09 Dicembre 2019

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Carrara, l´impegno sociale dai cavatori dell´Ottocento alla diaconia comunitaria

27-07-2017 09:41 - News
Alle porte del centro di Carrara, lungo corso Rosselli, ha sede da quasi cent´anni la chiesa evangelica metodista. Il tempio è stato costruito alla fine degli anni Venti dalle famiglie elvetiche residenti in città, ma la presenza metodista in zona risale al 1862. Il primo missionario giunto in città fu William G. Moorehead, inviato dalla Missione metodista americana. Egli iniziò la sua opera di predicazione prima in città, poi continuò la sua opera evangelizzatrice in un piccolo borgo ai piedi delle cave, Torano. Contemporaneamente in città era arrivato un pastore della Chiesa Libera, Perazzi; cominciarono subito una collaborazione proficua dando origine a un´unica comunità.

L´impegno sociale è il filo rosso che unisce idealmente tutta la storia della comunità apuana. Nella Carrara dell´800, dove i cavatori non avevano diritti e proliferava l´analfabetismo, la comunità evangelica si fece promotrice dell´istituzione di scuole serali per adulti, di una Società di mutuo soccorso, di politiche sociali aperte alla città, quali la rete idrica nelle frazioni a monte. Entrata nel 1901 nella Chiesa metodista, la comunità di Carrara ha continuato la sua opera sociale, cercando sempre di portare una testimonianza aconfessionale. Lo stesso Jacopo Lombardini, predicatore della nostra comunità, ne è esempio noto a tutti. Egli si impegnò nell´insegnamento a molti adulti. Il pastore Sergio Carile fu molto attivo durante la guerra sia tra i membri di chiesa sia all´ospedale civile, dove prestò servizio di volontariato. Anche oggi la chiesa di Carrara continua la sua testimonianza in città e nella diaspora, attraverso azioni di aiuto al prossimo e attività evangelistiche e culturali. Impegnata nel dialogo ecumenico con le chiese cattolica e ortodossa romena, da due anni partecipa all´insegnamento della religione cattolica (Irc) in due licei tenendo lezioni sul protestantesimo. In collaborazione con il Gruppo di ricerca ecumenica Versilia «Non di solo pane», ha organizzato eventi celebrativi del cinquecentesimo anniversario della Riforma. La nostra comunità è altresì impegnata nel dialogo interreligioso e collabora all´organizzazione dell´annuale marcia interreligiosa della pace, a cui partecipa anche la Comunità islamica della provincia. Dallo scorso anno partecipa attivamente al «Festival Con-Vivere» che si svolge ogni settembre a Carrara. Al prossimo Festival interverrà il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, che l´8 settembre parlerà dei corridoi umanitari.

Siamo soliti organizzare presentazione di libri, conferenze, dibattiti e mostre su temi vari, in particolare la salvaguardia del creato e la giustizia sociale. Carrara vive prevalentemente dell´estrazione del marmo, e per far ciò si distrugge un ecosistema unico al mondo. Giorno per giorno si assiste inermi alla mutilazione delle Alpi Apuane. Inoltre, come spesso denunciamo, i guadagni che si ottengono dalla vendita del marmo rimangono a poche famiglie, mentre è presente un alto tasso di disoccupazione. Non vi è una ripartizione equa della ricchezza e questo ci spinge a impegnarci socialmente con i progetti di diaconia comunitaria per sostenere chi si trova in difficoltà economiche. Tutte queste attività, su più fronti, ci permettono di annunciare l´Evangelo della speranza e della fraternità verso il nostro prossimo.
di Simone Fiaschi



Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Lunedì 9 Dicembre

Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio (Deuteronomio 1, 17)
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati (Matteo 7,1-2)


Il Sole di giustizia sorga nella chiesa in ogni momento e tutto il mondo lo possa vedere. Coinvolgi tutta la cristianità. La tua luce e magnificenza ci trasformino in messaggeri per tuta l’eternità.
Christian David

Isaia 25, 1-8; Isaia 44, 21-28



Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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