30 Settembre 2020
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Chiese tedesche contano le pecore

10-08-2018 19:20 - Fede e spiritualità
Nel 2017 in Germania 200.000 evangelici e 167.504 cattolici hanno abbandonato i banchi di chiesa

Le recenti statistiche relative al numero dei fedeli della Chiesa evangelica in Germania (EKD) e della Conferenza episcopale tedesca (DBK) evidenziano un costante ed inesorabile calo. Messe insieme, le due grandi chiese possono contare sul 54,2% della popolazione. Tenuto conto delle chiese evangeliche libere, degli ortodossi e dei fedeli di altre chiese la percentuale raggiunge il 57,6%.

Cristiani in cifre
Nel 2017 la Chiesa cattolica contava circa 23,3 milioni di fedeli su tutto il territorio nazionale, corrispondenti al 28,2% della popolazione totale. L´EKD ha stimato in 21,5 milioni il numero dei propri appartenenti nelle 20 chiese regionali, corrispondenti a una quota di circa il 26%.

Pochi battesimi
Tuttavia la tendenza, convengono la Conferenza episcopale e l´EKD, è verso un ulteriore calo. Una delle cause è l´evoluzione demografica. Muoiono più fedeli di quanti se ne aggiungano. Nel 2017 la Chiesa cattolica ha infatti registrato quasi 244.000 funerali a fronte di appena 170.000 battesimi e 9.332 tra nuovi fedeli o rientri. Nello stesso anno l´EKD ha registrato circa 350.000 decessi a fronte di 180.000 battesimi e 25.000 nuovi ingressi.

Cifre dolenti
Il numero delle fuoriuscite continua a essere elevato. L´anno scorso 167.504 persone hanno voltato le spalle alla Chiesa cattolica; nelle Chiese regionali dell´EKD i fedeli che se ne sono andati sono stati circa 200.000.
Di cifre dolenti parla il segretario della Conferenza episcopale p. Hans Langendörfer, che apprezza gli sforzi di alcune delle 27 diocesi cattoliche volti ad analizzare le ragioni "tanto della permanenza dei fedeli nella Chiesa quanto delle fuoriuscite".
"Non ci preoccupa soltanto il numero costantemente elevato degli abbandoni, ma anche l´incidenza nettamente superiore alla media delle fuoriuscite nella fascia d´età compresa tra i 15 e i 44 anni", dice per esempio il vicario generale della diocesi di Rottenburg-Stoccarda, Clemens Stroppel.

Se ne vanno i baby boomer
A medio termine ciò potrebbe avere a sua volta ripercussioni sulla situazione finanziaria. E questo sebbene le entrate fiscali delle chiese abbiano toccato nuovi record, con 6,43 miliardi di euro per i cattolici e 5,67 miliardi di euro per gli evangelici.
Tuttavia l´EKD fa notare che già adesso è possibile prevedere la fine di questa evoluzione. Gran parte delle entrate attuali proverrebbero infatti dai "baby boomer", cioè le persone nate tra il 1955 e il 1969. Con l´uscita dal mercato del lavoro di questa generazione il loro contributo si ridurrà considerevolmente.

Raggiungere i giovani
"Dobbiamo trovare nuovi modi per riuscire a raggiungere le persone, accompagnarle e restare loro vicino", sintetizza il segretario della Conferenza episcopale Langendörfer.
L´EKD osserva comunque una crescente rilevanza sociale del lavoro della chiesa, per esempio nell´ambito dell´assistenza all´infanzia. La chiesa evangelica e la diaconia offrono infatti oltre mezzo milione di posti nei loro asili nido e doposcuola.

(da kath.ch; trad. it. G.M. Schmitt; adat. G. Courtens)


Fonte: Voceevangelica.ch
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Mercoledì 30 Settembre

Ho creduto, perciò ho parlato. Io ero molto afflitto (Salmo 116,10)
Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano (Giacomo 1,12)

Le prove sono abbracci di Dio.
Martin Lutero

Genesi 16,5-14; II Corinzi 11,16-33




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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