19 Maggio 2021
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Che cos´è la teologia?

25-01-2017 11:40 - Fede e spiritualità
di Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma

Che cos´è la teologia? Esiste un modo protestante di farla? A questi e ad altri interrogativi risponde Fulvio Ferrario inaugurando "Frammenti di teologia", una nuova rubrica del nostro sito realizzata in collaborazione con la Facoltà valdese di teologia di Roma.

Da un certo punto di vista, la riflessione «teologica» costituisce una realtà abbastanza ovvia: le persone che professano un credo religioso sono portate a porsi domande su di esso. Nella tradizione ebraico-cristiana, queste domande su Dio sono poste nel cuore stesso dei testi di riferimento, cioè delle Scritture. La Bibbia non contiene solo affermazioni, ma anche domande. La rivelazione del Dio di Gesù Cristo ha a che vedere con un interrogare profondo, radicale: quello di Abramo, di Mosè, dei profeti, di Gesù stesso: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Alla luce delle domande bibliche decisive si può comprendere una celebre affermazione di Lutero: «Non si diventa teologo riflettendo, leggendo o speculando, bensì vivendo, anzi morendo e passando per l´inferno». Quando l´interrogazione sulla fede non è salottiera e snob, ma seria, essa è anche sofferta.

La teologia accademica, quella che «riflette, legge e specula», non dovrebbe essere separata da questa «teologia vissuta», cioè dalla fede che cerca, anche mediante il pensiero, il volto di Dio. Nella storia cristiana, però, è avvenuto qualcosa di singolare: la Bibbia ha incontrato la filosofia greca e, in generale, il pensiero teorico. E´ stato, ed è, un incontro quanto mai tumultuoso, spesso conflittuale, ma anche fecondo: la fede si interroga anche utilizzando gli strumenti conoscitivi più elaborati che l´umanità si è data. In passato si trattava appunto, essenzialmente, della filosofia: oggi tale dialogo coinvolge direttamente le scienze, sia naturali, sia umane, oltre naturalmente l´arte e la letteratura. La rivelazione cristiana afferma che Dio entra nel mondo e nella storia, lo stesso mondo e la stessa storia indagati dal pensiero umano e rappresentati dalla sua arte: per tale ragione, la parola di Dio e le parole del sapere umano entrano spontaneamente in rapporto. Leggere la Scrittura vuol dire anche porla in relazione con quanto gli esseri umani pensano di loro stessi e del loro mondo: questa è la teologia. La riflessione teologica, dunque, nasce dalla fede della chiesa: la chiesa che prega, celebra il culto, predica e cerca di testimoniare, si pone domande e osa abbozzi di risposta.

Nel corso dei secoli, la comunità cristiana ha ritenuto opportuno che alcune persone si dedicassero specificamente a questo tipo di ricerca: nasce il teologo più o meno professionista. La Riforma, poi, vuole che tutti i ministri di culto, in quanto predicatori, siano teologi provvisti di una formazione piuttosto specialistica, in modo che il loro annuncio sia semplice, ma non superficiale, banale, meramente esortatorio. La Facoltà Valdese di Roma, ad esempio, intende essere anzitutto questo: una scuola che aiuti la chiesa a formare ministri competenti, spiritualmente e culturalmente sensibili e decentemente preparati. Essendo questo, può anche dedicarsi alla formazione di altri credenti (e non credenti) aperti alle domande della fede. Lutero, come abbiamo visto, ha descritto la teologia in termini appassionati ma drammatici; Karl Barth ne parla come della «più bella e lieta tra le scienze». Hanno entrambi ragione, ritengo. In questo, la teologia è proprio come la fede: non è sempre facile, anzi, ma coinvolge la vita intera in una passione molto intensa, in un impegnativo e bellissimo rapporto non solo con molti libri, ma con Dio.


UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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