01 Ottobre 2020
News

C´È MOLTO RAZZISMO IN GIRO, PIÙ DI QUANTO SI PENSI

24-01-2018 18:30 - Bibbia e attualità
C´è modo e modo di essere razzisti o di fare del razzismo. C´è un modo crudo come quello di chi, senza vergognarsi (anche se dovrebbe sentirsi un verme), auspica che gli immigrati dovrebbero sparire o addirittura morire. C´è anche un modo più elegante, quasi gentile, che non fa vedere di essere razzisti, ma in pratica è la stessa cosa di quelli che si dichiarano apertamente tali. Un modo che passa quasi inosservato, ma dalle precise finalità. Mi è giunta voce che ci sono delle famiglie, anche lucchesi, che, iscrivendo i figli a scuola, evitano di scegliere come lingua straniera il Francese, perché non vogliono che i loro figli si trovino in classe con i figli dei marocchini, i quali, in genere, scelgono il Francese, che in pratica è la seconda lingua nel loro Paese di origine. Per non mescolarsi con «certa gente», dicono. Una orrenda forma ipocrita di camuffare il proprio razzismo. Si fa finta che interessi lo Spagnolo o un´altra lingua, ma in realtà è una chiara scelta contro gli immigrati, molti dei quali, fra l´altro, sono da tempo in Italia. Stiamo tornando ai tempi di chi non voleva mescolare le etnie? Di chi pensava di appartenere alla razza pura? ´C Mi domando che tipo di educazione passa ai figli, se i genitori (s)ragionano in questo modo. E, chissà, forse anche alcuni cristiani fanno la stessa cosa. Poi magari vogliono il crocifisso e il presepe nelle scuole. Ci vuole una bella faccia! Di cristiani di questo genere non ce n´è proprio bisogno. Intanto, nei giorni scorsi, un politico di una certa importanza, si è messo a difendere la «razza bianca», per la paura che gli immigrati prendano il posto degli italiani, cose, che solo al sentirle, viene il voltastomaco, tanto sono orribili e vomitevoli. Ovviamente guai a tacciarli di razzismo, perché loro non sono razzisti... Che cosa sono, allora? «Dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o se devono essere cancellate», così si è espresso il politico. Non è razzismo questo? «Un lapsus, un errore terminologico, ha spiegato. Ma sia ben chiaro che il concetto espresso lo difendo e lo difenderò sempre. Invece di razza, dovevo dire popolo italiano o cultura nazionale che vanno difesi da un´invasione che rischia di distruggerci». Uno si domanda che cosa devono imparare le nuove generazioni, già stravolte da alcool e droghe varie. Quali esempi vengono da certi adulti? Se poi ci si mettono anche alcuni politici, siamo alla frutta. L´atteggiamento di non poche persone nei confronti degli immigrati è in fondo lo stesso atteggiamento che si nota nei riguardi del diverso. Non a caso, questo modo di emarginare i diversi si rispecchia anche nelle nuove generazioni. I tanti, troppi atti di bullismo o meglio di delinquenza minorile, non avvengono per caso, hanno origini ben precise, sono frutto di una mala educazione alla convivenza civile. E si smetta di parlare semplicemente di bullismo, quasi fosse una malattia, ma si parli apertamente di delinquenza. Abituati a scusare tutto e tutti, siamo arrivati al punto che, perfino i genitori, pensano di proteggere i figli, aggredendo gli insegnanti. Insomma, sempre più in basso, anzi sembra che non ci sia limite al peggio. I fatti a cui accenno, a ben vedere, sono tutti sulla stessa linea. Poveri noi, più in basso di così...!

di Franco Cerri cerrif@alice.it



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




Eventi
[<<] [Ottobre 2020] [>>]
LMMGVSD
   1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031 
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it