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CRISTIANI SI DIVENTA - Intervista pubblica con Paolo Ricca

04-02-2016 10:47 - News
CRISTIANI SI DIVENTA

Intervista pubblica con Paolo Ricca a partire dal suo libro - Dal battesimo allo “sbattezzo”

Conducono
Lorenzo Maffei (“Toscana Oggi”)
Roberto Davide Papini (“La Nazione”)

Introduce:
Giuseppe Farinella (Centro Culturale “P.M. Vermigli”)

Sabato 20 febbraio ore 18 – LuccaLibri, viale Regina Margherita 113

***


«Questo libro – si legge nel Prologo – persegue un triplice scopo. Il primo è illustrare, alla luce della sacra Scrittura e in particolare del Nuovo Testamento, la genesi del battesimo cristiano, il suo significato e il posto che occupa nella fede e nella vita della chiesa apostolica. Il secondo è seguire il battesimo nella sua lunga storia, tutt’altro che lineare, fino ai nostri giorni, cercando di individuare le principali svolte avvenute sia nella dottrina sia nella prassi battesimale. Il terzo scopo è affrontare la questione del battesimo dei bambini, indagare le ragioni della sua nascita e della sua affermazione, interrogarsi sulla sua legittimità cristiana, esponendo le obiezioni che le chiese battiste gli muovono e gli argomenti di coloro che lo difendono, chiedendosi, alla fine, se l’apartheid battesimale che da cinque secoli affligge la cristianità possa essere superato e, in caso di risposta affermativa, in che modo».

Paolo Ricca (1936) è uno dei più noti teologi protestanti contemporanei, già docente di Storia del cristianesimo presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma, insignito della laurea honoris causa alla Facoltà di Teologia dell’Università di Heidelberg. In ambito ecumenico è il massimo esponente del protestantesimo italiano.

***


4° incontro del laboratorio “Fede e pensiero al presente” (a cura di M. Turrisi)

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Lunedì 9 Dicembre

Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio (Deuteronomio 1, 17)
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati (Matteo 7,1-2)


Il Sole di giustizia sorga nella chiesa in ogni momento e tutto il mondo lo possa vedere. Coinvolgi tutta la cristianità. La tua luce e magnificenza ci trasformino in messaggeri per tuta l’eternità.
Christian David

Isaia 25, 1-8; Isaia 44, 21-28



Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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