06 Luglio 2020
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Chiesa Valdese e questione femminile: tema affrontato da 50 anni - Noceti: in ambito cattolico, possibile il diaconato femminile

21-12-2017 09:55 - Ecumenismo
Confronto ecumenico utile affinché la Chiesa sia più inclusiva e sempre meno androcentrica

Lo scorso 15 dicembre, nella sala «Maria Eletta Martini» di Lucca, si è tenuto l´incontro pubblico, organizzato dal Meic di Lucca e dal Centro Vermigli, sul tema «Ministeri, donne e chiese». Le relatrici di questo evento sono state la teologa cattolica Serena Noceti, vicepresidente dell´Associazione Teologica italiana e docente di Teologia sistematica all´Istituto Superiore di Scienze Religiose di Firenze, e la protestante Letizia Tomassone, pastora della chiesa valdese di Firenze e docente di Studi femministi e di genere presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma. Durante questo evento è stato presentato il testo, a cura della stessa Noceti e pubblicato dalla Queriniana, «Diacone. Quale ministero per quale chiesa?», opera che costituisce un ricco e documentato dossier sullo scottante tema del diaconato femminile, con saggi della curatrice e di Gilles Routhier, Andrea Grillo, Cettina Militello, Marinella Perroni, Cristina Simonelli, Angela Berlis Pius e Ramon Tragan.

La prima relazione è stata tenuta dalla pastora Tomassone ed è stata incentrata sul ruolo femminile nella Chiesa Valdese negli ultimi cinquant´anni. La teologa protestante, dopo aver rivolto il suo apprezzamento per il testo curato dalla professoressa Noceti, ha narrato la battaglia delle donne valdesi degli anni ´60 per accedere al pastorato: una lotta non facile, che si scontrò con le resistenze intraecclesiali ed ebbe tappe intermedie come quella dell´accesso delle donne al ministero dell´assistente pastorale, ma che alla fine riuscì ad ottenere l´accesso pieno delle donne al ministero ordinato. Secondo la teologa, il pastorato femminile ha permesso alla Chiesa Valdese di diventare una comunità ecclesiale più inclusiva e sensibile alla tematica di genere a livello sociale, ecclesiale e teologico.

La seconda relazione è stata tenuta dalla professoressa Noceti: la teologa, oltre a presentare il libro da lei curato, ha fatto una breve storia della «questione femminile» nel cattolicesimo conciliare e postconciliare. La docente ha iniziato, parlando della significativa, per quanto esigua, presenza di donne cattoliche durante il Vaticano II e dell´ingresso delle donne cattoliche nella vita ecclesiale e negli studi teologici durante gli anni ´60. La teologa ha ricordato, inoltre, l´ampio sostegno teologico per l´ordinazione femminile (sia al diaconato che al sacerdozio) da parte di molti teologi cattolici del postconcilio (come ad esempio Karl Rahner), ma anche la decisa e netta opposizione del Magistero al sacerdozio femminile, culminata con l´Ordinatio Sacerdotalis di Giovanni Paolo II del 1994, secondo cui la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l´ordinazione sacerdotale.
Tuttavia, secondo la teologa, rimane aperta la via del diaconato femminile, che è compatibile con il citato pronunciamento magisteriale, che non preclude l´accesso delle donne al primo grado del ministero ordinato, che è solidamente fondata sulla teologia del Concilio Vaticano II ed che è attestata nella Chiesa antica nell´ordine delle diaconesse. La professoressa si è quindi augurata che, non esistendo reali ostacoli teologici, si possa arrivare in ambito cattolico, dopo trent´anni di stagnazione sul tema, al diaconato femminile ordinato.

È seguito un dibattito con diverse domande dal pubblico con interventi sia favorevoli che contrari. Ci si augura che il dibattito e il confronto ecclesiale su come valorizzare e riconoscere pienamente il ruolo delle donne possa continuare e produrre risultati fecondi nella prospettiva di una Chiesa sempre più inclusiva ed eguale e sempre meno androcentrica.

di Niccolò Bonetti



Fonte: Lucca7 - 45

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Lunedì 6 Luglio

Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe (Salmo 103,12)
Dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata (Romani 5,20)

Buon Signore Gesù Cristo, io avverto i miei peccati, essi mi mordono, mi danno la caccia e mi atterriscono; dove me ne andrò? Guardo a te, Signore Gesù Cristo, e, sebbene debolmente, credo a te. Comunque mi stringo a te e sono certo che tu hai detto «chi crede in me avrà vita eterna»; sebbene la mia coscienza sia aggravata e il peccato mi atterrisca e mi faccia tremare il cuore, pur tuttavia tu hai detto «figlio mio, sii consolato, i tuoi peccati ti sono perdonati» e «tu avrai la vita eterna e io ti risveglierò nel giorno finale».
Martin Lutero

Galati 6, 1-5; I Re 14, 1-20




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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