21 Agosto 2019

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Cattolici e protestanti a 500 anni dalla Riforma

10-11-2016 14:49 - Ecumenismo
Il convegno «Cattolici e protestanti a 500 anni dalla Riforma. Uno sguardo comune sull´oggi e
sul domani», promosso dalla Conferenza episcopale italiana – Ufficio per l´ecumenismo e il
dialogo, in collaborazione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), si tiene
nei giorni 16-18 novembre al Collegio arcivescovile «C. Endrici» di Trento e fa parte degli
appuntamenti previsti per il 5° centenario della Riforma.
Terranno relazioni e comunicazioni Heiner Bludau, Pawel Gajewski, Carmine Napolitano, Davide
Romano e Raffaele Volpe («Un tronco, molti rami. Dinamiche storiche e teologiche della
Riforma»); Fulvio Ferrario e Bruno Forte («Nodi teologici del dialogo ecumenico»); Daniele
Garrone e Ambrogio Spreafico («Riconciliare le memorie. L´esperienza del dialogo ebraico-cristiano»);
Paolo Naso e Alberto Melloni («Ecumenismo tra nuovo pluralismo e post-secolarizzazione»);
Marco Gnavi e Maria Bonafede («L´ecumenismo della carità»); Eugenio Bernardini
e Angelo Maffeis («Temi e percorsi del dialogo tra cattolici e protestanti»); le conclusioni saranno
affidate al pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in
Italia, e a don Cristiano Bettega, direttore dell´Ufficio per l´ecumenismo e il dialogo.
Sono previsti studi biblici in apertura di ogni sessione; mercoledì sera, percorso musicale a cura
di Nicola Sfredda e Paolo Delama; giovedì sera preghiera ecumenica nel duomo, che fu sede
dell´emissione dei decreti del Concilio di Trento. All´organizzazione della celebrazione concorre
la Comunità luterana di Bolzano.



Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Mercoledì 21 Agosto

Io sopporterò lo sdegno del Signore, perché ho peccato contro di lui (Michea 7, 9)
Umiliatevi davanti al Signore,ed egli v’innalzerà (Giacomo 4, 10)

Siamo solo dei servi, Signore, dei servi inutili, cioè senza un utile, un interesse, un secondo fine nel servizio che la vita ci chiede di compiere. Facciamo il nostro dovere verso le persone e la comunità, per amore tuo e dei fratelli, per seguire il tuo esempio ed essere fedeli al compito che ci hai affidato. Aiutaci, Signore, a rimanere – con gioia e verità – servi inutili per il potere, ma preziosi per te e per il tuo regno. Amen.
Sergio Carrarini
I Corinzi 10, 23-31; Matteo 10, 34-42



Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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