23 Agosto 2019

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Chiese e Stato. Il valdese Long membro della Commissione del Concordato

09-02-2014 20:08 - Ecumenismo
Per la prima volta un protestante farà parte della Commissione governativa per l´attuazione del Concordato tra lo Stato italiano e la chiesa cattolica. Si tratta del valdese Gianni Long, docente emerito di diritto canonico e già presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). La sua nomina è avvenuta con il rinnovo della Commissione per decreto governativo dello scorso 14 gennaio. "A mia conoscenza - ha ribadito Long - di questa Commissione fino ad oggi non ha mai fatto parte un cittadino della Repubblica notoriamente appartenente ad una confessione non cattolica".

Una notizia che "qualcuno può considerare curiosa", ha continuato Long, ma che dovrebbe rientrare nella normalità dei fatti in quanto si tratta di un incarico che si svolge "in qualità di cittadino italiano chiamato a rappresentare il governo, indipendentemente dall´appartenenza religiosa". La Commissione è stata istituita nel 1984 e si incontra con la Commissione nominata dal Vaticano per dirimere questioni attuative e interpretative riguardanti il Concordato del 1984. La prima riunione delle Commissioni congiunte è prevista per venerdì 7 febbraio. La commissione governativa è composta, oltreché da Long, dai professori Francesco Margiotta Broglio (presidente), Carlo Cardia e Giorgio Pastori, dal ministro plenipotenziario Armando Varricchio e da Anna Nardini dell´ufficio della Presidenza del Consiglio.

Rimanendo in tema di Concordato, Long parteciperà al Convegno sui "Trent´anni del Nuovo Concordato 1984-2014", previsto mercoledì 12 febbraio presso Palazzo Giustiniani a Roma (vedi appuntamenti), nell´ambito del quale interverrà sul tema "Trent´anni di Intese con le confessioni diverse dalla cattolica". Il 1984 infatti è anche l´anno della firma dell´Intesa con la Tavola valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi), la prima stipulata dallo Stato italiano con una confessione non cattolica.

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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