16 Luglio 2020
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Bisognosi di conforto

31-07-2015 14:29 - Bibbia e attualità
Io ti lodo, Signore! Infatti, dopo esserti adirato con me, la tua ira si è calmata, e tu mi hai consolato
(Isaia 12, 10)


Gesù dice: «Colui che viene a me, non lo caccerò fuori»
(Giovanni 6, 37)


Viviamo in un periodo pieno di incertezze in cui nascono facilmente le paure. Quando le paure cominciano ad attacchire, si è propensi a credere anche l´incredibile (quanti complotti ci sono in atto in giro... tutto pare essere colpa delle scie chimiche!).

Poi ci sono anche delle persone che utilizzano queste paure per propri tornaconti, accrescendo il malessere. Non è un bel periodo quello in cui viviamo: la convivenza è sotto pressione e chi si impegna per una convivenza migliore con diritti e doveri per tutte e tutti, si sente sotto accusa, perché metterebbe in pericolo quel po´ di sicurezza che ancora sembra esserci.

Abbiamo bisogno di conforto. Non di pie parole, non di ragionamenti a buon mercato o moralistici come per esempio, quelli degli amici di Giobbe. Abbiamo bisogno di una consolazione che toglie il peso che sentiamo gravare sulle nostre spalle, che rende l´aria irrespirabile pulita, che libera il nostro cuore. Così facendo intravediamo una nuova prospettiva. Il popolo d´Israele loda il Signore perché ha sperimentato la sua consolazione dopo un periodo difficilissimo. Ha potuto respirare di nuovo, perché ha intravisto la liberazione.

In periodi difficili, ci sentiamo lontani dal Signore, ma quando cominciamo a sentire la Sua presenza, è come se qualcuno camminasse accanto a noi, è come se qualcuno togliesse i pesi dalle nostre spalle, e allora si apre il nostro cuore e riusciamo a respirare meglio.

Che Dio ci dia di sperimentare in questo periodo così difficile la sua consolazione, l´unica che ci libera dalle paure e dalle insicurezze che stiamo vivendo. A partire dalla consolazione ricevuta, che Dio ci conceda di poter camminare accanto alle persone senza respiro, piene di ansia, affinché si aprano orizzonti di speranza e di un futuro vivibile per tutte e tutti.


Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 73

Mercoledì 15 Luglio

Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste (Proverbi 19,21)
Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri (I Pietro 4, 7-8)

Solo con Dio e con la sua benedizione puoi liberarti della tua indole naturale. Perciò cerca in tutte le cose di portare la tua preghiera davanti a Dio. Forse che tutte le emozioni, ogni respiro, ogni movimento, non provengono da lui? Non possono forse tutte le nostre azioni non essere malvagie solo per mezzo di lui?
Johann Amos Comenius

Ezechiele 2, 3-8; I Re 21, 1-16



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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