01 Agosto 2021
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Bibbia. 30 anni di Società Biblica in Italia

03-12-2013 13:17 - Bibbia e attualità
Il presidente Eric Noffke: "Nacque anche per dare il via al progetto della TILC"

Roma (NEV), 27 novembre 2013 - Il prossimo 2 dicembre la Società Biblica in Italia (SBI) compirà 30 anni. Nata nel 1983 ha per scopo la massima diffusione delle Sacre Scritture, anche attraverso attività ed iniziative di promozione della Bibbia. La SBI è un´associazione cristiana indipendente, non legata ad alcuna confessione in particolare, tant´è che vi partecipano diverse denominazioni evangeliche (battisti, metodisti, valdesi, luterani, pentecostali, salutisti e altri), cattolici ed ortodossi.

La SBI nasce come una espressione nazionale ed ecumenica della più antica Società Biblica Britannica e Forestiera (SBBF) presente a Roma dal 1870, e in Italia sin dal Risorgimento. Oggi la SBBF è presente in Italia ancora come casa editrice.

"La SBI era nata, tra le altre cose, anche per portare avanti l´ambizioso progetto, che si voleva il più ecumenico possibile, della traduzione interconfessionale in lingua corrente della Bibbia, ossia la TILC, la cui prima edizione risale al 1985 - spiega il pastore valdese Eric Noffke, presidente della SBI -. Era un modo per coinvolgere cattolici ed altre confessioni cristiane presenti in Italia in un progetto comune".

Intanto Valdo Bertalot, segretario generale della SBI e direttore per l´Italia della SBBF, ha espresso gratitudine per l´impegno delle Società Bibliche, impegno che "permette a molte più persone di leggere la Bibbia nella propria lingua!". Secondo gli ultimi dati disponibili l´intera Bibbia, o almeno una sua parte, è stata tradotta in 2590 lingue. "Infatti, 495 lingue hanno la Bibbia interamente tradotta, 1.278 solo il Nuovo Testamento completo e 817 solo singoli libri della Bibbia - fa sapere Bertalot, per il quale - molto è stato fatto, ma molto rimane da fare".

Tra le recenti iniziative lanciate dalla SBI quella di una nuova traduzione protestante della Bibbia in italiano in vista del Cinquecentenario della Riforma nel 2017 (vedi NEV 44/13).

Fonte: NEV
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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