09 Maggio 2021
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Chi incontrerà Francesco a Ginevra?

11-03-2018 09:32 - Ecumenismo
Il papa renderà visita al Consiglio ecumenico delle chiese. Ma di che organizzazione si tratta?

Il prossimo 21 giugno papa Francesco si recherà al Consiglio ecumenico delle Chiese CEC a Ginevra. Che cos´è questa organizzazione che riunisce oltre 500 milioni di cristiani?

Identikit del Consiglio ecumenico
Creato nel 1948 ad Amsterdam, il CEC, che quest´anno celebra il suo 70. anniversario, riunisce 348 Chiese in rappresentanza di oltre 500 milioni di cristiani in tutto il mondo. Protestanti, anglicani, ortodossi. La Chiesa cattolica romana non ne fa parte. Essa collabora tuttavia a determinati progetti e al lavoro di alcune commissioni ecumeniche.
"L´identità del Consiglio ecumenico delle Chiese è vivere in comunione. I suoi membri sono quindi costantemente alla ricerca del consenso", spiega Olav Fykse Tveit, suo segretario generale, in un´intervista pubblicata sul sito NouvelleR.ch.

Per la pace e la giustizia
sua creazione il CEC incoraggia le Chiese a lottare per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Tra le sue numerose attività c´è l´impegno per la riunificazione della Corea, la tutela dei diritti umani in America latina o ancora il dialogo israelo-palestinese. L´organizzazione ha inoltre combattuto l´apartheid in Sudafrica grazie a un programma contro il razzismo.
Le Chiese che costituiscono il CEC danno, insieme, una forma e una voce a questo grande organismo cristiano. Più ancora, il CEC "si sforza di dare voce a coloro che non hanno una voce, a coloro che hanno bisogno di una voce più forte della propria per reclamare pace e giustizia", ha aggiunto Olav Fykse Tveit.

La terza visita di un papa
Il prossimo 21 giugno papa Francesco si recherà a Ginevra presso la sede dell´organizzazione. In passato anche i papi Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano reso visita al CEC, rispettivamente nel 1969 e nel 1984. "Uno dei ruoli importanti del CEC è di mostrare che cattolici, ortodossi, protestanti e credenti di altre confessioni sono prima di tutto esseri umani creati da Dio con un bisogno di solidarietà umana", ha ricordato il segretario generale, pastore Olav Fykse Tveit.

Chiesa cattolica ed ecumenismo
Intervenendo ai microfoni del programma "La Matinale", trasmesso da RTS La Première, la pastora Line Dépraz, del Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata del canton Vaud (EERV), ha sottolineato che storicamente la Chiesa cattolica si considerava l´unica Chiesa. "Giovanni Paolo II aveva ricordato con forza e fragore - e questo ci aveva feriti tutti - che le altre chiese cristiane sono considerate dai cattolici come semplici comunità ecclesiali prive della legittimità di una chiesa". E Line Dépraz ha concluso: "Penso che se il papa si preoccupa di andare a Ginevra per una visita al CEC ciò significhi, da parte sua, che quelle Chiese svolgono un lavoro degno di nota. E chissà, può darsi che Francesco ci riserverà una sorpresa in termini di dichiarazione".


Fonte: voceevangelica.ch
UN GIORNO UNA PAROLA
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M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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