12 Luglio 2020
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CHI PUÒ SANTIFICARE GLI UOMINI?

08-09-2016 21:55 - Bibbia e attualità
Chi può santificare una persona? Chi può dire se questa è santa (al cospetto di Dio) oppure no?
Se pensiamo alla società italiana dobbiamo ammettere che c´è molta confusione a questo riguardo.
Parlando della situazione italiana, infatti, il quesito posto all´inizio di questa realtà con molta probabilità potrebbe suscitare una certa perplessità: mentre alcuni direbbero che a far santa una persona può essere solo Dio, altri potrebbero "replicare" che a far santa una persona è il papa.
Già in Italia (soprattutto) possono accadere di tali cose (ossia di tali perplessità).
Ebbene qui vorrei cercare di smontare tale "perplessa questione". Per far questo mi servirò di un´arma speciale, per scendere in questa specie di ´campo di battaglia´. L´arma che intendo usare è la parola di Dio, la Bibbia. Per mezzo di essa, come dice lo stesso apostolo Paolo, vorrei "Tagliare rettamente la parola della verità" (2 Timoteo 2: 15) e, così, tagliare e smontare tale "complessa" questione: chi può santificare gli uomini: Dio (per mezzo del Signore Gesù) o il papa?
Ho definito "complessa" tale questione perché in realtà essa non è affatto complessa. Essa è facilmente risolvibile. Basta usare l´unica Autorità in materia di giudizi spirituali che Dio stesso ha voluto dare e fornire agli uomini, ovvero la sua stessa parola (la Bibbia). Così per mezzo dell´uso della parola di Dio attingeremo da essa le risposte che ci forniranno un quadro esatto della situazione, un quadro che sarà in grado di risolvere la presente "controversa questione"!
Perciò ecco di seguito alcuni dei passi con cui la Bibbia risponde e risolve la questione sul (Chi?) santifica gli uomini:
"Santificali nella tua verità; la tua parola è verità" (Giovanni 17: 17)
Chi sta parlando? E´ Gesù (v. tutto il capitolo 17 del vangelo secondo Giovanni).
Chi sono i soggetti per i quali Gesù prega affinché vengano santificati ? Sono i suoi stessi discepoli – compresi gli apostoli – (v. tutto il capitolo 17 del vangelo secondo Giovanni).
A chi si sta rivolgendo Gesù nel richiedergli di santificare i suoi discepoli? A Dio (v. tutto il capitolo 17 del vangelo di Giovanni).
Dunque, secondo il capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, vediamo che:
• E´ Dio che santifica gli uomini;
• Dio santifica gli uomini per mezzo della Sua Verità e questa Verità coincide e consiste nella Sua stessa Parola (Giovanni 17: 17).
Se qualcuno pensa che un solo passo della Bibbia potrebbe non essere sufficiente ad avvalorare un principio o a definire una questione, ebbene daremo a costui la possibilità di considerare altri passi della parola di Dio che confermano il medesimo principio:
"Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla, avendola purificata col lavacro dell´acqua per mezzo della parola, per farla comparire davanti a sé una chiesa gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa e irreprensibile" (Efesini 5: 25 – 27);
Cosa ricaviamo (intermini di verità) da questo passo della Bibbia? Esso ci dice che il Signore Gesù è colui che santifica la chiesa, lavandola (dalle sue eventuali sporcizie) con la sua parola. Dunque anche in questo passo viene ribadita la verità che a santificare è il Signore e che egli santifica sia i singoli individui che la chiesa intera per mezzo della sua parola.
"Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l´intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo" (1 Tessalonicesi 5: 23);
Cosa ricaviamo da questo ulteriore passo della Bibbia? Anche questo passo ci dice che a santificare gli uomini è Dio.
"[...] ma vediamo Gesù, che è stato fatto per un po´ di tempo inferiore agli angeli, coronato di gloria e d´onore per la morte che sofferse, affinché per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. Conveniva, infatti, a colui a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l´autore della loro salvezza. Infatti colui che santifica e quelli che sono santificati provengono tutti da uno; per questo motivo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo "Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti celebrerò in mezzo all´assemblea" (Ebrei 2: 9 – 12);
Quest´altro passo della Bibbia conferma la realtà che a santificare gli uomini è Dio per mezzo dell´autore della salvezza stessa di questi, cioè per mezzo di Gesù.
"Ed ora fratelli io vi raccomando a Dio e alla parola della sua grazia, che è in grado di edificarvi e di darvi l´eredità in mezzo a tutti i santificati" (Atti 20: 32)
Anche qui Colui che può dare la sorte dei santificati agli uomini è Dio
"Alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, insieme a tutti quelli che in qualunque luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore loro e nostro" (1 Corinzi 1: 2)
Cosa dice la Bibbia in questo punto? Dice che:
tutti quelli che credono e vivono nel Signore sono santi. Poiché l´apostolo Paolo per mezzo della sua epistola (epistola ai Corinzi) saluta i membri di quella comunità come santi ciò significa che i santi sono coloro che sono in vita e che mentre sono in vita seguono il Signore. Dunque i santi non sono i morti. Non sono chiamati (ossia dichiarati) tali (santi) dopo che sono morti.
"Allora Anania rispose: "Signore, io ho udito da molti di quest´uomo, di quanto male ha fatto ai tuoi santi in Gerusalemme" (Atti 9: 13)
Questo passo, relativo al dialogo tra un discepolo del Signore e Gesù stesso (il che dice come un vero discepolo possa parlare e sentire la voce del Signore anche se Gesù è in cielo), conferma il fatto che la Bibbia parla naturalmente dei santi riferendosi al fatto che questi sono quei credenti che vivono ancora sulla terra seguendo il Signore.
"Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore" (Ebrei 12: 14)
Questo passo ci parla del consiglio della parola di Dio secondo cui il vivere nella santità (ossia come vuole il Signore, facendo la sua volontà (espressamente dichiarata nella parola del Vangelo)) non è qualcosa di opzionale, qualcosa di consigliato o riservato solo a qualcuno. In questo passo si vede chiaramente come tutti quelli che vogliono (in terra) seguire il Signore devono farlo santificandosi (ossia comportandosi secondo la sua parola – visto che come abbiamo visto in tutti i passi precedenti è la parola di Dio quella che ci santifica -)). Chi non si santificherà (seguendo la volontà del Signore) non vedrà Dio dice la bibbia.
Volendo concludere qui il discorso che stiamo facendo sulla questione del ´Chi santifica gli uomini(?) rendendoli conformi e idonei a ricevere l´eredità tra i santificati (ossia l´entrata nel regno dei cieli) credo che il quadro che i vari passi della parola di Dio ci mettono davanti è efficacemente esaustivo a fornirci una risposta al riguardo:
Colui che santifica gli uomini è Dio ed Egli lo fa per mezzo della sua parola; il solo mezzo con cui Dio purifica i cuori degli uomini rendendoli conformi alla sua immagine.
Attingendo la verità dalla parola di Dio, dunque, si evince che la credenza del papa che santifica chi dice lui e soltanto alcuni è completamente fuori dalla Sacra Scrittura. Dunque una tale credenza non è conforme alla parola di Dio. E per questo non si dovrebbe avere alcuna remora a definirla eretica ed anche blasfema, nel senso che contraddice la parola di Dio (v. il precedente articolo che ho sentito di scrivere intitolato ´Cos´è la bestemmia´?).
Spero che quanto qui esposto sia utile a chiarire le idee a diverse persone, specialmente a coloro che erano all´oscuro del fatto che Colui che santifica è Dio, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati (1 Timoteo 2: 4).
Enzo Maniaci | Notizievangeliche.com


Fonte: Notiziecristiane.com

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 73

Domenica 12 luglio

A te, o Signore, la giustizia; a noi la confusione della faccia in questo giorno (Daniele 9,7)
E’ per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio (Efesini 2,8)

Quanto è straordinaria la tua misericordia, Cristo mio, quanto è illimitata la tua condiscendenza, o Verbo! Perché tu sei venuto verso la mia povertà? Com’è che sei entrato nella mia casa sordida, Tu che abiti la luce inaccessibile, mio Dio? In che modo non la consumi con il fuoco, Tu che sei il fuoco insostenibile da una natura mortale? Che cosa farò di degno della tua gloria e che cosa troverò di commensurabile a un così grande amore? Che cosa offrirò a te che hai glorificato con una così grande gloria e un così grande onore me l’indegna/o?
Simeone il Nuovo Teologo

Genesi 12,1-4a; I Corinzi 1, 18-25



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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