21 Gennaio 2020

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Cinquecento anni dopo, luterani e cattolici insieme

01-11-2017 09:33 - Ecumenismo
Divulgato oggi a Roma un nuovo documento luterano-cattolico «Riconciliarsi per annunciare l´Evangelo», per celebrare insieme il Cinquecentenario della Riforma protestante

Lo scorso 31 ottobre 2016 a Lund, in occasione dell´avvio delle celebrazioni per il Cinquecentenario della Riforma protestante, cattolici e luterani dichiararono: «Piuttosto che i conflitti del passato, il dono divino dell´unità tra di noi guiderà la collaborazione e approfondirà la nostra solidarietà», un incipit importante e inaspettato (per i non addetti ai lavori) ma che seppe profondere nel mondo un nuovo spirito di collaborazione ecumenica tra le due realtà cristiane (storicamente in conflitto), guidandole nella condivisione dell´anno di celebrazioni per il Cinquecentenario della riforma luterana che, proprio oggi 31 ottobre 2017 «rintocca» ufficialmente da quando il 31 ottobre del 1517 Lutero affisse le sue 95 tesi sulla porta del Castello di Wittenberg, dando avvio al percorso riformatore europeo.

Nella città tedesca, proprio oggi, infatti, fervono celebrazioni, eventi culturali, culti, iniziative ecumeniche, dibatti e commemorazioni.

E mentre ciò accade, stamane, giunge dalla segreteria della chiesa luterana un messaggio importante: un documento promosso dalla Celi e dalla Cei-Ufficio per l´ecumenismo e il dialogo (Unedi) dal titolo «Riconciliarsi per annunciare l´Evangelo» firmato a Roma. Un testo che, partendo dalla dichiarazione dell´anno passato, riassume i passi fatti e delinea le nuove prospettive di dialogo.

«Stringendoci nella fede a Cristo, pregando insieme, ascoltandoci a vicenda – ricordava esattamente un anno fa l´appello del 2016 –, vivendo l´amore di Cristo nelle nostre relazioni, noi, cattolici e luterani, ci apriamo alla potenza di Dio Uno e Trino. Radicati in Cristo e rendendo a Lui testimonianza, rinnoviamo la nostra determinazione ad essere fedeli araldi dell´amore infinito di Dio per tutta l´umanità».

Parole che «furono una guida», ricordano i firmatari del recente documento: il decano della Chiesa evangelica luterana i Italia (Celi), pastore Heiner Bludau e il presidente della Commissione episcopale per l´ecumenismo e dil dialogo della Conferenza episcopale italiana (Cei), mons. Ambrogio Spreafico.

Propositi, indirizzi e obiettivi, dichiarati già nel 2016, e indispensabili per il cammino di riconciliazione e di condivisione intrapreso tra le due chiese cristiane. Così, come fu importante la visita di papa Francesco a Lund per aprire le celebrazioni del Cinquecentenario in pieno spirito ecumenico e il documento intitolato «Dal conflitto alla comunione», prodotto dalla Commissione luterano-cattolica per l´Unità.

«Anche in Italia – ricordano il decano della Celi e il presidente della Commissione per l´ecumenismo della Cei – numerose sono state le iniziative, a vario livello, alle quali hanno preso parte cristiani e cristiane per commemorare la Riforma del XVI secolo in un spirito che, se non può essere considerato una novità alla luce dei passi compiuti negli ultimi decenni, ha sicuramente aperto una nuova stagione nel cammino per la costruzione dell´unità visibile della Chiesa con la quale mettere fine allo scandalo delle divisioni».

Proprio alla luce di queste iniziative, cattolici e luterani, si legge ancora «auspicano che sia possibile proseguire nell´approfondimento della conoscenza dell´opera e della figura di Martin Lutero per una migliore comprensione delle ricchezze spirituali, teologiche e liturgiche del XVI secolo per una riforma della Chiesa, radicata sulle Sacre Scritture e arricchita dalla tradizione dei concili ecumenici, in grado di rimuovere quei pregiudizi che ancora impediscono una lettura condivisa delle vicende storiche della Riforma in tutte le sue articolazioni».

Nella lettura congiunta delle Sacre Scritture, che costituisce un passaggio fondamentale, da anni, nella scoperta quotidiana di cosa unisce i cristiani, cattolici e luterani «invitiamo – proseguono Bludau e Spreafico – a trovare nuove fonti per sviluppare il cammino ecumenico, anche grazie a un rinnovato rapporto con il popolo ebraico proprio a partire dalla comune radice biblica. Leggere insieme le Sacre Scritture illumina l´esperienza di fede con percorsi ecumenici di ascolto e commento della Parola di Dio in modo da condividere tradizioni esegetiche e formulazioni dottrinali, affidando al Signore i tempi e i modi della realizzazione dell´unità visibile della Chiesa».

Cattolici e luterani ritengono che questi percorsi debbano essere sostenuti e incoraggiati nella prospettiva di favorire un «ripensamento della catechesi in chiave ecumenica, soprattutto in relazione alla celebrazione del battesimo e del matrimonio e, più in generale, alle liturgie ecumeniche di riconciliazione, così da aiutare a vivere questi momenti della vita delle comunità locali come opportunità per riaffermare che per cattolici e luterani l´ecumenismo costituisce una scelta irreversibile, quotidiana, non emergenziale, in grado di aiutare una migliore comprensione delle proprie identità, rendendo più vivace e pregnante la missione della Chiesa».

Cattolici e luterani, si legge ancora, intendono rendere sempre più dinamico l´impegno nella cura del Creato, proponendo un modello di sviluppo economico che non sia interessato da quella logica del profitto che ha coinvolto anche il nostro paese provocando inquinamento dell´aria, delle acque e della terra «ma, superando gli interessi individuali o di gruppo, che si sappia utilizzare le risorse del creato nel rispetto dell´ambiente e avendo sempre di mira il bene comune e quello stesso della terra di cui siamo custodi e non padroni».

Per cattolici e luterani, dunque, il cammino ecumenico deve portare a moltiplicare le occasioni per testimoniare l´amicizia e l´aiuto verso i poveri e «in particolare, verso i migranti che fuggono da guerre e calamità naturali. Davanti al bisogno loro e anche di un numero crescente di nostri concittadini – scrivono ancora Bludau e Spreafico –, ci impegniamo a coinvolgere le nostre comunità in uno sforzo maggiore di solidarietà, avendo sempre come modello il Buon Samaritano, quel Gesù che si china sulle ferite dell´umanità sofferente. Siamo aperti a collaborare con tutti i nostri fratelli e sorelle a cui ci accomuna la fede nel Signore Gesù, ed anche con le donne e gli uomini di altre religioni e con tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese e del mondo. Rafforzare l´amicizia nella fraternità, ai piedi della croce di Cristo – concludono –, ci aiuterà a favorire una riconciliazione delle memorie in grado di sostenere cattolici e luterani nell´annuncio e nella testimonianza della Parola di Dio nella società contemporanea, per promuovere una riforma sempre più evangelica della vita quotidiana delle comunità locali».


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Martedì 21 Gennaio

Io sono il Signore vostro Dio; vi ho fatto uscire dal paese di Egitto per liberarvi dalla schiavitù; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta (Levitico 26, 13)
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù (Galati 5, 1)

Così come Gesù Cristo è la promessa di Dio per il perdono di tutti i nostri peccati, allo stesso modo e con stessa serietà è anche la potente pretesa di Dio su tutta la nostra vita; attraverso di lui siamo resi partecipi di una gioiosa liberazioni dagli empi vincoli di questo mondo per un libero, riconoscente servizio alle sue creature.
Dichiarazione di Barmen

Romani 9, 31 – 10, 8; I Corinzi 1, 10-17



Affidarsi a Dio con piena fiducia

Commento a II Corinzi 5, 17-18

Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo
II Corinzi 5, 17-18
In questo inizio di anno è facile che il pensiero corra a quello che si è già vissuto e a quello che ci attende: il passaggio da un anno all’altro ci induce a pensare, spesso a sperare, che qualcosa stia per cambiare. Che il passato possa diventare un ricordo e che davanti a noi si apra un futuro roseo e sereno. I rumorosi “botti”, così come l’allegria, a volte un po’ forzata, servono in fondo a questo: a scacciare via la paura e l’ansia per il futuro. Ad annegare nel chiasso e nella confusione le nostre paure per quello che ci aspetta al di là della mezzanotte.
I due passi di oggi, proposti dal Lezionario Un giorno una parola, però, ci inducono a pensare ad una umanità diversa: uomini e donne che non si affidano a riti scaramantici per essere rassicurati sul loro destino, esseri umani che non hanno bisogno di chiasso, di confusione per stordirsi e annegare la loro vita quotidiana.
Ma quanto è difficile fare propria questa forza, quanto è complesso abbandonarsi totalmente al Signore: quante cadute, quanta fatica! Quanto orrore e dolore ci circonda, come fare ad avere un animo pacificato?
Eppure non dobbiamo temere, anche noi possiamo essere dei credenti riconciliati con Dio, nel cui spirito regni la pace e non ci sia inganno, perché possiamo affidarci al Signore con piena fiducia. Non si tratta di diventare dei supereroi, ma di accogliere dentro di noi la consapevolezza che nonostante le cadute, e le ricadute, nonostante il continuo rinascere degli stessi pensieri che tanto spesso ci allontanano da Dio, ogni mattina possiamo dire con gioia e piena fiducia “Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”, perché anche noi come l’apostolo Paolo, possiamo vivere con la certezza che Dio ha tanto amato il mondo da donarci Gesù che è diventato uomo per riconciliarci a Lui.
E dunque anche stamattina, in questo esatto momento, possiamo affidarci a Dio, possiamo accogliere con gioia l’uomo nuovo, la donna nuova che è dentro di noi e che il Signore ha voluto che germogliasse e fiorisse in questo stesso momento, in questo istante. Amen!
di Erica Sfredda



Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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