19 Maggio 2021
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Chiamare ed essere chiamati

31-05-2016 09:25 - Ecumenismo
Conclusa la 3 giorni di Consultazione metodista a Ecumene. La diacona Alessandra Trotta verso la fine del settennato di presidenza Opcemi

Dal 27 al 29 maggio si è tenuta presso il centro di Ecumene a Velletri la Consultazione, l´annuale raduno della componente metodista dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi. Vi hanno partecipato oltre un centinaio di persone da tutta Italia: pastori metodisti, pastori valdesi che curano chiese metodiste e membri di chiese metodiste. È stata anche l´occasione che salutare e ringraziare la diacona Alessandra Trotta, che in agosto col prossimo Sinodo porterà a termine il suo settennato quale presidente del Comitato permanente dell´Opcemi. Insieme a lei, anche il fratello Raul Matta non sarà più rieleggibile.

Pertanto, tra i temi proposti alla discussione, quest´anno si è parlato anche della successione negli incarichi di responsabilità della chiesa, chiamandoli, però, col nome giusto: vocazione.

Spesso accade, infatti, che ci si dimentichi del senso teologico di un incarico ecclesiastico. Il motivo è che, non essendo una setta — cioè, separati dal mondo — usiamo dei nomi "secolari" per tali ruoli, come il presidente, il moderatore, il membro dell´esecutivo e così via. Essere "nel mondo ma non del mondo" (Giovanni 17,16) significa non dimenticare mai a chi si appartiene e secondo quale paradigma bisogna muoversi. Nel caso di nomine, il paradigma deve essere quello della vocazione.

La vocazione implica la responsabilità non solo del vocato, ma anche quella del "vocante". In altre parole, chi chiama è corresponsabile dell´operato di chi è chiamato. Questo è un paradigma che ogni cristiano dovrebbe avere anche quando chiede a un fratello o una sorella di ricoprire un piccolo ruolo in un comitato o in una commissione.

Con questo a mente, il dibattito sulla successione di Alessandra Trotta e Raul Matta si è svolto nella massima franchezza e serenità — di solito, o hai l´una o l´altra! — e i partecipanti alla Consultazione metodista, su proposta del Comitato permanente, hanno scelto di sostenere al Sinodo la candidatura della pastora Mirella Manocchio e del fratello Samuele Carrari.

Tra gli altri temi trattati è emersa la missione delle chiese locali, impegnate sia sul progetto "Essere chiesa insieme", ovvero su come costruire una realtà ecclesiale insieme alle sorelle e ai fratelli immigrati, sia sull´accoglienza diaconale dei rifugiati sia nel mutato clima ecumenico, che apre scenari rispetto a quello che è stata la presenza protestante in Italia dall´unità ad oggi.

Dopo anni in cui si parlava di declino delle chiese, a causa del decremento demografico del paese e di una difficoltà a farsi conoscere come possibile opzione religiosa, finalmente registriamo un´inversione di tendenza in diverse realtà locali. L´afflusso di nuovi fratelli e sorelle impone la riscoperta del significato di essere chiesa. Invero, questo andrebbe sempre fatto, anche in assenza di nuovi membri, perché non può mai essere dato per scontato. Ad ogni modo, abbiamo ascoltato diverse esperienze, tra cui molto interessante è risultato il lavoro della chiesa di Bologna, dove a partire dalla tradizione metodista del lavoro in cellule o gruppi, i fratelli e le sorelle rafforzano la dimensione comunitaria della chiesa.

La Consultazione è stata un momento bello e intenso di fraternità. La speranza è che una forte componente metodista possa rafforzare ancora di più l´Unione delle chiese metodiste e valdesi, in vista dell´importante missione di annunciare Cristo per tutti e tutte, nel contesto dove il Signore ci ha chiamato a operare.

Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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