunciare alla propria libertà? Non siamo forse diventati insofferenti a qualsiasi limite ci venga proposto o, peggio, imposto?
Ma quella che Dio ci offre, non è la libertà senza vincoli a cui oggi ambiamo, non è la libertà di diventare ricchi a spese di altri, di mangiare a sazietà dimenticando chi muore di fame a causa del nostro stile di vita, la libertà di distruggere il pianeta pur di avere qualche comfort in più, o di fare quello che desideriamo senza pensare alle conseguenze per gli altri esseri umani o per l’ambiente.
Quella che ci offre Dio è la libertà dal peccato, e dunque proprio la libertà dalla sopraffazione, dall’abuso, dalla corruzione nostra e del nostro ambiente naturale, ma a causa del nostro peccato, sempre riaffiorante, si tratta di una libertà che richiede disciplina, coraggio, senso di responsabilità.
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi. Liberi di seguirlo, liberi di accogliere quel genere di umanità che Gesù stesso rappresenta: la libertà di darsi liberamente agli altri. Di essere servi. La libertà di essere liberi dai compromessi, dalla sudditanza al dio danaro, di amare incondizionatamente, senza se e senza ma. La libertà di essere, senza tentennamenti, figli e figlie di Dio.
E dunque stiamo saldi e non permettiamo che nulla e nessuno ci ponga nuovamente sotto il giogo della schiavitù. Amen!
di Erica Sfredda




Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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