23 Agosto 2019

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#ChiamatiALibertà. Il presidente FCEI Negro invita alla giornata della Riforma protestante

19-10-2017 20:54 - News
A Roma il 28 ottobre si tiene "Liberi per amare e servire", un appuntamento aperto a tutti, che alterna momenti di riflessione di alto livello culturale a momenti di musica, celebrazione e lode. Protestanti, pentecostali e avventisti insieme a pochi giorni dalla data-simbolo che ricorda - 500 anni fa - l´affissione delle 95 tesi di Lutero

Il 28 ottobre a Roma a partire dalle 9.30 si terrà nella chiesa valdese di piazza Cavour la Giornata ufficiale della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) per il 500° anniversario della Riforma. Intervista al presidente FCEI, pastore Luca Maria Negro.

Perché si tratta di un avvenimento importante e unico?

Intanto perché si svolge a pochi giorni dalla data-simbolo del 31 ottobre: le 95 tesi di Lutero sulle indulgenze furono infatti rese pubbliche il 31 ottobre del 1517. Inoltre questo appuntamento coinvolgerà rappresentanti di tutto il mondo evangelico: non solo le chiese-membro della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che rappresentano il cosiddetto "protestantesimo storico", ma anche evangelici pentecostali e avventisti. La predicazione al culto pomeridiano sarà a due voci: una pastora valdese, Maria Bonafede, e un pastore pentecostale, Carmine Napolitano, presidente della Federazione delle chiese pentecostali.

È un appuntamento aperto a tutti o solo per gli addetti ai lavori?

È un appuntamento per tutti e tutte, che alterna momenti di riflessione di alto livello culturale (come la tavola rotonda sull´attualità della Riforma nell´Italia del pluralismo religioso) a momenti di musica e di celebrazione, rivolti anche ai bambini, per i quali è previsto uno speciale programma di animazione a cura del Servizio istruzione ed educazione della FCEI. Di particolare rilievo la presentazione della nuova traduzione della Bibbia, la "Bibbia della Riforma", realizzata con il concorso di tutte le componenti del mondo evangelico.

Le numerosissime iniziative in Italia e all´estero per il Cinquecentenario potrebbero essere percepite come un punto di arrivo. Da dove occorre ripartire, invece, alla luce della Riforma che deve ancora venire?

Il "Giubileo della Riforma" ha aperto nuove e inaspettate prospettive sia nei rapporti ecumenici (basti pensare alla partecipazione di papa Francesco all´avvio delle celebrazioni in Svezia, il 31 ottobre 2016), sia nell´autocomprensione delle chiese protestanti. Come FCEI contiamo quindi di avviare un percorso di riflessione proprio a partire da questo anno intenso: abbiamo già commissionato una ricerca per valutare l´impatto delle celebrazioni del 2017 in Italia e nel mondo, e proporremo che la riflessione sull´identità protestante nel mondo contemporaneo sia al centro della prossima Assise generale della FCEI, che si svolgerà alla fine del 2018.

Perché questo titolo? Cosa vuol dire liberi per amare e servire?

Il titolo della Giornata, ispirato alla lettera ai Galati (5,13: "Voi siete stati chiamati a libertà... Per mezzo dell´amore servite gli uni agli altri") vuole esprimere uno dei punti cardini del pensiero protestante, ovvero il concetto di "libertà responsabile". La nostra vocazione è la libertà ma appunto una libertà vissuta nel servizio reciproco. Come scriveva Lutero nella sua fondamentale opera La libertà del cristiano, "un cristiano è libero signore sopra tutte le cose e non è sottoposto a nessuno"; eppure, al tempo stesso, "un cristiano è servo volonteroso in tutte le cose ed è sottoposto a ognuno".


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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