19 Gennaio 2020

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Chi incontrerà Francesco a Ginevra?

11-03-2018 09:32 - Ecumenismo
Il papa renderà visita al Consiglio ecumenico delle chiese. Ma di che organizzazione si tratta?

Il prossimo 21 giugno papa Francesco si recherà al Consiglio ecumenico delle Chiese CEC a Ginevra. Che cos´è questa organizzazione che riunisce oltre 500 milioni di cristiani?

Identikit del Consiglio ecumenico
Creato nel 1948 ad Amsterdam, il CEC, che quest´anno celebra il suo 70. anniversario, riunisce 348 Chiese in rappresentanza di oltre 500 milioni di cristiani in tutto il mondo. Protestanti, anglicani, ortodossi. La Chiesa cattolica romana non ne fa parte. Essa collabora tuttavia a determinati progetti e al lavoro di alcune commissioni ecumeniche.
"L´identità del Consiglio ecumenico delle Chiese è vivere in comunione. I suoi membri sono quindi costantemente alla ricerca del consenso", spiega Olav Fykse Tveit, suo segretario generale, in un´intervista pubblicata sul sito NouvelleR.ch.

Per la pace e la giustizia
sua creazione il CEC incoraggia le Chiese a lottare per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Tra le sue numerose attività c´è l´impegno per la riunificazione della Corea, la tutela dei diritti umani in America latina o ancora il dialogo israelo-palestinese. L´organizzazione ha inoltre combattuto l´apartheid in Sudafrica grazie a un programma contro il razzismo.
Le Chiese che costituiscono il CEC danno, insieme, una forma e una voce a questo grande organismo cristiano. Più ancora, il CEC "si sforza di dare voce a coloro che non hanno una voce, a coloro che hanno bisogno di una voce più forte della propria per reclamare pace e giustizia", ha aggiunto Olav Fykse Tveit.

La terza visita di un papa
Il prossimo 21 giugno papa Francesco si recherà a Ginevra presso la sede dell´organizzazione. In passato anche i papi Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano reso visita al CEC, rispettivamente nel 1969 e nel 1984. "Uno dei ruoli importanti del CEC è di mostrare che cattolici, ortodossi, protestanti e credenti di altre confessioni sono prima di tutto esseri umani creati da Dio con un bisogno di solidarietà umana", ha ricordato il segretario generale, pastore Olav Fykse Tveit.

Chiesa cattolica ed ecumenismo
Intervenendo ai microfoni del programma "La Matinale", trasmesso da RTS La Première, la pastora Line Dépraz, del Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata del canton Vaud (EERV), ha sottolineato che storicamente la Chiesa cattolica si considerava l´unica Chiesa. "Giovanni Paolo II aveva ricordato con forza e fragore - e questo ci aveva feriti tutti - che le altre chiese cristiane sono considerate dai cattolici come semplici comunità ecclesiali prive della legittimità di una chiesa". E Line Dépraz ha concluso: "Penso che se il papa si preoccupa di andare a Ginevra per una visita al CEC ciò significhi, da parte sua, che quelle Chiese svolgono un lavoro degno di nota. E chissà, può darsi che Francesco ci riserverà una sorpresa in termini di dichiarazione".


Fonte: voceevangelica.ch

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Domenica 19 Gennaio
“Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Giovanni 1, 16)


Se l’empio si allontana dall’empietà che commetteva e pratica l’equità e la giustizia, rimarrà in vita. (Ezechiele 18, 27)
Certa è questa affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo ( I Timoteo 1,15)

Da questa parola risulta molto chiaro che Gesù Cristo è venuto per salvare i peccatori. E questo buon salvatore ci ha promesso che tutto quello che chiederemo nel suo nome, noi lo otterremo, e che se noi perdoniamo agli altri i loro peccati, il Padre perdonerà i nostri. Credete dunque che, quando chiediamo la misericordia di Dio nel nome del nostro Signore Gesù, e quando ciascuno perdona di cuore il suo prossimo, il nostro Signore perdona noi e i nostri cuori sono purificati.
Guillaume Farel

Giovanni 2, 1-11; I Corinzi 2, 1-1-10


Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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