09 Dicembre 2019

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C´È MOLTO RAZZISMO IN GIRO, PIÙ DI QUANTO SI PENSI

24-01-2018 18:30 - Bibbia e attualità
C´è modo e modo di essere razzisti o di fare del razzismo. C´è un modo crudo come quello di chi, senza vergognarsi (anche se dovrebbe sentirsi un verme), auspica che gli immigrati dovrebbero sparire o addirittura morire. C´è anche un modo più elegante, quasi gentile, che non fa vedere di essere razzisti, ma in pratica è la stessa cosa di quelli che si dichiarano apertamente tali. Un modo che passa quasi inosservato, ma dalle precise finalità. Mi è giunta voce che ci sono delle famiglie, anche lucchesi, che, iscrivendo i figli a scuola, evitano di scegliere come lingua straniera il Francese, perché non vogliono che i loro figli si trovino in classe con i figli dei marocchini, i quali, in genere, scelgono il Francese, che in pratica è la seconda lingua nel loro Paese di origine. Per non mescolarsi con «certa gente», dicono. Una orrenda forma ipocrita di camuffare il proprio razzismo. Si fa finta che interessi lo Spagnolo o un´altra lingua, ma in realtà è una chiara scelta contro gli immigrati, molti dei quali, fra l´altro, sono da tempo in Italia. Stiamo tornando ai tempi di chi non voleva mescolare le etnie? Di chi pensava di appartenere alla razza pura? ´C Mi domando che tipo di educazione passa ai figli, se i genitori (s)ragionano in questo modo. E, chissà, forse anche alcuni cristiani fanno la stessa cosa. Poi magari vogliono il crocifisso e il presepe nelle scuole. Ci vuole una bella faccia! Di cristiani di questo genere non ce n´è proprio bisogno. Intanto, nei giorni scorsi, un politico di una certa importanza, si è messo a difendere la «razza bianca», per la paura che gli immigrati prendano il posto degli italiani, cose, che solo al sentirle, viene il voltastomaco, tanto sono orribili e vomitevoli. Ovviamente guai a tacciarli di razzismo, perché loro non sono razzisti... Che cosa sono, allora? «Dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o se devono essere cancellate», così si è espresso il politico. Non è razzismo questo? «Un lapsus, un errore terminologico, ha spiegato. Ma sia ben chiaro che il concetto espresso lo difendo e lo difenderò sempre. Invece di razza, dovevo dire popolo italiano o cultura nazionale che vanno difesi da un´invasione che rischia di distruggerci». Uno si domanda che cosa devono imparare le nuove generazioni, già stravolte da alcool e droghe varie. Quali esempi vengono da certi adulti? Se poi ci si mettono anche alcuni politici, siamo alla frutta. L´atteggiamento di non poche persone nei confronti degli immigrati è in fondo lo stesso atteggiamento che si nota nei riguardi del diverso. Non a caso, questo modo di emarginare i diversi si rispecchia anche nelle nuove generazioni. I tanti, troppi atti di bullismo o meglio di delinquenza minorile, non avvengono per caso, hanno origini ben precise, sono frutto di una mala educazione alla convivenza civile. E si smetta di parlare semplicemente di bullismo, quasi fosse una malattia, ma si parli apertamente di delinquenza. Abituati a scusare tutto e tutti, siamo arrivati al punto che, perfino i genitori, pensano di proteggere i figli, aggredendo gli insegnanti. Insomma, sempre più in basso, anzi sembra che non ci sia limite al peggio. I fatti a cui accenno, a ben vedere, sono tutti sulla stessa linea. Poveri noi, più in basso di così...!

di Franco Cerri cerrif@alice.it



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Lunedì 9 Dicembre

Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio (Deuteronomio 1, 17)
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati (Matteo 7,1-2)


Il Sole di giustizia sorga nella chiesa in ogni momento e tutto il mondo lo possa vedere. Coinvolgi tutta la cristianità. La tua luce e magnificenza ci trasformino in messaggeri per tuta l’eternità.
Christian David

Isaia 25, 1-8; Isaia 44, 21-28



Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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