23 Novembre 2020
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Chiese Valdesi da (ri)evangelizzare? Marco Rostan

20-11-2013 19:00 - Fede e spiritualità
In passato, quando qualche amico, all´estero, mi chiedeva quanti fossero i valdesi in Italia rispondevo circa 30. 000 con i metodisti. In realtà oggi questa stima sarebbe in eccesso: la popolazione valdese (cioè la somma dei membri comunicanti, simpatizzanti, aderenti e dei frequentanti scuole domenicali e catechismo nelle chiese metodiste e valdesi) è di 25. 005 persone, di cui 10. 819 nel 1° Distretto, 8542 nel 2°, 3307 nel 3° e 2337 nel 4° (dati al 31. 12. 2012 tratti dalla Relazione al Sinodo). Se si fa un confronto con dieci anni fa (quando la popolazione valdese era di 27. 534), vi è stata una diminuzione di 2529 persone, circa 253 ogni anno.

Interesserà soprattutto la situazione alle Valli valdesi e Pinerolo (1° Distretto) e perciò presentiamo una tabella che mostra, nella prima colonna, l´elenco delle chiese; nella seconda la popolazione residente; nella terza e nella quarta la consistenza dell´intera popolazione valdese (definita come sopra) rispettivamente al 1-1-2013 e dieci anni fa, cioè al 1-1-2003; nella quinta colonna il numero dei membri di chiesa elettori e nell´ultima il numero indicante l´aumento o la diminuzione dei membri.

I Comuni sono assai diversi come dimensione, passando dai 36. 000 abitanti di Pinerolo, ai 7700 di Luserna San Giovanni ai 4539 di Torre Pellice, 266 di Prali, 57 di Massello, 252 di Rorà, 885 di Angrogna. E quali sono i Comuni dove la percentuale di valdesi è più alta? Ovviamente i piccoli di montagna. Così, a Prali, su 266 abitanti i valdesi sono 221 (erano 262 nel 2003), a Massello sono quasi tutti valdesi (51 su 57) e a Rorà anche (234 su 252). A Bobbio ne troviamo 471 su 570 abitanti e a Torre Pellice 1546 su 4539, mentre Luserna San Giovanni si conferma il Comune più popolato (Pinerolo a parte) con 7700 abitanti di cui 1546 valdesi. Nella tabella non c´è la popolazione di Villasecca (con Perrero) e di Rodoretto (con Prali). È interessante il confronto con il 2003: Bobbio è passata da 525 a 471, Rorà è rimasta quasi stabile e così Villar Pellice e Villar Perosa. Diminuzioni rilevanti a Prarostino (-61), Bobbio (-54), Pinerolo (-35), S. Germano (-57), Luserna San Giovanni (-348)...

Due chiese registrano un aumento nel decennio: San Secondo, che passa dai 585 del 2003 ai 661 di oggi (+76), Pomaretto da 1248 a 1265 (+17). Ho consultato anche il numero di membri elettori, che sono dovunque pochi rispetto ai membri comunicanti (a Pinerolo 238 su 868, a San Secondo 105 su 504, ad Angrogna 71 su 406, a Villar Pellice 137 su 685). Decisamente bassa la percentuale a Luserna San Giovanni, con 233 elettori su 1326, a Pomaretto con 186 su 1100...). Il numero dei membri elettori dà anche una parziale idea di quanti sono quelli che danno regolarmente la contribuzione - come prevedono le Discipline per tutti i membri di chiesa iscritti. Se per qualche famiglia o pensionato che stenta ad arrivare a fine mese, la contribuzione annua (anche di soli 100 euro) è un problema, ci sono molti altri che stanno bene e che potrebbero aumentare facilmente la loro cifra, e poi ci sono troppi che non danno assolutamente nulla. La crescente barca di milioni provenienti dall´Otto per mille non incoraggia la responsabilità personale verso la chiesa, anche quando si spiega che quei soldi non possono essere usati per pagare i pastori. Ma, contribuzioni a parte, il fatto preoccupante è il dimagrimento nel passato decennio: si tratta di circa 700 persone, 70 all´anno. La diminuzione è presente anche nel 2° Distretto (-728) nel 3° (-487) e nel 4° (-624).

Anche in terra valdese, dunque, la secolarizzazione avanza, la fede spesso diventa una religione personale, la frequenza al culto episodica. Non sono pochi quelli che dicono di avere un loro rapporto con Dio, ma si rifiutano di far parte di una chiesa. Perché? Si è spesso detto che, alle Valli, l´evangelizzazione non c´è bisogno di farla: forse sarebbe il caso di provarci. Ma come?
(13 novembre 2013)

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Lunedì 23 Novembre

Così parla Colui che è l Alto, l eccelso, che abita l eternità, e che si chiama il Santo. «Io dimoro in luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili per ravvivare il cuore degli oppressi» (Isaia 57,15)
Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose (Marco 6,34)

Quando, nelle dimostrazioni che il mondo sa dare, vengono a mancare il conforto e l aiuto, in abbondanza viene in aiuto lui, il Creatore stesso, e inclina i suoi occhi paterni verso coloro che altrimenti non trovano riposo. Date al nostro Dio la gloria!
Johann Jakob Schutz

Ebrei 12, 18-25; II Pietro 2, 1-11




Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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