01 Agosto 2021
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CHI PUÒ SANTIFICARE GLI UOMINI?

08-09-2016 21:55 - Bibbia e attualità
Chi può santificare una persona? Chi può dire se questa è santa (al cospetto di Dio) oppure no?
Se pensiamo alla società italiana dobbiamo ammettere che c´è molta confusione a questo riguardo.
Parlando della situazione italiana, infatti, il quesito posto all´inizio di questa realtà con molta probabilità potrebbe suscitare una certa perplessità: mentre alcuni direbbero che a far santa una persona può essere solo Dio, altri potrebbero "replicare" che a far santa una persona è il papa.
Già in Italia (soprattutto) possono accadere di tali cose (ossia di tali perplessità).
Ebbene qui vorrei cercare di smontare tale "perplessa questione". Per far questo mi servirò di un´arma speciale, per scendere in questa specie di ´campo di battaglia´. L´arma che intendo usare è la parola di Dio, la Bibbia. Per mezzo di essa, come dice lo stesso apostolo Paolo, vorrei "Tagliare rettamente la parola della verità" (2 Timoteo 2: 15) e, così, tagliare e smontare tale "complessa" questione: chi può santificare gli uomini: Dio (per mezzo del Signore Gesù) o il papa?
Ho definito "complessa" tale questione perché in realtà essa non è affatto complessa. Essa è facilmente risolvibile. Basta usare l´unica Autorità in materia di giudizi spirituali che Dio stesso ha voluto dare e fornire agli uomini, ovvero la sua stessa parola (la Bibbia). Così per mezzo dell´uso della parola di Dio attingeremo da essa le risposte che ci forniranno un quadro esatto della situazione, un quadro che sarà in grado di risolvere la presente "controversa questione"!
Perciò ecco di seguito alcuni dei passi con cui la Bibbia risponde e risolve la questione sul (Chi?) santifica gli uomini:
"Santificali nella tua verità; la tua parola è verità" (Giovanni 17: 17)
Chi sta parlando? E´ Gesù (v. tutto il capitolo 17 del vangelo secondo Giovanni).
Chi sono i soggetti per i quali Gesù prega affinché vengano santificati ? Sono i suoi stessi discepoli – compresi gli apostoli – (v. tutto il capitolo 17 del vangelo secondo Giovanni).
A chi si sta rivolgendo Gesù nel richiedergli di santificare i suoi discepoli? A Dio (v. tutto il capitolo 17 del vangelo di Giovanni).
Dunque, secondo il capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, vediamo che:
• E´ Dio che santifica gli uomini;
• Dio santifica gli uomini per mezzo della Sua Verità e questa Verità coincide e consiste nella Sua stessa Parola (Giovanni 17: 17).
Se qualcuno pensa che un solo passo della Bibbia potrebbe non essere sufficiente ad avvalorare un principio o a definire una questione, ebbene daremo a costui la possibilità di considerare altri passi della parola di Dio che confermano il medesimo principio:
"Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla, avendola purificata col lavacro dell´acqua per mezzo della parola, per farla comparire davanti a sé una chiesa gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa e irreprensibile" (Efesini 5: 25 – 27);
Cosa ricaviamo (intermini di verità) da questo passo della Bibbia? Esso ci dice che il Signore Gesù è colui che santifica la chiesa, lavandola (dalle sue eventuali sporcizie) con la sua parola. Dunque anche in questo passo viene ribadita la verità che a santificare è il Signore e che egli santifica sia i singoli individui che la chiesa intera per mezzo della sua parola.
"Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l´intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo" (1 Tessalonicesi 5: 23);
Cosa ricaviamo da questo ulteriore passo della Bibbia? Anche questo passo ci dice che a santificare gli uomini è Dio.
"[...] ma vediamo Gesù, che è stato fatto per un po´ di tempo inferiore agli angeli, coronato di gloria e d´onore per la morte che sofferse, affinché per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. Conveniva, infatti, a colui a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l´autore della loro salvezza. Infatti colui che santifica e quelli che sono santificati provengono tutti da uno; per questo motivo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo "Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti celebrerò in mezzo all´assemblea" (Ebrei 2: 9 – 12);
Quest´altro passo della Bibbia conferma la realtà che a santificare gli uomini è Dio per mezzo dell´autore della salvezza stessa di questi, cioè per mezzo di Gesù.
"Ed ora fratelli io vi raccomando a Dio e alla parola della sua grazia, che è in grado di edificarvi e di darvi l´eredità in mezzo a tutti i santificati" (Atti 20: 32)
Anche qui Colui che può dare la sorte dei santificati agli uomini è Dio
"Alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, insieme a tutti quelli che in qualunque luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore loro e nostro" (1 Corinzi 1: 2)
Cosa dice la Bibbia in questo punto? Dice che:
tutti quelli che credono e vivono nel Signore sono santi. Poiché l´apostolo Paolo per mezzo della sua epistola (epistola ai Corinzi) saluta i membri di quella comunità come santi ciò significa che i santi sono coloro che sono in vita e che mentre sono in vita seguono il Signore. Dunque i santi non sono i morti. Non sono chiamati (ossia dichiarati) tali (santi) dopo che sono morti.
"Allora Anania rispose: "Signore, io ho udito da molti di quest´uomo, di quanto male ha fatto ai tuoi santi in Gerusalemme" (Atti 9: 13)
Questo passo, relativo al dialogo tra un discepolo del Signore e Gesù stesso (il che dice come un vero discepolo possa parlare e sentire la voce del Signore anche se Gesù è in cielo), conferma il fatto che la Bibbia parla naturalmente dei santi riferendosi al fatto che questi sono quei credenti che vivono ancora sulla terra seguendo il Signore.
"Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore" (Ebrei 12: 14)
Questo passo ci parla del consiglio della parola di Dio secondo cui il vivere nella santità (ossia come vuole il Signore, facendo la sua volontà (espressamente dichiarata nella parola del Vangelo)) non è qualcosa di opzionale, qualcosa di consigliato o riservato solo a qualcuno. In questo passo si vede chiaramente come tutti quelli che vogliono (in terra) seguire il Signore devono farlo santificandosi (ossia comportandosi secondo la sua parola – visto che come abbiamo visto in tutti i passi precedenti è la parola di Dio quella che ci santifica -)). Chi non si santificherà (seguendo la volontà del Signore) non vedrà Dio dice la bibbia.
Volendo concludere qui il discorso che stiamo facendo sulla questione del ´Chi santifica gli uomini(?) rendendoli conformi e idonei a ricevere l´eredità tra i santificati (ossia l´entrata nel regno dei cieli) credo che il quadro che i vari passi della parola di Dio ci mettono davanti è efficacemente esaustivo a fornirci una risposta al riguardo:
Colui che santifica gli uomini è Dio ed Egli lo fa per mezzo della sua parola; il solo mezzo con cui Dio purifica i cuori degli uomini rendendoli conformi alla sua immagine.
Attingendo la verità dalla parola di Dio, dunque, si evince che la credenza del papa che santifica chi dice lui e soltanto alcuni è completamente fuori dalla Sacra Scrittura. Dunque una tale credenza non è conforme alla parola di Dio. E per questo non si dovrebbe avere alcuna remora a definirla eretica ed anche blasfema, nel senso che contraddice la parola di Dio (v. il precedente articolo che ho sentito di scrivere intitolato ´Cos´è la bestemmia´?).
Spero che quanto qui esposto sia utile a chiarire le idee a diverse persone, specialmente a coloro che erano all´oscuro del fatto che Colui che santifica è Dio, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati (1 Timoteo 2: 4).
Enzo Maniaci | Notizievangeliche.com


Fonte: Notiziecristiane.com
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A G O S T O
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Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
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Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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