28 Novembre 2021
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Canonizzazioni. Un invito del Moderatore valdese Bernardini ai giornalisti che le descrivono come un evento per tutta la cristianità

28-04-2014 17:54 - appunti del moderatore

(NEV/ESP), 25 aprile 2014 - "Le canonizzazioni non sono un fatto ecumenico. Noi protestanti le guardiamo con rispetto ma non ci appartengono e non possono essere celebrate come un evento di tutta la cristianità". Lo afferma il moderatore della Tavola valdese, past. Eugenio Bernardini, a poche ore dalla proclamazione della santità dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. "L´eccezionale attenzione dei media a questo evento - prosegue il Moderatore - non giustifica che si presenti la santificazione di due papi come un fatto che riguarda tutti i cristiani. Non è così perché il nostro ecumenismo e l´attenzione al ruolo svolto da questi due papi non cancella la critica teologica del protestantesimo al culto dei santi. Richiamiamo quindi i giornalisti a un´informazione rigorosa e accurata, rispettosa delle distinzione tra le diverse tradizioni cristiane e delle specificità teologiche di ogni confessione cristiana. E questo proprio perché siamo ecumenici e, tanto più nel clima di dialogo avviato da Papa Francesco, abbiamo a cuore il dialogo con i fratelli cattolici e ortodossi. Ma sempre nella chiarezza e nel rispetto della nostra e dell´altrui identità teologica".

Fonte: NEV.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
N O V E M B R E
Versetto del mese:
Il Signore diriga i vostri cuori all amore di Dio
e alla paziente attesa di Cristo

(Tessalonicesi 3,5)



Salmo della settimana: 24


Domenica 28 Novembre
Ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso (Zaccaria 9,9)

La tua bontà sia il mio conforto, secondo la parola data al tuo servo (Salmo 119, 76)
Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; questo uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione di Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui (Luca2, 25)

Signore, voglio uscire da ogni inganno e da ogni effimera speranza. Vorrei trovarmi in tua presenza. Attenderla e trovarti. Mi rivolgo a Te e ti aspetto. Non distogliere da me il tuo sguardo, lasciati trovare. Tu sei etero, Sigore, voglio restare con Te. Nè morte né vita mi separeranno daTe. Non desidero, non attendo altro: soltanto Te.
Jörg Zink


Matteo 21, 1-11; Romani 13, 8-12; Zaccaria 9, 9-10










































































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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