14 Dicembre 2019

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Bonino peggio di Riina? Risposta a don Francesco Pieri

29-05-2018 11:18 - News
Giancarla Codrignani risponde a don Francesco Pieri, che ha dichiarato (via facebook) che Riina ha sulla coscienza meno omicidi di Emma Bonino.

caro don Pieri,

dunque, lei non si rende conto di avere offeso le donne, come accade spesso a individui di genere maschile che ritengono meno rilevante l´uccisione di una donna di quella di un embrione.

Non vorrei tornare a prima della legge 194, che l´anno prossimo compirà quarant´anni. Lei non può per età ricordare, ma io quella legge l´ho sostenuta quando ho capito che era in gioco la dignità di un paese in cui la clandestinità copriva una piaga sociale che lacerava la vita delle donne fino alla morte per ferri da calza o veleni che medici compassionevoli certificavano senza denunciare. Sono le donne che ancora subiscono.

Non possiamo tornare a colpevolizzare la donna, soggetto titolare di diritti, se non si ripensano le ben note cause. Secondo lei, le donne restano incinte per partenogenesi? Se per caso ascolta confessioni, ha un´idea della qualità dei rapporti anche matrimoniali e benedetti all´altare? La legge registra come violenza quella del marito: lei che è docente, insegna che "se la donna dice "no" significa che "è no"? Ha idea che il numero maggiore degli aborti è delle coniugate, spesso recidive? Ha mai fatto riflessioni sull´educazione anche parrocchiale dei maschi o si ferma ancora all´impossibile "purezza" solo delle ragazze? Probabilmente sarà contrario all´educazione sessuale a scuola, ma può immaginare, se non l´ha saputo al confessionale, che se una bambina disinformata commette quella che un suo collega definisce una colpa, la famiglia spende mille euro e la porta all´amulatorio privato? Lo sa che cosa ha provato una donna che ha contribuito a questa legge quando è venuta a sapere l´angoscia della donna cattolica che ha taciuto in confessione per non essere privata dell´assoluzione e si è sempre comunicata temendo il sacrilegio?

Ma oggi io ho qualche problema in più. La Chiesa non parla della pillola abortiva che, ormai, è un dato di fatto. Pensiamo che vada bene per la logica maschile pensare che si può contare sul suo impiego un paio di volte l´anno? Sembra che anche i coniugi regolarmente obbedienti alla Chiesa non parlino del proprio rapporto, delle loro, reciproche esigenze e che la rinuncia a una gravidanza indesiderata implica oggettivamente che il desiderio della donna non è stato rispettato "prima"?

Non mi interessa se la mia predica la giudichi laica (laicista?) o cristiana (come vorrei), ma mediti. Sembra che anche per lei si ponga un problema di misericordia, da applicare non con assoluzioni facili, ma cercando di migliorare la qualità della vita di chi non sceglie il celibato, ma intende vivere la coppia e anche la paternità e la maternità da esseri umani responsabili.


Fonte: Confronti.net

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Sabato 14 Dicembre

Signore, tu hai fatto risalir l’anima mia dal soggiorno dei morti, tu m’hai ridato la vita perché io non scendessi nella tomba (Salmo 30, 3)
Il dono di dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ( Romani 6, 23)

Frutto del silenzio è la preghiera. Frutto della preghiera è la fede. Frutto della fede è l’amore. Frutto dell’amore è il servire.
Madre Teresa di Calcutta

I Tessalonicesi 4, 13-18; Isaia 48, 12-22


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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