09 Dicembre 2019

News

Che cos´è la teologia?

25-01-2017 11:40 - Fede e spiritualità
di Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma

Che cos´è la teologia? Esiste un modo protestante di farla? A questi e ad altri interrogativi risponde Fulvio Ferrario inaugurando "Frammenti di teologia", una nuova rubrica del nostro sito realizzata in collaborazione con la Facoltà valdese di teologia di Roma.

Da un certo punto di vista, la riflessione «teologica» costituisce una realtà abbastanza ovvia: le persone che professano un credo religioso sono portate a porsi domande su di esso. Nella tradizione ebraico-cristiana, queste domande su Dio sono poste nel cuore stesso dei testi di riferimento, cioè delle Scritture. La Bibbia non contiene solo affermazioni, ma anche domande. La rivelazione del Dio di Gesù Cristo ha a che vedere con un interrogare profondo, radicale: quello di Abramo, di Mosè, dei profeti, di Gesù stesso: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Alla luce delle domande bibliche decisive si può comprendere una celebre affermazione di Lutero: «Non si diventa teologo riflettendo, leggendo o speculando, bensì vivendo, anzi morendo e passando per l´inferno». Quando l´interrogazione sulla fede non è salottiera e snob, ma seria, essa è anche sofferta.

La teologia accademica, quella che «riflette, legge e specula», non dovrebbe essere separata da questa «teologia vissuta», cioè dalla fede che cerca, anche mediante il pensiero, il volto di Dio. Nella storia cristiana, però, è avvenuto qualcosa di singolare: la Bibbia ha incontrato la filosofia greca e, in generale, il pensiero teorico. E´ stato, ed è, un incontro quanto mai tumultuoso, spesso conflittuale, ma anche fecondo: la fede si interroga anche utilizzando gli strumenti conoscitivi più elaborati che l´umanità si è data. In passato si trattava appunto, essenzialmente, della filosofia: oggi tale dialogo coinvolge direttamente le scienze, sia naturali, sia umane, oltre naturalmente l´arte e la letteratura. La rivelazione cristiana afferma che Dio entra nel mondo e nella storia, lo stesso mondo e la stessa storia indagati dal pensiero umano e rappresentati dalla sua arte: per tale ragione, la parola di Dio e le parole del sapere umano entrano spontaneamente in rapporto. Leggere la Scrittura vuol dire anche porla in relazione con quanto gli esseri umani pensano di loro stessi e del loro mondo: questa è la teologia. La riflessione teologica, dunque, nasce dalla fede della chiesa: la chiesa che prega, celebra il culto, predica e cerca di testimoniare, si pone domande e osa abbozzi di risposta.

Nel corso dei secoli, la comunità cristiana ha ritenuto opportuno che alcune persone si dedicassero specificamente a questo tipo di ricerca: nasce il teologo più o meno professionista. La Riforma, poi, vuole che tutti i ministri di culto, in quanto predicatori, siano teologi provvisti di una formazione piuttosto specialistica, in modo che il loro annuncio sia semplice, ma non superficiale, banale, meramente esortatorio. La Facoltà Valdese di Roma, ad esempio, intende essere anzitutto questo: una scuola che aiuti la chiesa a formare ministri competenti, spiritualmente e culturalmente sensibili e decentemente preparati. Essendo questo, può anche dedicarsi alla formazione di altri credenti (e non credenti) aperti alle domande della fede. Lutero, come abbiamo visto, ha descritto la teologia in termini appassionati ma drammatici; Karl Barth ne parla come della «più bella e lieta tra le scienze». Hanno entrambi ragione, ritengo. In questo, la teologia è proprio come la fede: non è sempre facile, anzi, ma coinvolge la vita intera in una passione molto intensa, in un impegnativo e bellissimo rapporto non solo con molti libri, ma con Dio.


UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Lunedì 9 Dicembre

Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio (Deuteronomio 1, 17)
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati (Matteo 7,1-2)


Il Sole di giustizia sorga nella chiesa in ogni momento e tutto il mondo lo possa vedere. Coinvolgi tutta la cristianità. La tua luce e magnificenza ci trasformino in messaggeri per tuta l’eternità.
Christian David

Isaia 25, 1-8; Isaia 44, 21-28



Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





Eventi

[<<] [Dicembre 2019] [>>]
LMMGVSD
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it