18 Ottobre 2021
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CRISTIANI SI DIVENTA - Intervista pubblica con Paolo Ricca

04-02-2016 10:47 - News
CRISTIANI SI DIVENTA

Intervista pubblica con Paolo Ricca a partire dal suo libro - Dal battesimo allo “sbattezzo”

Conducono
Lorenzo Maffei (“Toscana Oggi”)
Roberto Davide Papini (“La Nazione”)

Introduce:
Giuseppe Farinella (Centro Culturale “P.M. Vermigli”)

Sabato 20 febbraio ore 18 – LuccaLibri, viale Regina Margherita 113

***


«Questo libro – si legge nel Prologo – persegue un triplice scopo. Il primo è illustrare, alla luce della sacra Scrittura e in particolare del Nuovo Testamento, la genesi del battesimo cristiano, il suo significato e il posto che occupa nella fede e nella vita della chiesa apostolica. Il secondo è seguire il battesimo nella sua lunga storia, tutt’altro che lineare, fino ai nostri giorni, cercando di individuare le principali svolte avvenute sia nella dottrina sia nella prassi battesimale. Il terzo scopo è affrontare la questione del battesimo dei bambini, indagare le ragioni della sua nascita e della sua affermazione, interrogarsi sulla sua legittimità cristiana, esponendo le obiezioni che le chiese battiste gli muovono e gli argomenti di coloro che lo difendono, chiedendosi, alla fine, se l’apartheid battesimale che da cinque secoli affligge la cristianità possa essere superato e, in caso di risposta affermativa, in che modo».

Paolo Ricca (1936) è uno dei più noti teologi protestanti contemporanei, già docente di Storia del cristianesimo presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma, insignito della laurea honoris causa alla Facoltà di Teologia dell’Università di Heidelberg. In ambito ecumenico è il massimo esponente del protestantesimo italiano.

***


4° incontro del laboratorio “Fede e pensiero al presente” (a cura di M. Turrisi)
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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