26 Giugno 2022
News

Bloccare i migranti? È voltarsi dall´altra parte

19-12-2017 12:53 - Bibbia e attualità
di Roberto Davide Papini

«Un grande onore, ma anche una grande responsabilità». Mirella Manocchio, presidente dell´Opcemi (l´Opera per le Chiese evangeliche metodiste in Italia) non nasconde la soddisfazione per il prestigioso "World Methodist Peace Award", il "Premio per la pace" attribuito dal Consiglio mondiale metodista proprio all´Opcemi nel 2017.

«È una grande responsabilità - spiega Manocchio - perché il lavoro deve continuare, non possiamo fermarci. Dobbiamo mettere un impegno ancora maggiore e puntare su una collaborazione ancora più forte e più stretta con i nostri partner nazionali e internazionali».

La scelta è caduta sulle chiese metodiste italiane per «l´impegno e il lavoro a fianco di migranti e rifugiati, a partire dal 1989. Questa piccola chiesa ha mostrato grande coraggio di fronte alla crisi di donne, uomini e bambini che giungono in Europa da varie parti del mondo. Quando molti hanno affermato che i problemi erano insormontabili, l´atteggiamento dell´Opcemi è stato assai differente e l´impegno è stato grande nel tentare di offrire una risposta. Il lavoro della chiesa ha attraversato i decenni, sono stati accolti migranti da Siria, Iraq, Medio Oriente, Africa, di fede protestante, cattolica e musulmana».

«Un premio - come tiene a sottolineare Manocchio - vinto insieme alla Chiesa valdese con la quale abbiamo un patto di integrazione». D´altronde, come si legge in una nota delle chiese metodiste italiane, «un filo rosso lega quanto fatto dall´Opcemi negli anni ´80 e ´90 (localmente e a livello nazionale) con il progetto Mediterranean Hope della Federazione chiese evangeliche (Fcei) di cui l´Opcemi è uno dei membri fondatori. In questo quadro si comprende la collaborazione della chiesa metodista locale e dell´Opera diaconale metodista di Scicli con la Casa delle culture creata a Scicli dalla Fcei».

Un lavoro importante, una serie di sinergie e di sforzi in comune con partner ecumenici (come nel caso, felicemente contagioso, dei corridoi umanitari, che Manocchio definisce «un pungolo anche per altre chiese europee») per offrire accoglienza ai migranti «facendoli sentire parte dei luoghi dove si ritrovano a vivere, facendoli sentire a casa e permettendo loro di vivere in maniera dignitosa. Fare in modo che queste persone mantengano e recuperino la loro dignità».

Certamente, è necessario un impegno per «alleviare le situazioni di povertà e di violenza che queste persone vivono nei loro paesi d´origine», ma la prospettiva di Manocchio e dell´Opcemi è assai diversa da quella scelta dal governo italiano nell´accordo con le autorità libiche. «È un accordo al ribasso - dice Manocchio - non si risolve la questione dell´immigrazione bloccando i migranti dove non ci sono i diritti minimi della persona. Non può essere la soluzione di tutto questo bloccarli lì, è come voltarsi dall´altra parte».




Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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