25 Giugno 2021
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Bibbia e P4C. Un laboratorio intitolato a Diodati e Bonhoeffer

28-06-2015 20:25 - News
Fede e pensiero al presente



Laboratorio filosofico-religioso condotto come pratica riflessiva comunitaria ispirata alla P4C ("Philosophy for Community" secondo il modello di Matthew Lipman). Un itinerario di ricerca aperto e plurale per principio. Un´esperienza dialogica per credenti e non credenti. In ascolto anche di parole antiche ma vive, come quelle della Bibbia, best seller dell´umanità:



«La Bibbia ha impregnato di sé la storia dell´Occidente. Lo ha fatto in modo diretto nella sua duplice, forte tensione interna ebraico-cristiana e, in modo indiretto, attraverso gli influssi che ha esercitato sull´islam e sulla stessa cultura laica. [...] La Bibbia porta dentro di sé le tracce di molte civiltà e culture: una lettura da cui è tuttora necessario partire per comprendere meglio il nostro mondo. [...] Parafrasando l´espressione classica, si potrebbe dire che nulla di quanto è umano sia estraneo alla Bibbia». (Piero Stefani, presidente di "Biblia" - associazione laica di cultura biblica)




Attività promossa dalla Chiesa valdese e dal Centro culturale "P.M. Vermigli" di Lucca. In programma anche incontri con autori.

Consulenza storica, filosofica e teologica: Domenico Maselli, Adriano Fabris e Paolo Ricca.



Il laboratorio è intitolato a Giovanni Diodati (["di nazion lucchese"] Ginevra 1576 - 1649) e Dietrich Bonhoeffer (Breslavia 1906 - lager di Flossenbürg 1945).




Coordinamento: Michele Turrisi*




* Laureato in Pedagogia, si è perfezionato in "Philosophy for Children/Community" ed è Teacher in P4C accreditato CRIF (Centro di Ricerca sull´Indagine Filosofica - filosofare.org). Collaboratore di ICN-News.com e del "Giornale di Filosofia della Religione" (aifr.it).



Contatti:

Centro culturale "P.M. Vermigli"
Via Galli Tassi 50 - Lucca
centrovermiglilucca@libero.it

UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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