12 Dicembre 2019

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Bibbia. Presentata a papa Francesco la III edizione della TILC

07-10-2014 12:28 - Bibbia e attualità
"Camminano forse due uomini insieme senza essersi messi d´accordo?". E´ con questa citazione del profeta Amos che il valdese Valdo Bertalot, direttore della Società biblica britannica e forestiera (SBBF), ha presentato lunedì scorso a papa Francesco una copia della terza edizione della Traduzione interconfessionale in lingua corrente della Bibbia, la cosiddetta TILC. Un lavoro che ha visto insieme studiosi delle Scritture cattolici ed evangelici, impegnati in una collaborazione ecumenica per offrire un testo della Bibbia comprensibile alle persone di oggi. Papa Francesco ha ricevuto con gioia il testo della TILC, ricordando come anche in Argentina nel lavoro nelle parrocchie lui stesso prediligesse l´uso di una traduzione ecumenica in lingua corrente perché "anche la gente semplice può capirla". Francesco ha poi lodato il lavoro di quanti si sono impegnati nella realizzazione della TILC: "Il vostro è frutto di un lavoro paziente, attento, fraterno, competente e, soprattutto, credente. Mi auguro che questo testo che ha il beneplacito di cattolici e protestanti spinga tutti i cristiani di lingua italiana a meditare, vivere, testimoniare e celebrare il messaggio di Dio". All´incontro in Vaticano erano tra gli altri presenti il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI.

Il lavoro per la realizzazione della TILC è iniziato negli anni Settanta del secolo scorso. Nel 1976 è stato pubblicato il testo del Nuovo Testamento, nel 1985 è invece uscita la prima edizione dell´intera Bibbia. Nel 2000 è apparsa la seconda edizione, con la revisione del Nuovo Testamento. Nella primavera di quest´anno è infine uscita la terza edizione con la revisione dell´Antico Testamento. Fino ad oggi la TILC, che è edita insieme dalla SBBF e dalla Elledici, ha venduto circa 13 milioni di copie. La TILC, oltre che al papa, verrà presentata anche al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un incontro ancora da calendarizzare.


Fonte: NEV

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Giovedì 12 Dicembre

Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicinati per ascoltare (Ecclesiaste 5,1)
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole (Matteo 6, 7)

Fa’ che la tua bocca sia in silenzio, allora parlerà il tuo cuore. Sia in silenzio il tuo cuore, allora parlerà Dio.
Dalla Chiesa Copta

II Corinzi 5, 1-10; Isaia 45, 18-25


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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