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Chiese e Stato. Il valdese Long membro della Commissione del Concordato

09-02-2014 20:08 - Ecumenismo
Per la prima volta un protestante farà parte della Commissione governativa per l´attuazione del Concordato tra lo Stato italiano e la chiesa cattolica. Si tratta del valdese Gianni Long, docente emerito di diritto canonico e già presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). La sua nomina è avvenuta con il rinnovo della Commissione per decreto governativo dello scorso 14 gennaio. "A mia conoscenza - ha ribadito Long - di questa Commissione fino ad oggi non ha mai fatto parte un cittadino della Repubblica notoriamente appartenente ad una confessione non cattolica".

Una notizia che "qualcuno può considerare curiosa", ha continuato Long, ma che dovrebbe rientrare nella normalità dei fatti in quanto si tratta di un incarico che si svolge "in qualità di cittadino italiano chiamato a rappresentare il governo, indipendentemente dall´appartenenza religiosa". La Commissione è stata istituita nel 1984 e si incontra con la Commissione nominata dal Vaticano per dirimere questioni attuative e interpretative riguardanti il Concordato del 1984. La prima riunione delle Commissioni congiunte è prevista per venerdì 7 febbraio. La commissione governativa è composta, oltreché da Long, dai professori Francesco Margiotta Broglio (presidente), Carlo Cardia e Giorgio Pastori, dal ministro plenipotenziario Armando Varricchio e da Anna Nardini dell´ufficio della Presidenza del Consiglio.

Rimanendo in tema di Concordato, Long parteciperà al Convegno sui "Trent´anni del Nuovo Concordato 1984-2014", previsto mercoledì 12 febbraio presso Palazzo Giustiniani a Roma (vedi appuntamenti), nell´ambito del quale interverrà sul tema "Trent´anni di Intese con le confessioni diverse dalla cattolica". Il 1984 infatti è anche l´anno della firma dell´Intesa con la Tavola valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi), la prima stipulata dallo Stato italiano con una confessione non cattolica.
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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