21 Agosto 2019

News

C´È MOLTO RAZZISMO IN GIRO, PIÙ DI QUANTO SI PENSI

24-01-2018 18:30 - Bibbia e attualità
C´è modo e modo di essere razzisti o di fare del razzismo. C´è un modo crudo come quello di chi, senza vergognarsi (anche se dovrebbe sentirsi un verme), auspica che gli immigrati dovrebbero sparire o addirittura morire. C´è anche un modo più elegante, quasi gentile, che non fa vedere di essere razzisti, ma in pratica è la stessa cosa di quelli che si dichiarano apertamente tali. Un modo che passa quasi inosservato, ma dalle precise finalità. Mi è giunta voce che ci sono delle famiglie, anche lucchesi, che, iscrivendo i figli a scuola, evitano di scegliere come lingua straniera il Francese, perché non vogliono che i loro figli si trovino in classe con i figli dei marocchini, i quali, in genere, scelgono il Francese, che in pratica è la seconda lingua nel loro Paese di origine. Per non mescolarsi con «certa gente», dicono. Una orrenda forma ipocrita di camuffare il proprio razzismo. Si fa finta che interessi lo Spagnolo o un´altra lingua, ma in realtà è una chiara scelta contro gli immigrati, molti dei quali, fra l´altro, sono da tempo in Italia. Stiamo tornando ai tempi di chi non voleva mescolare le etnie? Di chi pensava di appartenere alla razza pura? ´C Mi domando che tipo di educazione passa ai figli, se i genitori (s)ragionano in questo modo. E, chissà, forse anche alcuni cristiani fanno la stessa cosa. Poi magari vogliono il crocifisso e il presepe nelle scuole. Ci vuole una bella faccia! Di cristiani di questo genere non ce n´è proprio bisogno. Intanto, nei giorni scorsi, un politico di una certa importanza, si è messo a difendere la «razza bianca», per la paura che gli immigrati prendano il posto degli italiani, cose, che solo al sentirle, viene il voltastomaco, tanto sono orribili e vomitevoli. Ovviamente guai a tacciarli di razzismo, perché loro non sono razzisti... Che cosa sono, allora? «Dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o se devono essere cancellate», così si è espresso il politico. Non è razzismo questo? «Un lapsus, un errore terminologico, ha spiegato. Ma sia ben chiaro che il concetto espresso lo difendo e lo difenderò sempre. Invece di razza, dovevo dire popolo italiano o cultura nazionale che vanno difesi da un´invasione che rischia di distruggerci». Uno si domanda che cosa devono imparare le nuove generazioni, già stravolte da alcool e droghe varie. Quali esempi vengono da certi adulti? Se poi ci si mettono anche alcuni politici, siamo alla frutta. L´atteggiamento di non poche persone nei confronti degli immigrati è in fondo lo stesso atteggiamento che si nota nei riguardi del diverso. Non a caso, questo modo di emarginare i diversi si rispecchia anche nelle nuove generazioni. I tanti, troppi atti di bullismo o meglio di delinquenza minorile, non avvengono per caso, hanno origini ben precise, sono frutto di una mala educazione alla convivenza civile. E si smetta di parlare semplicemente di bullismo, quasi fosse una malattia, ma si parli apertamente di delinquenza. Abituati a scusare tutto e tutti, siamo arrivati al punto che, perfino i genitori, pensano di proteggere i figli, aggredendo gli insegnanti. Insomma, sempre più in basso, anzi sembra che non ci sia limite al peggio. I fatti a cui accenno, a ben vedere, sono tutti sulla stessa linea. Poveri noi, più in basso di così...!

di Franco Cerri cerrif@alice.it



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Mercoledì 21 Agosto

Io sopporterò lo sdegno del Signore, perché ho peccato contro di lui (Michea 7, 9)
Umiliatevi davanti al Signore,ed egli v’innalzerà (Giacomo 4, 10)

Siamo solo dei servi, Signore, dei servi inutili, cioè senza un utile, un interesse, un secondo fine nel servizio che la vita ci chiede di compiere. Facciamo il nostro dovere verso le persone e la comunità, per amore tuo e dei fratelli, per seguire il tuo esempio ed essere fedeli al compito che ci hai affidato. Aiutaci, Signore, a rimanere – con gioia e verità – servi inutili per il potere, ma preziosi per te e per il tuo regno. Amen.
Sergio Carrarini
I Corinzi 10, 23-31; Matteo 10, 34-42



Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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