19 Maggio 2021
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Che l´Europa vi sia lieve

22-03-2018 10:23 - News
La rubrica "Lo sguardo dalle frontiere" è a cura degli operatori e delle operatrici della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) per Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti. Questa settimana proviene da Lampedusa.

È sera e io cammino lungo Cala Salina, costeggiando l´insenatura del porto vecchio. Una sera contraddistinta da una particolare aria tiepida che lascia presagire l´arrivo della nuova stagione. Mi si avvicina un ragazzo di non più di diciotto anni. Nella penombra gli brillano gli occhi: "Je viens de la Tunisie", mi dice, chiedendomi se si trova in Sicilia. Concentrato prosegue: "Je dois aller en France, Paris. Je dois rejoindre mon frère", il suo viaggio deve continuare in direzione di Parigi per raggiungere il fratello. È appena approdato a Lampedusa. La barca con cui ha attraversato il Mediterraneo è arrivata pochi minuti fa all´interno delle sicure braccia del porto dell´isola, senza che nessuno se ne accorgesse. È allora che guardandomi intorno mi accorgo dell´arrivo di alcune volanti ai due lati del molo.

Il ragazzo insiste "Sicilia, Francia, Parigi"; nella mia mente scorrono le immagini di quello a cui so che presto andrà incontro "Centro, recinzioni, attesa". Decido con urgenza di presentargli una realtà con cui è necessario si confronti. Afferro il cellulare, apro Google Maps e l´isola appare. Gli mostro lo schermo e con il movimento delle dita gli faccio osservare un puntino blu isolato in una distesa celeste. Spero capisca che il suo viaggio ancora lungo forse (!) subirà una battuta d´arresto. Sicuro di sé come all´apice di una lunga riflessione, ripete, "Lampedusa, sì, Lampedusa" e aggiunge "Sicilia, Francia, Parigi, mon frère".

Sono un po´ scoraggiato e intorno a noi sembrano continuare ad aumentare le persone che prendono parte a quella inaspettata festa. Sono oltre settanta. Come ad un ballo in cui timidamente si esplora la folla alla ricerca di un compagno assente, guardano scoraggiati gli operatori delle organizzazioni umanitarie appena sopraggiunti. Incerti sul da farsi, i ragazzi attendono l´epilogo intorno ai lampeggianti blu che tagliano l´orizzonte. Anche io resto immobile, senza saper più cosa dire. Gli indico il resto del gruppo e i suoi occhi sembrano diventare più opachi.

Mi guarda. Si arrende. Raggiunge gli altri. Si volta un´ultima volta mi sorride tristemente e alza timidamente la mano in un saluto. Sembra dirmi: "Grazie. Ci hai provato, ma non puoi capire". Ricambio il saluto e, in un sussurro, dico "Buona fortuna, amico. Bonne chance. Ne avrai bisogno". La festa adesso è finita e in un´isola che si prepara a ricevere migliaia di turisti, che si rifà il trucco per apparire più bella di come la natura l´ha già resa, ritorno a passeggiare lungo la riva.

Quanti ne ho incontrati, di ragazzi come lui, da quando vivo qui? Di molti ricordo il nome, il sorriso, i progetti. Con altri ci siamo appena sfiorati. Tutti diversi, ognuno con una propria storia alle spalle e con un sogno da inseguire, costi quel che costi. "Migranti", "rifugiati", "profughi", come suonano vuote queste parole in questo scoglio in mezzo al Mediterraneo. Qualcuno ce l´ha fatta, arrivando nel luogo che sognava. Qualcuno è tornato (o è stato rispedito) a casa. Dei più ho perso le tracce. A ognuno di loro ho detto "Buona fortuna, bonne chance". Perché in questa roulette di norme, accordi, permessi, fughe, cancelli, muri, documenti, dinieghi e ricorsi, solo la fortuna sarà loro amica e madre.

È davvero una sera speciale. Il mare è calmo e il suono che emette quando incontra la battigia è dolce. È tardi. Mi incammino verso casa e sussurro: "Buona fortuna, ragazzi. Che l´Europa vi sia lieve."


Fonte: Nev.it - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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