21 Maggio 2019

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Barga protestante, una festa tra memoria e futuro

05-07-2018 17:18 - News
La Chiesa valdese di Lucca organizza per il 14 luglio una giornata a Renaio per ricordare la presenza di una comunità evangelica

Barga (Lucca), 5 luglio 2018 - "Renaio e i valdesi: ieri e oggi" è il titolo di un´iniziativa organizzata dalla Chiesa valdese di Lucca che si terrà sabato 14 luglio a Renaio, un paesino sopra Barga, nella Mediavalle del Serchio, in provincia di Lucca. Sarà un´occasione per ricordare la presenza protestante attiva sino dal 19esimo secolo nella zona di Barga e Coreglia Antelminelli (e in particolare nelle frazioni di Renaio e Piastroso) che lo storico Giorgio Spini definiva "le Valli valdesi della Toscana":

La presenza protestante nella zona di Barga risale almeno alla seconda metà del 19esimo secolo, con l´arrivo di famiglie lucchesi immigrate in Francia e nel Regno Unito dove avevano conosciuto il protestantesimo. Nasce così una comunità valdese che ha una sua vivacità, ma che poi finisce piano piano per perdere membri soprattutto a causa dell´urbanizzazione del secondo dopoguerra.

L´appuntamento è per sabato 14 luglio a Renaio con il culto evangelico e la predicazione del pastore Stefano Giannatempo (alle 11), un momento conviviale con i partecipanti alla festa (alle 12), quindi il pranzo e nel pomeriggio l´incontro sul tema "Renaio e i valdesi: ieri e oggi" con la partecipazione di Valdo Spini e Glauco Ballantini.

"L´iniziativa del 14 luglio - si legge in una nota della Chiesa valdese di Lucca_ non vuole limitarsi a ricordare questa realtà del passato così importante, ma di cominciare a porre le basi per una nuova presenza evangelica nella zona". Chi volesse ulteriori informazioni può rivolgersi alla Chiesa valdese di Lucca al numero 3356086359.


Fonte: lanazione.it

UN GIORNO UNA PAROLA

MAGGIO
Versetto del mese
Nessuno è pari a te e non c’è altro Dio fuori di te
(II Samuele 7, 22)

Salmo della settimana: 108

Lunedì 20 Maggio

Egli è l’ oggetto delle tue lodi, é il tuo Dio
(Deuteronomio 10,21)
Gesù dice: «Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo,il principio e la fine»
(Apocalisse 22,13)

Signore Gesù, tu devi rimanere la corona del mio cuore, il sole della mia gioia. Non permettere che per vanità mi allontani dalla tua luce. Resta il mio premio, la tua parola mi nutre, resta il mio onore, la tua parola mi insegna a credere sempre fermamente in te.
Georg Weissel

Esodo 15, 1-21; II Samuele 16, 1-14




PREGHIERA

Signore, che io possa con il tuo aiuto,
far convergere, in fraterna collaborazione,
l’intera comunità
in una visione unitaria
della nostra testimonianza.
Che io possa favorire,
con chiara apertura di spirito,
ogni iniziativa;
ravvivare in tutti il senso
di responsabilità che
le varie mansioni conferiscono.
Impegnare tutti alla ricerca
di quegli elementi
che possono far progredire
la nostra testimonianza.
O Signore, nelle tue mani
metto il mio diuturno lavoro,
benedicilo e santificalo
perché possa sempre più
rilucere la fiaccola della
mia elevazione spirituale
Edizioni Paoline




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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