12 Dicembre 2019

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Basilea. 20 mila giovani all´incontro di Taizé

06-01-2018 17:58 - Ecumenismo
La città elvetica al confine con Francia e Germania ha ospitato il tradizionale incontro di capodanno dei giovani di Taizé: per 4 giorni evangelici, cattolici e ortodossi provenienti da 45 paesi hanno pregato e dialogato all´insegna del "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra"

20 mila giovani provenienti da 45 paesi si sono incontrati dal 28 dicembre al 2 gennaio a Basilea (Svizzera) per festeggiare il quarantennale degli incontri della comunità ecumenica di Taizé. Grande soddisfazione per come si sono svolte le celebrazioni è stata espressa dagli organizzatori, tra cui Lukas Kundert, presidente del Consiglio sinodale della Chiesa riformata di Basilea. L´ospitalità nella regione basiliense è stata garantita da 95 punti accoglienza con il coinvolgimento di 200 comunità cristiane e la partecipazione di un migliaio di volontari.

Fraternità, conoscenza reciproca, solidarietà, abbandono della paura del prossimo: questi i temi sviluppati in 4 intensi giorni di preghiera e dialogo. Tra i numerosi giovani 2800 sono arrivati dall´Ucraina, 4900 dalla Polonia, 1500 dalla Germania, 1300 dalla Francia, 1300 dalla Croazia e 1200 dall´Italia.

Al centro dell´attenzione, come ha precisato Padre Alois, priore di Taizé, è stato il tema della fiducia, dettato da quel "Pellegrinaggio di fiducia sulla terra" lanciato alla fine degli anni ´70 dal fondatore della Comunità, Frère Roger, all´insegna della riconciliazione europea. "Siamo molto felici che la scelta di venire a Basilea nei 500 anni della Riforma protestante sia stata ripagata", ha aggiunto Padre Alois.

La scelta di celebrare il quarantennale dell´incontro ecumenico dei giovani di Taizé proprio a Basilea non è stato un caso: nel XVI secolo la città sul Reno è stata al centro del movimento della Riforma. All´agenzia cath.ch il pastore Kundert ha dichiarato: "Il fatto che l´anniversario della Riforma abbia potuto concludersi proprio qui con un raduno ecumenico che ha messo l´accento su quanto ci unisce e non su quel che ci divide, è un segnale importante".

Numerosi i messaggi di saluto e incoraggiamento da parte di vari leader di chiese, tra cui il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), pastore Olav Fykse Tveit, papa Francesco, patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, il segretario generale della Federazione luterana mondiale (FLM), pastore Martin Junge.

La prossima tappa del pellegrinaggio dei giovani di Taizé è stata fissata per il 28 dicembre 2018 a Madrid, la prima volta per la capitale spagnola.


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Giovedì 12 Dicembre

Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicinati per ascoltare (Ecclesiaste 5,1)
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole (Matteo 6, 7)

Fa’ che la tua bocca sia in silenzio, allora parlerà il tuo cuore. Sia in silenzio il tuo cuore, allora parlerà Dio.
Dalla Chiesa Copta

II Corinzi 5, 1-10; Isaia 45, 18-25


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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